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Un
aggiornamento al libro del 1967
SCRITTI INEDITI DI FILIPPO PONARI
Ritrovamneti
archeologici in Cassino tra il 1875 e 1879
a
cura di
Emilio Pistilli
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Filippo Ponari
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Tra
i più accorti e appassionati custodi delle antichità di Cassino va
senza dubbio annoverato l’abate Filippo Ponari. Tutti gli
“addetti ai lavori” lo conoscono per la sua pubblicazione “Ricerche
storiche sulle antichità di Cassino”, stampato a Napoli nel
1867. Il libro, a parte le discutibili disquisizioni storiche
dettate dalla cultura romantico-archeologica del suo tempo, è
prezioso per le testimonianze dirette sullo stato del patrimonio di
antichità di Cassino, che solo da qualche anno (1863) aveva mutato
l’antico nome di S. Germano in quello attuale. La raccolta
epigrafica da lui pubblicata in appendice al volume è un po’ una
riedizione di quella già da tempo in corso da parte di Teodoro
Mommsen, a cui aveva aggiunto del suo, ma costituisce la prima
raccolta organica del patrimonio epigrafico cassinate dopo quella
piuttosto sommaria del Gattola.
L’opera è ormai quasi introvabile e si attende qualche
volenteroso ente disposto a farne una ristampa anastatica.
Della vita di Filippo Ponari sappiamo ben poco, quasi nulla. Il
fortunato ritrovamento di alcuni fascicoli nell’Archivio Centrale
dello Stato di Roma nella primavera del 1999 ci fornisce qualche
ragguaglio sulla sua attività di ricercatore: ora sappiamo, ad
esempio, che fu Ispettore agli Scavi e ai Monumenti di Cassino e che
ebbe stretti contatti con la Commissione Archeologica del Regno a
cui segnalava puntualmente ogni piccolo ritrovamento archeologico
sul territorio.
Ma proprio quei fascicoli – della cui disponibilità devo essere
grato alla Sovrintendente Prof.ssa Paola Carucci, dell’Archivio
Centrale dello Stato – costituiscono una preziosa fonte di notizie
di prima mano su ritrovamenti di cui non si avevano più notizie;
per questo si possono considerare un vero e proprio aggiornamento al
suo libro del 1867.
Si tratta di un carteggio tra don Filippo Ponari e il Presidente
della Commissione Archeologica del Regno, Prof. Giuseppe Fiorelli,
più volte citato dal Mommsen per il suo “Notizie
degli scavi”, edito a Napoli nel 1878; non mancano lettere di
altri personaggi come l’ispettore Gabriele Iannelli, della
Commissione Archeologica di Caserta e il cassinese D. Cesare Quandel.
Il compilatore del Corpus Inscriptionum Latinarum (C.I.L.), Teodoro
Mommsen, nell’edizione del 1883 – cui qui si farà riferimento
d’ora innanzi – dice del Ponari: «L’arciprete cassinate
Filippo Ponari non mi fu solo guida e compagno a Cassino e per
l’agro cassinate nella ricerca di lapidi scritte, ma mi concesse
anche di consultare la storia di Cassino, che conserva ancora
inedita, in particolare la sezione epigrafica, vale a dire le
iscrizioni cassinati in numero 105 e di Interamna in numero 27».
Qui si è scelto di riportare integralmente le lettere conservate
nel fondo dell’Archivio di Roma M.P.I. AABBAA, Vers. I, B. 15,
fasc. 26-6 e che vanno dal 1875 al 1879.
Si avverte che nello stesso fondo ci sono altri carteggi relativi a
Cassino; uno riguarda l’istituzione di un museo in Cassino (B.
187, fasc. 28-3), l’altro monumenti sepolcrali in S. Elia
Fiumerapido (B. 15, fasc. 26-6) che qui si riporta per intero.
