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Epigrafe Funeraria rinvenuta in San Pietro Infine
di
Maurizio Zambardi
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Apografo dell’epigrafe
(Foto e rilievodi Maurizio Zambardi)
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L’Epigrafe funeraria, di epoca
romana, fu rinvenuta alla fine degli anni ’40 nel terreno di proprietà di Pasquale Masia (nipote di Don Giustino Masia) a San Pietro Infine, in Viale degli Eroi, durante i lavori per la costruzione della nuova casa. In principio fu accantonata in un angolo del giardino in attesa della segnalazione agli studiosi, ma venne dimenticata, rimanendo semisommersa dai rovi e dalla sterpaglia. Le ossa rinvenute, comunque, furono trasferite presso il cimitero del paese. In seguito, durante la sistemazione del giardino, ritornò alla luce e allora la famiglia Masia decise di destinarla ad un futuro museo del paese. In attesa di tale giorno fu portata in un prefabbricato, posto in Piazza Risorgimento e adibito a sede della Pro Loco. L’epigrafe vi è rimasta fino a qualche giorno fa, quando, a causa dello smantellamento del prefabbricato, oramai fatiscente, la lapide tombale è stata rimossa e posta nella sede comunale.
Materiale: Calcare locale.
Dimensioni della lapide (larghezza 50 cm; altezza 40 cm; profondità 40 cm circa)
Altezza dei caratteri dell’epigrafe (4,00 cm - 5,50 cm)
C(aius) ANNIUS SEX(ti) F(ilius)
HEIC SITUS EST
L(ucius) ANNIUS SEX(ti) F(ilius)
TER(etina tribu) VIVIT
Gaio Annio figlio di Sesto
è deposto in questo luogo
Lucio Annio figlio di Sesto
della Tribù Teretina vive
L’epigrafe risale alla seconda metà del I sec. a.C. e si riferisce al luogo di sepoltura di Gaio Annio figlio di Sesto. La lapide tombale è posta dal fratello Lucio, ancora in vita. I due fratelli facevano parte, come tutta la gente del circondario, della Tribù
Teretina.
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