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NOTIZIARIO CDSC
Il Museo
Carettoni
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Gianfilippo Carettoni
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Il Museo Archeologico Nazionale di
Cassino sarà intitolato all’archeologo Gianfilippo Carettoni. È in
atto la procedura da parte della Soprintendenza e si attende solo il
decreto ministeriale. Come si ricorderà la proposta partì dal CDSC nello
scorso mese di dicembre e ad essa si associò anche l’Amministrazione
Comunale di Cassino con una nota in data 19 gennaio. La proposta fu la
seguente:
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“Premesso
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che l’archeologo Gianfilippo Carettoni,
già Soprintendente alle Antichità di Roma, morto il 6 dicembre 1990, ha
legato per sempre il suo nome alla riscoperta e valorizzazione del
patrimonio archeologico e storico di Cassino, sia con la sua lunga attività
di ricerca, scavi e documentazione nell’area del Cassinate, sia con le
sue prestigiose pubblicazioni, tra le quali vanno ricordate: Il teatro
Romano di Cassino, in “Notizie degli scavi” del 1939 (fasc. 4, 5, 6)
dedicata al resoconto preciso e dettagliato della campagna di scavo del
teatro romano, effettuata nel 1936, con la quale ha restituito alla
fruizione del territorio l’importante struttura; Casinum, “Ist. St.
Romani”, del 1940, opera fondamentale per la conoscenza archeologica di
Cassino e di tutto il Cassinate, ancora scientificamente valida e
addirittura indispensabile per ogni ulteriore ricerca,
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Visto
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che il locale Museo Archeologico
Nazionale custodisce in prevalenza reperti riportati alla luce o rinvenuti
grazie alle ricerche e scavi dello stesso archeologo Carettoni,
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Considerato
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che la città di Cassino avverte
l’obbligo morale di serbare riconoscenza e memoria dell’insigne
studioso per i meriti su sommariamente esposti,
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D’accordo
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con l’Amministrazione comunale di Cassino,
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Propone
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che il Museo Archeologico Nazionale di Cassino sia
intitolato all’archeologo Gianfilippo Carettoni con la seguente
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Motivazione
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L’area su cui insiste il teatro romano
di Cassino, per secoli rimasta abbandonata, fu acquistata nel 1934 da
Alessandro Carettoni, padre di Gianfilippo, e donata al comune di Cassino.
La stessa famiglia Carettoni contribuì per un terzo alle spese di scavo
per riportare alla luce l’antico monumento. Le operazioni di scavo
archeologico furono condotte da Gianfilippo Carettoni nel 1936 ed il
cospicuo materiale ritrovato è ora esposto nel locale Museo Archeologico
costituendone la parte più importante. Lo stesso studioso ha percorso e
analizzato l’intero territorio del Cassinate raccogliendo reperti e dati
che costituirono la base per il suo libro Casinum (1940), opera
fondamentale per la conoscenza della storia antica della città e del suo
territorio.
Docente di topografia antica presso l’Università di Roma, nel 1939
vinse il concorso per Ispettore alla Soprintendenza alle Antichità di
Napoli (cui faceva capo Cassino a quel tempo) e gli fu assegnata la zona
di Cassino. Nel dopoguerra fu Ispettore e poi Direttore della
Soprintendenza di Roma; successivamente fu Soprintendente alle Antichità
di Roma.
Fu autore di numerose e importanti pubblicazioni di interesse
archeologico. La sua scomparsa è avvenuta il 6 dicembre 1990 a Roma.
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Il museo*
L’area
sulla quale è stato edificato il Museo Archeologico di Cassino è situata
all’interno della città romana ed è di notevole interesse archeologico
per la presenza di resti di grosse strutture murarie che attualmente sono
visibili nei locali adibiti a magazzini.
