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IL DECENNALE DELLA DISTRUZIONE DI CASSINO
La ricostruzione del Cassinate a dieci anni dalla guerra
di
Emilio Pistilli
Per celebrare il primo decennale della distruzione di Cassino e dei comuni del Cassinate nel 1954 si costituì a Cassino un apposito comitato, che, tra le varie iniziative, prevedeva l’acquisizione di notizie relative ai danni subiti dalla guerra e alla ricostruzione in atto. Fu una preziosa occasione soprattutto per fare il punto su quanto si era riusciti a ricostruire e sulle esigenze vitali dei comuni del Cassinate.
A distanza di 50 anni puó apparire interessante riproporre la situazione dell’epoca sì da poterla confrontare con quella attuale.
Il comitato (sindaco di Cassino a quel tempo era il sen. Pier Carlo Restagno) inviò una lettera/questionario a tutti i comuni del territorio, compresi Formia, e, fuori regione, Mignano Montelungo, Rocca D’Evandro e Venafro; mancano analoghi dati proprio per il comune di Cassino. I comuni invitati furono quelli dell’elenco ufficiale delle distruzioni (50 comuni) stilato dal ministero dei Lavori Pubblici, cui furono aggiunti Sora, Arce, Colfelice, S. Padre, che non figuravano in quell’elenco.
«CITTà DI CASSINO – Comitato per il decennale della distruzione (15–3–1944).
Cassino, 9 febbraio 1954
Ai Sindaci dei Comuni aderenti all’Associazione Comuni del Cassinate.
Il 15 marzo p.v. sarà celebrata in forma solenne la ricorrenza del primo decennale della distruzione di Cassino alla quale cerimonia parteciperanno personalità del Governo oltre a tutti i Sindaci dei Comuni della battaglia.
Per l’attuazione del programma che questo comitato si propone, urge conoscere subito i seguenti dati che prego far tenere a stretto giro di posta:
1) se l’esodo della popolazione fu totale;
2) percentuale di distruzione del Comune;
3) numero dei vani per abitazione ricostruiti a totale carico dello Stato e dai privati con contributi diretti;
4) numero dei vani occorrenti per la sistemazione dei S.T. [senza tetto];
5) opere pubbliche ricostruite;
6) problemi urgenti da disporre (viabilità, opere igieniche, impianti elettrici, ambulatori, scuole);
7) occupazione operaia;
8) proposte per creare nuove fonti di vita economica nel comune.
IL COMITATO»1
Alla richiesta risposero 36 comuni.
Per brevità riepilogo in tabella i numeri: 1, 2, 3, 4 e 7 del questionario. Le risposte ai numeri 5, 6 e 8 sono piuttosto articolate perciò meritano uno spazio a parte.
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