Alle lettere che seguono c’è poco da aggiungere, salvo
sottolineare la loro importanza per i dettagli topografici che se ne
possono trarre circa l’antica Casinum nella zona tra il teatro
romano e la rotabile per Montecassino,
in particolare all’interno del primo tornante, verso cui
convergono le strade basolate provenienti dall’ingresso est al
teatro, dalla Porta Campana presso l’odierno museo archeologico e
dalla zona detta dei Cappuccini; nella stessa area è stata
segnalata, in profondità, la pavimentazione di una piazza.
Cassino, 20 Agosto 1875
2.
Circolare
Cassino
(Caserta) – Ponari
N°.
1152
Direz. Arch.
Al
Signore
Il Sig. Commr. Giuseppe
Fiorelli – Presidente
della Commissione Archeologica
del Regno.
Signore.
Dovendo
rispondere alla Circolare del 13 Agosto corrente ò creduto far
ridurre in un piccolo libro
le Iscrizioni e i Disegni di alcuni dei principali monumenti di
Cassino, a cui è duopo provvedere, e mi onoro rimetterlo alla S.V.
per mezzo della stessa Posta.
Venendo poi alla Circolare io credo che in nessuna contrada
l’opera riparatrice della Commissione Archeologica arrivi cotanto
opportuna e promettitrice di
bene quanto in questa, ove sono le due antiche città di Cassino ed
Aquino che figlie entrambe di una medesima civiltà, situate
com’erano sulla stessa via Latina ebbero una medesima sorte di
distruzione.
Tralascio qui di mostrare quanto opportuno sarebbe che la
conservazione delle antichità di queste due terre fosse egualmente
comune, perché essendo ora Aquino alla condizione di un piccolo
paesello mal potendo provvedere ai propri monumenti, incorporata a
Cassino renderebbe in breve abbondante la raccolta ossia Museo
che intendesi collocare in Cassino, basterebbe solo che vi fosse una
distinzione dei monumenti dell’una e dell’altra terra. Ma senza
insistere sopra ciò passo ad indicare i principali monumenti di
Cassino che richieggono spese di custo dia e di restauro.
Non istarò a rifare qui la storia di questa vetusta Città dove i
sapienti stessi della civiltà latina, al tempo che la loro coltura
era salita al colmo, trovarono monumenti dell’età trascorse degni
di meditazione, e di studio, come fece il dottissimo Marco Terenzio
Varrone, che ivi e non altrove volle che fosse il celebre suo Diversorium
che fu da lui arricchito dei più celebri monumenti di arti e di
lettere.
Restringendomi a pochi ed ai più considerevoli dirò che Cassino
conserva ancora avanzi di mura Pelasgiche maravigliose e un Ipogeo o
Cripta che voglia dirsi costruita a grossi massi rettangolari senza
malta e trabeazione, ma invece con volta con quattro luci
all’interno, come puó vedere dal disegno che ne riproduce una
sezione.
Nessuna cura si dovrebbe tralasciare perché questo rarissimo
monumento fosse isolato dalle costruzioni che vi sono state fatte
abusivamente intorno.
Analogamente a questi vetusti avanzi sono ora apparse lungo la costa
del monte alcune profonde e larghe fovee tagliate nel vivo della
roccia, che, persone che vi sono discese, assicurano che siano molto
ampie e sostenute di tratto in tratto da altissimi pilastri. Una
esplorazione in questi cavi del monte non sarebbe superflua anzi
credo utilissima.
Vengo poi ai monumenti più recenti.
Reclamano, dirò così, la carità della Commissione Archeologica un
buon numero di iscrizioni lapidee che sono sparse quà e là per le
vie e le campagne della Città. Sebbene sieno già state pubblicate,
purtuttavia è interessante che gli originali non vadano del tutto a
perire, ma invece sieno raccolti in un locale del Municipio, e che
sieno raccolti gli avanzi di molte colonne, alcune delle quali anche
scritte, e di capitelli che sono egualmente sparsi per le vie.
