Cassino
ormai ha il suo martirologio, così come lo ha la quasi totalità delle
città italiane che hanno subito le devastazioni della seconda guerra
mondiale. Come sarà meglio specificato più avanti, l’elenco non è
ancora definitivo: forse non lo sarà mai, perché tanti infelici
protagonisti non ci sono più.
L’iniziativa del CDSC è, purtroppo, tardiva: altri prima di noi
avrebbero dovuto intraprenderla almeno 56 anni fa; ma la smania della
ricostruzione ad ogni costo – si trattava di cercarsi un rifugio
sicuro tra tante rovine – e una sorta di egoismo, a dire il vero
comprensibile, che faceva dire ad ognuno: “io penso a me stesso”,
non posero in primo piano l’esigenza di contarsi e contare i morti.
Forse gli amministratori avrebbero potuto farlo, ma evidentemente non lo
ritennero di primaria importanza.
Ora si è cercato di rimediare. Lo abbiamo fatto noi del CDSC; e anche
se la nostra attività di Centro Documentazione e Studi Cassinati
dovesse limitarsi solo a questo – ma non è così, e le nostre
molteplici realizzazioni lo dimostrano – potremmo dire con orgoglio
che abbiamo reso un grande servigio alla città Martire.
Fra non molto potremo rendere pubblico l’elenco definitivo delle
vittime della guerra di Cassino, a quel punto spetterà all’amministrazione
comunale stabilire il da farsi. Ci auguriamo che le nostre fatiche non
finiscano nel cassetto polveroso di qualche burocrate: sarebbe una
responsabilità morale gravissima che, credo, nessuno vorrà assumersi.
L’ideale sarebbe scolpire su una grande lapide (la Città lo merita)
gli oltre duemila nomi che hanno reso Cassino martire ed esporli accanto
al monumento ai caduti. Ma questo non è nostro compito.