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Gianfilippo
Carettoni: il Giornale di Scavo del teatro romano di Cassino
a cura di Emilio Pistilli
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Una pagina del "giornale degli scavi"
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Il “Giornale di Scavo” di
Gianfilippo Carettoni è un quaderno manoscritto di 27 pagine f.to
cm 21x27, con sovracoperta di carta da imballaggio recante la data
1936, inedito, conservato, fino allo scorso anno, in casa dello
studioso e affidatomi, di recente, dalla Dott.ssa Laura Fabbrini
Carettoni, moglie dello scomparso e già Soprintendente alle
Antichità dell’Umbria e dell’Etruria meridionale.
È
una rielaborazione molto ampliata di precedenti scarni appunti
segnati su foglietti sparsi di un notes. Probabilmente la
trascrizione sul quaderno è avvenuta subito dopo la chiusura della
campagna di scavi utlizzando anche le note raccolte dallo zelante
custode Gaetano Fardelli, cosa che lo stesso Carettoni precisa nel
diario per il periodo dal 30/7 all’11/8: forse l’archeologo
dovette prendere un breve periodo di ferie approfittando del non
funzionamento del carrello su rotaie, registrato in quei giorni.
I
foglietti sciolti sono inseriti al termine del quaderno, nelle
pieghe della sovracoperta, e contengono appunti a matita relativi ai
giorni: 17/6, 18/6, 19/6, 15/7, 16/7, 17/7; gli appunti, tutti
riportati nel diario, presentano anche grafie diverse da quelle
dell’autore; per i giorni 18/6 e 15/7 vi sono due diverse
redazioni con differenti grafie, una delle quali, a penna, sembra
appartenere al padre di Gianfilippo Carettoni, Alessandro: lo fa
pensare la firma in calce al foglietto del 15/7: «Ciao papà».
Insieme ai foglietti c’è una tavola di cm 50x75, ripiegata, con
uno schizzo di pianta a matita dell’intero complesso del teatro in
scala 1:100: ad essa fa riferimento l’Autore quando indica tra
parentesi la lettera di ubicazione.
Tutto ciò dimostra che il diario definitivo è stato redatto in un
secondo momento sulla scorta di appunti presi in loco dallo stesso
autore e, talvolta, da suoi incaricati.
Nulla
a che vedere, comunque, con la pubblicazione “Il
teatro romano di Cassino”
del 1939, che, pur riportando in sostanza i risultati dello scavo
del 1936 (ma anche del sondaggio del 1934), non è trattato sotto
forma di diario: dunque manca la successione e la localizzazione
capillare dei ritrovamenti; cosa che, invece, ci offre il
“giornale”.
Le
note nella presente pubblicazione appartengono al curatore, salvo
quando è diversamente specificato, ed evidenziano le differenze e
le riletture successive (quelle del 1939) dei vari frammenti di
epigrafi mano a mano emersi durante lo scavo.
È
tuttavia da tener presente che il contenuto del “giornale”
è “datato” e puó risentire della giovane età dello studioso,
che ha avuto modo, successivamente, di approfondire e talvolta anche
di modificare le sue indicazioni (anche se molto limitatamente).
È
ovvio che per eventuali approfondimenti sulla storia della scavo
archeologico del Carettoni non si possa prescindere dagli studi
successivi tra i quali quello già ricordato del 1939 e il saggio
“Casinum” del 1940.
Il
testo del diario è preceduto da una breve serie di annotazioni
raccolte nello stesso periodo dal custode Gaetano Fardelli in un suo
quadernino di appunti vari
e che completano l’informazione sull’opera di scavo.
Nel
piccolo quaderno appaiono anche appunti e schizzi di altri
periodi pertinenti a tutto il Cassinate a partire dal 1934.
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