Fra questi ruderi così esposti all’ingiuria del tempo e della
mano dell’uomo, àvvene uno di cui il disegno è nel libro,
che è un vaso di travertino, il quale ricorda il tempo di Ercole,
di cui sono in piede ancora gli avvanzi, presso il Vetus
Forum rammentato dal dottissimo Varrone, a cui è a riferirsi
una bella iscrizione che ricorda in Cassino una manzione di
Sacerdoti Salii che forse son quelli, dai cui monumenti il
dottissimo fra i Romani seppe estrarre larga copia di dottrina,
meglio che non aveva fatto il suo maestro Elio Silone. Questo
bellissimo monumento adunque dovrebbe essere raccolto senza indugio
in un locale, come le epigrafi e le colonne.
Ma soprattutto poi attirano lo sguardo della commissione due grandi
edifizi, dico il Teatro e l’Anfiteatro, e il primo piucché il
secondo. Mi vergogno dover qui ridire in qual maniera tenuto; basta
annunziare che vi si seminano biade e spesso si fa servire a
ricoverare bestie da un contadino che se ne è impadronito, e pure
esso è un monumento rarissimo in queste contrade e bellissimo per
ornati e costruzione. Dalla pianta che troverà nel libro,
puó scorgere con quanto magistero ed arte sia stato in origine
costruito.
Ora a fare che questo monumento non scomparisca dalla vista degli
uomini è necessario che in prima sia chiuso e ben custodito, e poi
si pensi a sgombrarlo dalla terra che lo tiene ricolmo, la qual cosa
dà anche la certezza che vi si possano rinvenire nuovi monumenti.
Lo stesso dovrebbe farsi per l’anfiteatro.
Provveduto a questi due edifici, converrà poi rivolgere
l’attenzione agli avanzi della scuola varroniana ove sarebbe a
disseppellire un mosaico che io ò fatto in parte scovrire. A
determinare la spesa per tutte codeste opere io mal potrei farlo da
me. Credo che miglior consiglio sarebbe inviare sopra luogo
l’Ingegnere della Commissione, ed assegnare una somma annuale
proporzionata perché tutte le sopradette cose venissero fatte
l’una per volta. Solo è a sperare che la Commissione prenda in
considerazione queste antichità per tanti secoli lasciate in
abbandono.
Gradisca le profferte della mia alta considerazione e mi creda
Suo
Ottimo Servo
L’Ispettore
Cassino
20 Giugno 1876
Ispezione
degli Scavi e Monumenti
di Capua
N°. 12
Oggetto
Antiche iscrizioni
in Cassino e Capua.
N°.
1779
Direz. Arch.
21 D°.
All’Onorevole
Sig. Direttore Generale
dei Musei e Scavi di Antichità
Roma

I ruderi della villa di Varrone riportati nel libro
di Ponari a pag. 87; dis.Scalinger
Mi affretto a
trascrivere alla S.V. Ill.ma quanto mi viene comunicato dal Sig.
Filippo Ponari in ordne ad alcuni scavi che si vanno eseguendo nei
dintorni di Cassino.
«Riferisco alla S.V. alcuni monumenti avuti dagli scavi che si
fanno tra le ruine dell’antica Cassino dai proprietari del luogo,
sia per novelle costruzioni, sia per altre cagioni. Alcuni di essi
rinvenuti alquanto tempo indietro possono essere già noti, ma non
vedendoli pubblicati, stimo ben fatto parlarne. Prima di ridire
delle iscrizioni, dirò di due tronchi di strada lastricata a grossi
poligoni, e che hanno profonde calcature di ruote; l’uno scavato
da’ Signori Petrarcone in una loro villa unitamente a varie
iscrizioni; l’altro disseppellito in occasione di una nuova via
che si sta costruendo per la Badia di Monte Cassino. Il primo più
intero dell’altro sembra una continuazione della maggiore strada
che attraversava la città da mezzodì a settentrione, rasentando il
teatro.
È pensiero del proprietario di continuare a discovrirla, ma dubito
che possa di molto continuare, perché a piccola distanza veggonsi
muri ed edifici nuovi, che senza fallo avranno dovuto divellerla.
Presentemente essa ha una lunghezza di sei a sette metri ed a
margini alquanto alti ai lati.»
