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Ri-Leggiamo:
il dopoguerra
In
questa rubrica saranno riproposti articoli o testimonianze che
potranno aiutarci a comprendere o a rivisitare i tempi del
dopoguerra e della ricostruzione del Cassinate.
Dal n. 2 del giornale “La
voce di Cassino e dei Comuni della Battaglia”, dell’1
novembre 1945, diretto dall’avv. Gaetano Di Biasio.
“Il
Liceo Carducci ritorna da Alvito a Cassino”
Il
Liceo G. Carducci che si era, di necessità, trasferito ad Alvito,
ritorna a Cassino. Vi ritornerà, quando migliorate saranno le
condizioni di vita, anche la sezione distaccata di Sora. Diamo il
fausto annunzio ai giovini che con ansia aspiravano a riavere il
glorioso Istituto, il più importante della Provincia per numero di
alunni, soltanto oggi dopo cioè la visita a Cassino del prof.
Vincenzo Pareschi Provveditore agli Studi, del Vice Provveditore
prof. Salvatore Talia e del ff. Preside di Alvito prof. Brighi.
I
locali che provvisoriamente si adibiscono ad aule scolastiche
sono stati ammiratissimi e più lo saranno quelli che fra qualche
settimana avrà approntati la Ditta Meriggi; in attesa sempre però
dell’edificio definitivo che sarà costruito a norma del piano
regolatore già decreto legge.
Ciò tutto mentre si scava il tracciato per l’acquedotto e le
fognature, mentre, e non oltre il mese di novembre, la Società
elettrica Unes porterà la luce sin nelle ultime case di campagna!
Poi, e non durerà molto, verrà anche la volta del Tribunale il cui
edificio (sempre provvisorio) sarà pronto entro novembre, e con
esso la Pretura e l’Ufficio anneso del Registro.
Tornando
alle scuole, cioè al liceo e le medie et (sic) avviamento al
lavoro, devo esprimere, a nome dell’Amministrazione e della
cittadinanza tutta, e particolarmente dei padri di famiglia, un
plauso di gratitudine fervida la Provveditore Pareschi, che tanto
interesse ne ha mostrato nell’accogliere e far suoi i nostri voti,
e un olauso anche al prof. Talia e al Preside Brighi che si sono
uniti a lui per dare questo primo segno di rinascita alla Città
martire.
Un
altro, e non meno fervido plauso, vada ai componenti la Commissione
Popolare
che ne sono stati vicini ed efficaci collaboratori, con a capo
l’avv. Tancredi Grossi e il sig. Giovanni Gallozzi, a pretendere
questo primo riconoscimento di giustizia per Cassino.
Il Sindaco Gaetano Di Biasio
***
Nel
taglio basso dello stesso giornale.
«Al Sindaco di Cassino è pervenuto in
data 22 u. s. il seguente telegramma:
“Approvato
stanziamento 142 milioni primo lotto lavori per ripristino stazione
Cassino. Colgo occasione per portare mio augurio nobile cittadina”.
Ministro
la malfa
È
stato risposto con telegramma in pari data:
“Città
martire ringrazia nobile interessamento ricostruzione scalo
ferroviario elemento primo sua rinascita”.
V.
Sindaco
Avv. riccardo colella
Che
ne pensa il Ministro Romita che ha stanziato 150 milioni soli per la
ricostruzione di Cassino? È scherzo od è follia ...
(N.
del Direttore). »
***
Nella
pagina successiva
Lo
spauracchio
«Doveva
essere proprio molto irrequieto quel bambino, al quale la madre,
giorni addietro, in treno, disse per fargli paura: «se non stai
fermo, ti faccio mangiare da uno sfollato di Cassino», alla
presenza di altri viaggiatori, tra i quali era una donna di Cassino,
che tornava alle sue macerie, dopo due anni di inaudite sofferenze.
Ignota
signora, voi siete un mostro, ma la vostra frase immorale è degna
di figurare sui cartelli pubblicitari per il fondo di solidarietà
nazionale. Nelle vostre spietate parole voi avete condensato tutta
l’incomprensione, tutta l’indifferenza, tutta l’ostilità che
la suprema tragedia di Cassino ha suscitato negli animi fastiditi di
molti italiani.
Attraverso la vostra bella bocca bestemmiatrice è passato il fiele
più che mai giallo dei milioni di nostri connazionali che si
adirano quando la nostra infinita miseria – frutto delle loro
colpe e prezzo sanguinoso del loro benessere – invoca la giustizia
riparatrice additando la loro pinguedine intatta.
Voi,
ve lo ripetiamo, siete un mostro, ma non siete il solo; con voi sono
tutti i salvi di questa guerra, tutti coloro ai quali, come a voi,
la salute ha indurito il cuore, e che, come voi, ogni sera insultano
Dio, insegnando le preghiere ai loro bimbi.
»
frate
gianni
L’enfasi
di questo “frate Gianni” è sicuramente esagerata, però la dice
bene sul clima sociale e sullo stato psicologico dei Cassinati che,
scampati ai bombardamenti, avevano perso tutto.
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