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“Supplimento alla Storia di Aquino e Sua Diocesi”
Un manoscritto inedito di Pasquale Cayro
(1733-1817
)
Una integrazione-continuazione della Storia sacra e profana di Aquino, e sua Diocesi, dell’illustre storico di S. Giovanni Incarico.
di Marco Sbardella

Pasquale Cayro[1] fu personalità poliedrica: storico, letterato, archeologo, epigrafista, politico[2]. La sua attività di studioso e di ricercatore, molto apprezzata, gli procurò da parte dell’amministrazione borbonica incarichi prestigiosi come quello di Sovrintendente agli Scavi d’Antichità nei Tenimenti di San Giovanni Incarico, conferitogli con Real Dispaccio il 9 agosto 1796, e la riconferma sotto il governo di Giuseppe Bonaparte.
Lo storico fu stimato quale “longe gravissimus (...) auctor[3] anche da Theodor Mommsen che, nella raccolta delle epigrafi relative alle antiche città di Aquinum e Fabrateria Nova del Libro X del Corpus Inscriptionum Latinarum, si servì abbondantemente dei suoi lavori, in particolare della Dissertazione istorica in cui dimostrasi la esistenza, antichità e sito della città un tempo Lirio chiamata, quindi Fregelli, ed altresì sue notizie storiche, Napoli 1795; e della sua opera più importante e significativa: La Storia sacra e profana di Aquino e sua diocesi[4]; in queste opere il grande storico e filologo tedesco ritenne che il lavoro di raccolta epigrafica fosse stato organizzato dal Cayro diligentissime[5] e ciò nonostante l’autore sangiovannese non avesse ben compreso l’esistenza della antica colonia romana di Fabrateria Nova[6] presso San Giovanni Incarico in località La Civita, alla destra del Liri, non distinguendola dalla più grande e antica Fregelle[7] a sinistra del fiume (“... quod Cayro aliique non recte pro Fregellis habuerunt”)[8].
Tra il 1777, anno di uscita della sua prima fatica editoriale, e il 1817, data della sua scomparsa, il Cayro pubblicò numerose opere, ma le più famose rimangono quella su Fregelle (in realtà Fabrateria Nova[9]) e la Storia sacra e profana di Aquino e sua diocesi.
Quest’ultima in particolare riveste per gli studiosi del territorio ancora oggi una grande importanza perché il Cayro nelle sue ricerche utilizzò fonti allora disponibili, ma oggi irrimediabilmente perdute.
Essa fu pubblicata in due tomi per i tipi di Vincenzo Orsino: nel primo (del 1808) l’autore in modo puntuale tratta la storia della diocesi aquinate, e quindi del suo territorio, dalle origini al 1762; nel secondo volume (pubblicato nel 1811) vengono analizzati singolarmente i vari paesi che formano la diocesi, riportando brevi notizie di carattere storico – amministrativo e la descrizione delle chiese del luogo, esistenti o andate in rovina. L’analisi rigorosa proposta dal Cayro delle vicende storico – religiose della diocesi, testimonia una competenza singolare nella ricerca di fonti e nella loro interpretazione, cui si aggiunge uno stile narrativo, privo di orpelli retorici e funzionale alla materia narrata.
Tuttavia mancano, qui come nelle altre sue opere, approfondimenti di natura sociale, demografica, economica, indispensabili per chiarire completamente le forze che stanno alla base dei complessi processi di trasformazione.