«L’altro tronco percorre un cammino opposto scendendo pel
declivio del monte e dirigendosi verso l’anfiteatro.
Ma questo è visibile solo in alcuni punti per essere sottoposto ad
alcuni sentieri, che menano ai poderi circostanti.»
«Nella zona di terra poi intorno al primo tronco sonosi rinvenute
alcune epigrafi, che si conservano dai Signori Petrarcone.»
«1°. Una epigrafe sepolcrale trovata sovrapposta ad un avanzo di
condotto in direzione di una vasta terma, la quale epigrafe è
incisa in una tavola in marmo, ed è così concepita.»

Planimetria zona archeologica di cassino
n·savonio n·f
pr
aspennia q·f pavlla
vxsor
posvit
2° Un frammento di epigrafe onoraria come siegue
·
· · · o·c·f·
· · · · iano
· · · · pr·c·v
· · · · sario
· · · · · · · or·nn
3°
Un frammento in pietra travertino
·
· · civs nitidi
·
· · philargvr
· · · l lvcris
· · · l·caris
· · · · hil
4° In un
travertino poi, che doveva contenere una epigrafe storica ridotta a
pezzi di cornice per edificio moderno, nel fronte leggesi il solo
verso, che menziona un prefetto de’ fabri
prae
fab
5° Non debbo
tralasciare poi di ridire di un frammento salvato per a (sic) caso
da totale distruzione e fatto conservare tra le antichità di
Cassino. Esso veniva dalle antichità di Fregelli, ed era destinato
a materia di un ponte che fabbricavasi sul liri presso S. Giorgio vi
si legge a caratteri maiuscoli
s·statvas· sig
6° Chiuderò
questa prima relazione con un monumentuccio nella terra di Pignataro
Interamna presso Cassino consistente in una vaschetta semicircolare
di travertino, che nel giro porta scritto il nome del Questore, che
la faceva lavorare.
La scritta è la seguente
m·nonivs
m·f·q
«Al
presente è messa ad uso di fontana. Giova darne anche un piccolo
disegno.»
Con questa
occasione ho il piacere di trascrivere pure alla S.V. Ill.ma il
tenore di altra epigrafe rinvenuta alcuni giorni fa nella contrada Coccagna
a poche miglia fuori l’antica Capua, scolpita sul fronte di un
cippo sepolcrale in travertino, ornato delle protomi de’ due
rispettivi defunti. La lapide misura 50 centimetri di spessezza, 60
di larghezza, ed un metro e 40 di altezza
cn·cornelio·cn·l·flacco·ofillia·s·l·salvilia
sibi·et·viro
L’Ispettore
Gabriele Iannelli
Cassino
3 luglio 1876
N.° 1911
Direz. Arch.
6 D°
All’Ill.mo
Sig.re
Il Sig. Commend.e
Giuseppe Fiorelli
Presid. della Commissione
Archeologica Regia
Sig. Presidente
Mi affretto a
farLe noto un altro monumento uscito dai rottami dell’antica
Cassino non molto lungi dal Teatro in occasione degli scavi, che si
fanno per la nuova via per Montecassino. Esso consiste in un
piedestallo dell’altezza di un metro, e della larghezza di un
metro, e quaranta centimetri circondato da larga fascia, o cornice
nel cui mezzo è incisa la iscrizione che siegue
mobvltronivs
cvitellus praef· fabrum
divi clavdi ivssv caesaris
dedicavit
Al di sopra
della detta base avvi un incavo di forma quasi quadrata, entro cui
doveva posare a mio credere il busto, o statua che doveva esservi
sopra, né vi si scorge alcuna tenuta in ferro o in calce. È da
avvertirsi ancora che ai lati del monumento sono alcuni avanzi di
mura, la qual cosa fa supporre un’edicola, o altro edificio, entro
cui doveva esser collocato il detto monumento dedicato dal Prefetto
de fabri.
