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Tra
le numerose attività di ricerca da lui condotte si ricordano in
particolare:
A
Roma: collaborazione
alla Forma Urbis; scavi e
ricerche nel Foro romano: Basilica Aemilia e Casa delle Vestali;
scavi e ricerche sul Palatino; scavi e ricerche nella casa di Livia
e nella zona repubblicana a sud-ovest della stessa casa; scavi nel
Tempio di apollo; scoperta e scavo della casa di Augusto sul
Palatino, della quale viene scientificamente dimostrata la
connessione con il Tempio di Apollo.
FUORI ROMA: scavo del teatro romano di Cassino e di un sepolcreto
dell'età del Ferro; scavi e ricerche in Sicilia per il rinvenimento
della città di Alesa (1952, 1954, 1956); scavi e ricerche a
Hierapolis di Frigia, in Turchia, rinvenimento del tempio di Apollo
(1962, 1964, 1965).
Di
tutte le ricerche sono state pubblicati i relativi risultati.
Tra
le sue molteplici pubblicazioni si riportano qui solo quelle che
riguardano Cassino.
- Un teatro di età augustea a
Cassino, in Atti del V congr. di Studi Romani, 1939;
- Il teatro romano di Cassino,
in Notizie Scavi, 1939;
- Casinum, "Italia
Romana", Ist. Studi Romani, 1940;
- Replica di una statua
lisippea rinvenuta a Cassino, in Memorie Pontif. Accad. Romana
d'Archeologia, 1942;
- Le fortificazioni medioevali
di Cassino, in "Palladio", 1952;
- Sepolcreto dell'età del
Ferro scoperto a Cassino, in "Bull. Paletnol." 67/68,
1958/59;
- Nuovi dati archeologici
sulla popolazione preromana del Cassinate, nel volume in onore
di A. Maiuri, 1966;
- voce "Cassino"
nell'Enciclopedia dell'Arte Antica.
***
Gianfilippo
Carettoni ha legato in maniera indelebile il suo nome alla
riscoperta e valorizzazione del teatro romano di Cassino. Gli scavi
da lui effettuati nel 1936 e gli studi pubblicati successivamente,
tra i quali spicca il saggio Casinum,
opera fondamentale per la conoscenza dell'archeologia cassinate, ne
fanno certamente un benemerito della città di Cassino. Tuttavia non
molti sanno che all’impegno scientifico dello studioso si unì un
altro cospicuo impegno economico della famiglia Carettoni.
In
una noticina in calce alla prima pagina del libro Il
teatro romano di Cassino, del 1939, si legge: "La
zona del teatro, espropriata, venne donata al Comune da un privato
che contribuì anche per un terzo alla spesa di scavo; gli altri due
terzi furono assunti dall'Amministrazione Provinciale di Frosinone".
È sempre parsa strana l'omissione del nome del prodigo
"privato". Conoscendo lo stile dell'insigne studioso ci si
sarebbe aspettato che desse pubblicamente ragione di quell'atto di
generosità indicandone l'autore.
Solo di recente, dopo aver preso visione delle carte relative a
Cassino nell’archivio di casa Carettoni, tutto ci è apparso
chiaro.
Nel 1934 Cassino rientrava nella competenza archeologica di Napoli.
Il 13 gennaio di quell'anno il Soprintendente alle Antichità, prof.
Amedeo Maiuri, intenzionato ad iniziare gli scavi nell'area del
teatro romano, scrisse al Gr. Uff. Alessandro Carettoni, padre di
Gianfilippo e uomo di spicco in quel tempo, di aver approntato una
perizia tecnica per i lavori necessari alla sistemazione dell'area
archeologica di Cassino. Tale perizia prevedeva una spesa di lire
50.000 per espropri dei terreni ed impianto del cantiere per lo
scavo e la sistemazione del teatro; parte di quella somma sarebbe
stata a carico del Carettoni, secondo precedenti accordi; il
Ministero ed il comune avrebbero completato le opere di isolamento
per l'anfiteatro e la tomba di Ummidia con un contributo di lire
85.000.
Il 20 aprile 1934 gli eredi di Angelo Pignatelli di Cassino
(Ernestina, Giulio, Umberto e Antonio) vendettero al Comune la
particella n. 179 (f. 31) di 11 are e 39 ca. relativa all'area del
teatro romano, con atto n. 47 a firma del segretario comunale
(registrato in Cassino il 2 ottobre al n. 231 – questo risulta
dall'Archivio di Stato di Frosinone): si trattò solo di uno dei
vari espropri.
L'importo di tale vendita e quelli relativi ad altri lotti
confinanti furono saldati, almeno in parte, dalla famiglia Carettoni.
Ce lo dimostra una lettera del Podestà Emilio di Giovanni ad
Alessandro Carettoni in data 15 maggio; vale la pena riportarla:
"Anche a nome della cittadinanza di Cassino, porgo a V. S. l'espressione
del compiacimento più vivo e i ringraziamenti più fervidi per la
generosa donazione di quanto sarà necessario per rimettere in luce
i ruderi del Teatro Romano. L'offerta, che dimostra lo squisito
amore di V.S. e del Suo Sig. figlio Gianfilippo per l'arte e la
storia di Roma, è stata da me accettata con apposito atto
deliberativo a forma di legge e perché ne rimanga durevole traccia.
Con distinta stima - firma".
Ulteriore conferma ci viene da una nota dell'Istituto Italiano di
Credito Marittimo con cui si comunica che in data 18 maggio è stata
prelevata dal conto del Carettoni la somma di 5.966.20 lire a favore
dell'Esattoria di Cassino del Banco di S. Spirito: un ulteriore
versamento di £. 10.000 è confermato da altre lettere del Maiuri
in data 24 agosto e 13 settembre. Complessivamente il contributo del
Carettoni sarà pari ad un terzo della spesa per la sistemazione del
Teatro: è lo stesso Gianfilippo a confermarcelo nella citata nota
del suo libro.
Ecco allora spiegata la ragione della
mancata indicazione, da parte di Carettoni, del nome del generoso
"privato": non gli sembrò molto elegante rendere pubblico
merito a se stesso e alla sua famiglia. In questo probabilmente fu
condizionato anche dalla volontà del padre, il quale, tra l'altro,
finanziò in maniera del tutto anonima i lavori di recupero del
tempio di Vesta a Roma.
Ma
quel gesto di estrema riservatezza non fu l'unico: nella storia del
nostro Teatro figura una lettera del Ministero dell'Educazione
Nazionale al Gr. Uff. Alessandro Carettoni che non richiede
commenti: "Oggetto: Cassino = Esproprio = Scavi e
sistemazione dei monumenti romani. Il
Ministero nel ringraziare vivamente la S.V. per il generoso
contributo erogato a favore della sistemazione dei monumenti romani
di Cassino, assicura che, giusta il desiderio espresso da V. S., non
verrà fatto alcun nome in un eventuale comunicato per la stampa".
Siamo noi ora che contravveniamo a tale desiderio: ma ci pare
doveroso.
Ma perché tanto interessamento di Alessandro Carettoni e suo figlio
per i monumenti di Cassino? Possiamo solo ipotizzare che esso era
connesso con gli studi di Gianfilippo, che in quell'anno si laureò
presso l'Università di Roma con una tesi proprio sulle antichità
della città. Tale interesse, poi, si concretizzò ulteriormente con
gli incarichi ufficiali da parte della Soprintendenza.
Pubblichiamo queste note adottando l'espressione del podestà Di
Giovanni: perché ne rimanga
durevole traccia.
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