     Il Supplimento alla Storia di Aquino e Sua Diocesi, che qui presentiamo all’attenzione degli studiosi, costituisce una
continuazione del primo tomo dell’opera edita, e narra le vicende che hanno interessato l’area aquinate dal 1762, anno in cui si era interrotta l’opera, fino al 1806. Ringrazio la straordinaria disponibilità dell’amico Giuseppe Diotti, appassionato cultore di storia locale, purtroppo scomparso di recente, che mi ha gentilmente fornito una copia[10] del manoscritto (ogni pagina numerata - 16 a partire dalla prima -, corrisponde a due facciate per un totale di 31 fogli manoscritti).
Per quanto attiene al periodo di composizione, possiamo ritenere che il Supplimento sia stato realizzato dopo il 1806, utilizzando appunti, o diari dell’autore sugli accadimenti contemporanei, e documenti che il Cayro, forse anche nella sua veste di amministratore locale[11], era in grado in qualche modo di reperire.
Dal confronto testuale di quest’integrazione con un’altra opera inedita dello scrittore sangiovannese (Narrative, e riflessioni dell'accantonamento, e marcia dell'esercito, della ritirata, e venuta de' francesi, dell'insorgenza, e ricuperato regno con Roma[12]) si può ipotizzare che la prima abbia avuto come canovaccio la seconda, almeno per la parte cronologica comune (1796 – 1806)[13].
Nonostante tale limite, il Supplimento ha grande valore e originalità perché fu pensato e scritto dal Cayro appositamente per completare la Storia di Aquino, l’opera certamente a lui più cara e a cui è maggiormente legata la sua fama.
Anche in quest’ultima parte, lo scrittore sangiovannese pare confermare l’impostazione di fondo della sua speculazione: una visione storico-politica di matrice aristocratica fisiologicamente avversa a reali processi di cambiamento. Pur nella consapevolezza di un sistema di potere corrotto e vessatorio, egli è profondamente alieno da critiche incisive al sovrano; i suoi strali sono maggiormente rivolti verso i “capimassa, ai quali fa risalire le brutalità e le cupidigie della controrivoluzione”[14].
Nonostante questo moderato conservatorismo, il Cayro rappresenta una delle menti più attente nel panorama culturale a cavallo tra il XVIII il XIX secolo; le sue ricostruzioni storiche, le interpretazioni archeologiche, le letture epigrafiche, ancora oggi costituiscono un punto di riferimento importante (e in alcuni casi ineludibile) per gli studiosi dell’area aquinate.


Stemma della famiglia Cayro
(Foto Antonio Piccirilli)

Opere di Pasquale Cayro

Opere edite 
- Dissertazione istorica in cui dimostrasi la esistenza, antichità e sito della città un tempo Lirio chiamata, quindi Fregelli
, Napoli, 1777;
Dissertazione istorica dell’origine degli Aborigeni diversi dagli Enotri abitatori un tempo della palude Pontina non mai del tutto disseccata, Napoli, 1785;
Dissertazione istorica in cui dimostrasi li primi popoli d’Italia, non che l’esistenza, antichità e sito della città un tempo Lirio chiamata, quindi Fregelli, Napoli, 1795;
- Lettera istorica (passaggio di Terracina e Fondi nel dominio papale), Napoli, 1797;
- Discorso istorico di Anagni metropoli un tempo degli Ernici, Napoli, 1802;
- Breve ragguaglio del martirio e traslazioni del corpo di S. Magno, vescovo di Trani, Napoli, 1802 (inserito nella pubblicazione precedente);
- Descrizione storica del Liri e degli altri fiumi e fiumicelli che si uniscono fin’al mare, Napoli, 1804;
- Preparativi, riflessioni e diario della campagna di Lombardia del MDCCXLII. Manoscritto in lingua spagnola tradotto in italiano linguaggio da Pasquale Cayro, Napoli, 1806;
- Storia sacra e profana di Aquino e sua diocesi, Napoli, Vol. I 1808, Vol. II 1811, (rist. Storia civile e religiosa della Diocesi di Aquino, a cura della Associazione Archeologica di Pontecorvo, 1981);
- Notizie storiche delle città del Lazio vecchio e nuovo, Napoli, 1816;
- Replica ad un opuscolo contraddicente il vero ed incontrastabile sito di Fregelli, Napoli, 1816.


Un antico scorcio di Aquino

  Opere inedite
- Narrative, e riflessioni dell'accantonamento, e marcia dell'esercito, della ritirata, e venuta de' francesi, dell'insorgenza, e ricuperato regno con Roma, in corso di pubblicazione a cura di Angelo Nicosia;
- Supplimento alla Storia sacra e profana di Aquino e sua diocesi, a cura di Marco Sbardella

Norme seguite nella trascrizione
Þ                     Si è cercato il più possibile di seguire la grafia del testo (maiuscole, segni di interpunzione); tuttavia si sono sostituite in fine di parola j con i (affittuarj con affittuari), e si sono eliminati accenti e apostrofi desueti ( con Re);
Þ                     Si sono omesse le 11 note presenti nel testo originale: a prescindere dalla difficoltà di lettura di alcune, esse non aumentano la comprensibilità del testo;
Þ                     La suddivisione originale delle pagine è stata segnalata con una numerazione fra parentesi quadre.