Del Divo Claudio avanza un altro monumento in Cassino ed è il
frammento già edito
divi
clavdi
cvs accensi divi
avgvstales
Il Sindaco
Sig. Nicoletti à provveduto perche il sopradetto monumento fosse
interamente sterrato, e rimosso dal sito ove giace dovendo ivi
passare la via per Montecassino; e potrà essere collocato assieme
alle altre epigrafi, quando il Municipio avrà deliberato intorno al
locale, ed alla istituzione della raccolta epigrafica comunale; cosa
che finora non si è fatta, ma che il Sindaco promette di fare
quanto prima, avendo già designato il locale.
Ma oltre di cio, io credo, che sarebbe utile tentare qualche scavo
intorno al sito, ove si è rinvenuto il detto monumento per vedere
di rinvenire la parte che manca, tanto perche come ò detto, vi sono
indizi di un edificio.
Accolga le profferte della mia stima, e mi creda
Suo
Divotis. Servo
Filippo Ponari
Cassino
9 luglio 1876
N°. 1953
Direz. Arch.
10 D°
Ill.mo Signor
Presidente,
In aggiunta a quanto ho scritto dell’ultimo monumento vento fuori
tra le antichità di Cassino ho da aggiungere che essendosi meglio
ripulita la pietra ed avendovi fatto più accurate osservazioni,
vanno fatte alcune rettifiche alla iscrizione riferita. I versi
incisi nella pietra son due e non più; la prima lettera M e seguita
da un punto, non così la C del secondo nome che debba leggersi Cultellus. A maggior chiarezza ne ho fatto fare un calco che
rimetto alla S.V. Illma e non v’ha dubbio che la iscrizione debba
leggersi nel modo seguente
M·OBVLTRONIVS
CVLTELLVS PRAEF FABR
DIVI CLAVDI IVSSV CAESARIS DEDICAVIT
Contrariamente
a quanto ho detto prima il masso sembra ivi trasportato, e pare che
la prima parte della costruzione della maniera etrusca di cui un
monumento è quello che quì va sotto il nome di mausoleo degli
Ummidi, costruito come è noto di massi ciclopici, come pare che sia
la pietra con la incisione della scritta di sopra riferita.
Il Sindaco ha promesso di farlo rimuovere dal sito ove trovasi, ma
stante la grossezza della pietra non ancora ha manifestato la sua
idea intorno al luogo ove collocarla.
Attendo all’uopo dalla S.V.Ill.ma le opportune istruzioni se lo
crede a proposito.
Accolga le profferte della mia stima e mi creda
Suo
Devotissimo servo
Filippo Ponari
Cassino
19 Febbraio 1877
N°.
655
Direz. Arch.
20/2/77
Scoperte in Cassino
All’Ill.mo
Direttore degli Scavi del Regno
Commend.r Fiorelli
Sig. Direttore
Fra le
antichità di Cassino in occasione della nuova via che vi si sta
costruento sonosi rinvenuti alcuni frammenti di lapidi ed alcuni
ruderi, che vedrà qui appresso annotati.
Il primo de frammenti porta
OR
IN
IN SYRIA
DIVI
AVGV
CVRATOR
La tavola
ch’è di marmo è rotta ai tre lati meno a destra, dove
appariscono alcuni segni di tenuta, ed è stata ritrovata in
prossimità del Teatro.
L’altro piu piccolo porta
·
· · CEAS
Q. II CAEASAR
Si è di poi
raccolto ed è presso di me un frammento di statua, la quale
apparteneva indubitabilmente ad un guerrriero, perche à lo scudo al
lato sinistro che è di forma circolare, ossia una rotella. Il
frammento consiste nella sola gamba sinistra coverta di gambale con
piede poggiante a terra. L’altezza della statua doveva essere
alquanto mezzo del naturale.
Si è raccolto ancora un piede di una statua semi(?)colossale, e
molti avanzi di capitelli, e di colonne, ed un centinaio di monete
quasi tutte imperiali.