Costruito negli anni settanta dalla Soprintendenza Archeologica per il
Lazio, il museo è di dimensioni contenute con una superficie espositiva
di 280 mq. che si sviluppa organicamente in tre distinte sale espositive
secondo un rigido allestimento museografico. I tre padiglioni, che
trattano rispettivamente la sezione preistorica e protostorica, quella
contenente la ceramica e i materiali architettonici e quella che raccoglie
epigrafi e materiali scultorei, presentano un sapiente equilibrio tra luce
naturale e artificiale che permette la visione ottimale dei pezzi esposti,
sia all’interno delle vetrine che sui singoli supporti.
I materiali esposti e quelli conservati nei magazzini provengono
dall’area di Cassino e del territorio cassinate.
L’esame più completo e dettagliato, con varie pubblicazioni, della
Cassino romana dopo gli studi fatti già alla fine del ‘700 da Don
Flavio Della Marra e continuati all’inizio del secolo da Luigi Pigorini,
è stato iniziato negli anni ‘30 e portato a termine agli inizi degli
anni ‘50 da Gianfilippo Carettoni. Al Museo Pigorini di Roma e al Museo
Nazionale di Napoli sono esposti alcuni tra i più importanti materiali
provenienti dagli scavi di Cassino tra cui una statua raffigurante un
personaggio ignoto di età repubblicana.
*Dalla guida 2002, “Parco Archeologico “Casinum”,
a cura di Silvano Tanzilli.
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Una strada ad
Angelo Pantoni
Nella riunione della Commissione comunale
per la toponomastica del 20 marzo il presidente Emilio Pistilli, membro
della stessa Commissione, ha presentato le seguenti proposte di
intitolazione: il piazzale parcheggio antistante il Teatro Romano al
benemerito custode dell’area archeologica a Gaetano Fardelli, una strada
allo studioso cassinate Torquato Vizzaccaro, e, anche a nome dell’Archeoclub
di Cassino, una strada al monaco benedettino ing. Angelo Pantoni. Per
quest’ultimo la motivazione è la seguente:
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“CONSIDERATI
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l'alto contributo del monaco benedettino
ing. Angelo Pantoni nella ricostruzione del monastero di Montecassino e
gli elevati meriti negli studi storici del territorio,
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CONSAPEVOLI
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che la Città di Cassino e la superiore
abbazia per dovere di riconoscenza debbano onorare e perpetuarne la
memoria, a nome delle rispettive Associazioni
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PROPONIAMO
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che si intitoli una strada cittadina al
monaco benedettino ing. Angelo Pantoni, morto a Montecassino il 4 maggio
1988, con la seguente
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MOTIVAZIONE
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Angelo Pantoni, Monaco di Montecassino, nato a Firenze nel
1905, si laureò in ingegneria presso l'Università di Padova; si ritirò
a Montecassino nel 1929, dove fu avviato agli studi di storia ed
archeologia dall'illustre storico Tommaso Leccisotti O.S.B. I suoi
numerosi scritti, estremamente precisi e documentati, tutti volti a
ricostruire la storia, l'arte e la cultura dei paesi della Terra di S.
Benedetto, sono un passaggio obbligato per chiunque voglia intraprendere
studi sul territorio. I suoi disegni e la ricognizione archeologica fra le
macerie della badia contribuirono in maniera determinante all'opera di
ricostruzione, dov'era e com'era, del monastero, distrutto dai
bombardamenti del 1944. Morì a Montecassino il 4 maggio 1988 lasciando
altri numerosi studi che attendono di essere pubblicati.”
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Martirologio
cassinate
Il Ministero della Difesa, Commissariato
Generale Onoranze Caduti in Guerra, ci ha fatto pervenire anche l’elenco
dei Cassinati caduti nella guerra di Spagna: sono sette, compreso la
Medaglia d’Oro al V.M. Giovanni Conte. A questo punto, con l’elenco già
compilato dei caduti nella prima guerra mondiale e quelli della seconda,
si puó dire conclusa la raccolta dei nomi dei cittadini (civili e
militari) di Cassino morti in guerra nel sec. XX. Quanto prima sarà
pubblicato l’intero martirologio.
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Ogni uso pubblico del contenuto di STUDI
CASSINATI dovrà essere preventivamente autorizzato dal CDSC
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