Aquino: santuario di S.Maria della Libera

[1] San Giovanni Incarico 17/02/1733-ivi 04/05/1817.
[2] Sull’attività storico - letteraria, e politica di Pasquale Cayro v. M. Sbardella, Pasquale Cayro autore dell’epigrafe borbonica di San Giovanni Incarico?, in “Civiltà Aurunca”, a. XVII (apr./giu. 2001), n. 42, pp. 27-35; Id, Profilo biografico – letterario di Pasquale Cayro, (in corso di stampa). 
[3] “Di gran lunga l’autore più serio” (tra quelli consultati dal Mommsen con riferimento a sillogi storico-epigrafiche), CIL X, p. 531
[4] P. Cayro, Storia sacra e profana di Aquino e sua diocesi, Napoli, Vol. I 1808, Vol. II 1811, (rist. Storia civile e religiosa della Diocesi di Aquino, a cura della Associazione Archeologica di Pontecorvo, 1981).
[5] “Con molta accuratezza”, CIL X, p. 531.
[6] Sulla ubicazione di questa colonia v. A. Nicosia, Fabrateria Nova, Pontecorvo, 1977.
[7] Il centro urbano era all’incirca sull’altopiano di Opri a Santa Giusta presso Isoletta (Arce) sulla sinistra del Liri, vicino Ceprano; su Fregelle v. tra gli altri: G. Colasanti, Fregelle. Storia e Topografia, Roma, 1906.
[8] ...i resti di una città (Fabrateria Nova), “che Cayro ed altri autori ritennero erroneamente Fregelle”, T. Mommsen in CIL X, p. 547.
[9] Per un giudizio recente sul livello qualitativo delle sue ricognizioni archeologiche ed epigrafiche, cfr. P. G. Monti, Carta archeologica del territorio, in F. Coarelli, P. G. Monti (a cura di), Fregellae. 1. Le Fonti, la storia, il territorio, Roma, 1998, p. 85.
[10] L’originale, un tempo conservato nel Palazzo Cayro di San Giovanni Incarico, casa paterna dello storico, secondo le informazioni fornitemi dalla famiglia Santoro – Cayro, proprietaria del manoscritto, sembra sia stato trafugato. Colgo l’occasione per esprimere la mia gratitudine alla famiglia Santoro – Cayro, e in particolare al sig. Giacinto, la cui grande disponibilità mi ha molto aiutato nelle ricerche sul Cayro, per aver permesso la pubblicazione integrale del testo.
[11] Fu sindaco del municipio di San Giovanni Incarico nel 1777, e successivamente deputato del locale decurionato.
[12] Sono debitore di  Angelo Nicosia, che, con rara cortesia, mi ha dato la possibilità di consultare, prima della pubblicazione, l’edizione di quest’opera, da lui curata; lo studioso presenta il testo del Cayro con un dotto commento introduttivo, comprensivo dell’analisi della storia del manoscritto; cfr. A. Nicosia, “Narrative e riflessioni” di Pasquale Cayro sulle invasioni fran­cesi del regno di Napoli nel 1799 e nel 1806, (in corso di stampa). 
[13] A parte altre considerazioni è illuminante il confronto fra i seguenti passi: Narrative … cit :(…) ed in Aquino alloggiò una Compagnia d’Artiglieri per la custodia della polvere, ivi riposta col treno de’Pontoni, ed i Cannoni in numero di quarantaquattro del calibro di ventiquattro, colle munizioni….; Supplimento ..cit.: ed in Aquino situossi una Compagnia d’Artiglieri per la custodia della polve(re), e pel treno de’pontoni, poiché i cannoni nel numero di ventiquattro, con i corrispondenti attrezzi, e munizioni…L’errore evidente del numero di cannoni confuso con quello del calibro potrebbe spiegarsi come una svista nel copiare, modificandolo nella forma, il primo passo. Tuttavia i testi potrebbero essere paralleli, derivanti indipendentemente da un archetipo comune. 
[14] E. Jallonghi, Fra’ Diavolo (Colonnello Michele Pezza) nella storia e nell’arte, Città di Castello, 1910, p. 46.  


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