Degni pure di essere notati a me sembrano alcuni ruderi di un
cunicolo alto circa un metro, che s’interra nelle viscere del
monte con pavimento costruito a punte di mattonelle, ed alcune fovee
molto larghe, e profonde, che lasciano supporre un castello aquario,
perche in una esistono delle fistole, o canaletti di piombo come a
scolo dell’acqua soprabbondante, mentre al di sotto vi si vede un
largo condotto. Debbo anche far notare, che il detto condotto vedesi
in direzione dell’Anfiteatro, che è alquanto più sotto, e sulla
parte superiore della costa.
Gradisca intanto gli attestati della mia stima, e della mia
osservanza.
L’Ispettore
ai Monumenti di Cassino
Filippo Ponari
Cassino
4 Giugno 1878
[timbro:
Ministero di Pubblica Istruzione, 4 Giu. 78 – 1037]
N.°
2823
Direz. Arch.
5 Giugno 78
Antichità
di Cassino
Sig.
Direttore
In una terra,
che fa Comune riunito con Cassino, che si addimanda S. Angelo
sopra un colle non molto lungi dall’antica Interamna Lirinate de
Romani, pertinente alla famiglia Ricci, or sono alquanti anni che si
scavarono varii pezzi di pietra lavorata, in uno de’ quali era una
scritta. Alcuni di quei pezzi furono usati per una casa rurale, che
fu edificata in quel medesimo colle, ed altri compreso quello con la
scritta rimasero interrati. Ora essendo stati di nuovo
dissotterrati, e pervenutami la notizia per mezzo del maestro rurale
di quel villaggio, mi son recato sopra luogo, e trovando la scritta
leggibile, perche di buoni caratteri augustei, senza attendere di
poterne fare un calco, ò creduto trascriverla, e rimetterne copia
alla S.V. Ill.ma, [...] con la presente relazione.
Non credo, che la detta epigrafe sia stata da altri pubblicata,
perche non la trovo in nessuna delle collezioni, che io posseggo.
Se oltre di questa copia, che le rimetto, la S.V. ne bramasse un
calco cartaceo, sarò sollecito a farglielo pervenire. Bramo solo
notare, che nell’interno di quel medesimo colle, ove esiste la
lapide, il proprietario dice, che sonosi veduti de sepolcri cavati
nel tufo, di cui si compone il colle, e coverti con tavole di
pietra, con entro la solita lucerna, ed anfora. Ne ò osservato
ancor io alcuni, ma interamente guasti e senza alcun oggetto.
Percorrendo quella terra, ò notato altra pietra scritta che si
possiede da fratelli De Crescenziis, ma non ò potuto leggerla,
perche trovasi mezzo interrata. Vi tornerò per trascriverla.
L’Ispettore
degli Scavi e
Monumenti di Cassino
Filippo Ponari
M·
LVCCEIVS·M·F C·H·II
IIII VIR· I· D·
SIGNVM
ARAM
EX S· C· DEDICAVIT
Roma,
addì 12 Giugno 1878
All’Ispettore
degli Scavi e Monumenti
Sig. Filippo Ponari
Cassino
Prot.° Gen.e
N.° 1037
Div.e
2823
Sez.e
N.° di Posize
49-1-1.
N.° di Part.a 5571
Risposta a F.° del 4 Giugno
Oggetto
Iscrizioni trovate a S. Angelo.
Sono grato
alla S.V. della notizia comunicatami riguardante la lapide
epigrafica rimessa a luce nei pressi del colle S. Angelo. Acciò se
ne possa dare relazione in suo nome alla R. Accademia dei Lincei,
occorre inoltre conoscere la qualità e le misure della pietra, e si
vorrebbe avere un calco dell’iscrizione. Raccomando poi sommamente
alla S.V. l’esplorazione nei pressi dove osservansi le tombe di
tufo, di cui Ella mi fa cenno, e che pare indichino un luogo di non
comune importanza archeologica.
Gradirò poi anche un calco od un apografo dell’altra iscrizione,
posseduta dai fratelli Crescenziis, e che Ella mi promette di
trascrivere quanto prima.
D.
G. Fiorelli
Durante lavori
di ristrutturazione a Montecassino venne alla luce una epigrafe
inedita che il monaco di Montecassino Cesare Quandel, fratello di Giuseppe,
futuro abate di Montecassino, ebbe cura di segnalare all’ispettore
Ponari.
M.
OC -- AVIVS . M.F.
CALVINVS
Q. LA -- TERINVS. Q.F.Q.
AEDE -- OVIS. A. SOLO. ET
PORTICVM
CVM -- FICIIS. EX.CC.P.P.
FACIEND
--RAVER.
Stimatissimo
D. Filippo.
Ecco l’iscrizione, la quale fu trovata facendosi un arco per la
nuova porta del Monastero all’angolo del Chiostro presso
l’Archivio. La pietra è alta centimetri 44 e lunga metro 1.40; ma
l’iscrizione è 1.04 x 0.37. Eccovi servito, e vi prego perdonarmi
il ritardo. Credetemi.
M.Cassino
13 Novembre 1879.
Aff.mo
D. Cesare Quandel
Cassinese
Roma,
addì 26 Aprile 1879
Urgente
All’Ispettore
degli Scavi e dei Monumenti
Sig. F. Ponari
Cassino
Prot.° Gen.e N.° d’uff°
Div.e
Sez.e
N.° di Posize
49-1-1.
N.° di Part.a 5540
Oggetto
Iscrizioni di S. Angelo
(si mandino 4 fogli)
(Il Mommsen ha fatto istanza
con lettera privata)
In di del 4
Giugno 1878 Ella ebbe la cortesia di comunicarmi a q.° Ministero la
notizia di un rinvenimento epigrafico, in S. Angelo, Comune riunito
con Cassino, e la iscrizione fu edita nella Notizia del maggio del
medesimo anno. Con lettera del 12 giugno, num. di prot. 5571, fu
pregata la S.V. di trasmettere un calco dell’iscrizione, essendo
interessantissimo confrontare l’apografo. Non avendo noi la
risposta a quella lettera, e venendomi fatte premure da parte di
compilatori del Corpus,
le rinnovo la preghiera, nella fiducia che contemporaneamente vorrà
compiacersi mandarmi pure il calco della nuova iscrizione di
Pignataro Interamna.
G.
Fiorelli
B.
15, Fasc. 26-6
Cassino,
16 Settembre 1877
N.°
4489
Direz. Arch.
19.9.77
Antichità di Cassino
Al Signore
Sig. Direttore dei Monumenti e Scavi.
Signore.
Nel Comune di
S. elia fiume Rapido del tenimento di Cassino, terra al lato Nord di
questa Città esistono alcuni monumenti, che a mio credere, son
degni di memoria, e mi meraviglio come dei medesimi non si trovi
parola in nessuna delle monografie di questi luoghi.
I detti monumenti consistono in due sarcofaghi scolpiti nella viva
pietra, e giacenti nel declivio del monte, che porta il nome di Casa
dei Lucii confinante con una valle ancor essa chiamata Valle
Lucii. Della gente dei Lucii sono abbondantissimi i monumenti in
tutte queste adiacenze; e Ccicerone ricorda un Lucio Rubrio,
a cui M° Antonio tentò carpire la ricca eredità.
La terra, ove giacciono i sopradetti monumenti ora appartiene al
Barone De Rosa, e volgarmente è chiamata Salauca, voce forse
derivante da Saliae Lucus. In uno dei sepolcri è incisa una
iscrizione, ma così corrosa e levicata dalle piogge, che riesce
assai difficile il leggerla tutta.
Ad ogni modo ò creduto farne fare un calco cartaceo nel miglior
modo possibile, e mi onoro rimetterlo alla S.V. Ill.ma, unitamente
al disegno e misure dei sepolcri senza punto intrattenermi a porvi
altri commenti. Solo sarei desideroso che la S.V. Ill.ma si
compiacesse assicurarmi del ricapito, e se rimane soddisfatto del
calco cartaceo, che come ò detto è stato assai difficile far
eseguire, molto più per l’asprezza del sito, ove si trovano i
detti monumenti.
L’Ispettore
dei monumenti e Scavi
Ponari Ab.e Filippo
«Philippus Ponari
archipresbyter Casinas non solum dux comesque mihi fuit Casini
et per agrum Casinatem lapides scriptos indaganti, sed etiam
historiae Casinatis, quam typis fere absolutam adhuc in scriniis
retinet, partem epigraphicam, id est inscriptiones Casinates
numero CV (p. 153-185), Interamnates numero XXVII (p. 187-195)
mihi utendam concessit» ; pag. 511.
La nuova strada per il monastero, in sostituzione di quella
seicentesca, fu iniziata nel 1865 su intervento del ministro dei
LL. PP. Silvio Spaventa, e aperta l'8 marzo 1887.
M. Valenti, Sull’ubicazione
del Foro di Casinum, in “Archeologia Laziale” XII, 2
(1995).
Ricerche storiche sulle
antichità di Cassino, Napoli 1867.
Dell’istituzione di un museo a Cassino attorno all’anno 1878
si tratta in un carteggio conservato nell’Archivio Centrale
dello Stato a Roma, ma poi non se ne è avuta più notizia; vd.
Archivio Centrale dello Stato, Roma, M.P.I. AABBAA, Vers. I - B.
187, fasc. 28-3; E. Pistilli, Cassino 1878: alla ricerca di un museo fantasma, L’Inchiesta, IV,
27 (4 luglio 1999), pag. 14; tuttavia anche Mommsen accenna ad
una epigrafe conservata nel museo, è la n. 5188 relativa ad
Obultronius cultellus.
Ivi, pag. 107; uno schizzo di pianta è anche a pag. 219.
Pag. 17; vd. Mommsen,
C.I.L., XI,
5160.
Pag. 112.
La continuazione di tale strada è stata riportata alla luce
recentemente in occasione della sistemazione dell’area del
Teatro; essa rasenta il fronte del Teatro e prosegue fino ad
interrarsi sotto il tornante della strada per Montecassino.
In effetti le case coloniche lì sorte, e di recente abbattute,
hanno danneggiato notevolmente la strada con le costruzioni a
ridosso.
Dovrebbe trattarsi del proseguimento di quella che, partendo
dalla Porta Campana, si interra sotto la strada per Montecassino,
al lato nord del Museo archeologico.
C.I.L., 5203.
C.I.L., 5184.
Corretta da Mommsen, cit. n. 5268.
C.I.L., 5189.
Non riportata da Mommsen tra le epigrafi di Casinum.
C.I.L., 5345, tra le epigrafi di Interamna.
L’epigrafe è stata corretta da Mommsen, C.I.L., 5188.
Attualmente è collocata dinanzi al tribunale, nel complesso
monumentale di piazza Labriola. Si veda di E. Pistilli, Da
lettere inedite di Filippo Ponari (1876) nuove ipotesi sulla
c.d. tomba di Ummidia a Cassino, in L’Inchiesta, IV, 25
(giugno 1999), pag. 14.
C.I.L., 5185.
C.I.L., 5180, corretta da Mommsen.
C.I.L., 5177, corretta da Mommsen.
S. Angelo in Theodice fu riunito al Comune di Cassino con
decreto 11 luglio 1860.
C.I.L., 5196, corretta da Mommsen, che la definisce proveniente
“sine dubio” da Interamna.
Probabilmente Ponari non inviò nulla riguardo a quest’ultima
epigrafe dal momento che in data successiva, 26 aprile 1879, lo
stesso Fiorelli sollecita la trascrizione del testo, vd. lettera
che segue. il testo dell’iscrizione di casa De Crescenziis è
comunque riportato da Mommsen al n. 5176 avendolo ricevuto da
Dressel.
Cesare Quandel curò la pubblicazione del codice cassinese della
Divina Commedia (1865) e il commento di Paolo Diacono alla
Regola di S. Benedetto (1880 - Codice capuano 175 della prima
metà del sec. X.
C.I.L., 5160a.
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