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NOTIZIARIO
ARCHEOLOGICO
La "Domus Romana" di via
Montecassino
di Silvano Tanzilli*
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Particolari del
sondaggio |
La conformazione urbanistica
dell’antica città di “Casinum”,
dal primo insediamento volsco-sannita fino alla sovrapposizione
romana avvenuta nel periodo che va dal II sec. a.C. al V sec. d.C.,
è tuttora oggetto di numerosi studi che trovano puntuale conferma
nelle ricerche condotte ininterrottamente sul campo a partire dagli
anni trenta del secolo scorso.
Il ritrovamento di strutture archeologiche avvenuto in questi giorni
negli scavi di fondazione per il rifacimento del muro di
contenimento di un tratto della strada per Montecassino, che il
Genio Civile di Cassino sta eseguendo con un pronto intervento,
dimostrano, ancora una volta, che tali ricerche non si possono
considerare concluse.
Si tratta, con ogni probabilità, di una Domus
della seconda metà del I sec. a.C. di grandi dimensioni che
va ad inserirsi nell’estremo quadrante nord-est della città
romana, in corrispondenza della fascia che comprende il teatro
romano ed il ninfeo Ponari, posizionandosi a circa 110 metri a monte
di ques’ultimo lungo la strada per Montecassino, in una vasta area
particolarmente compromessa dalle sciagurate concessioni edilizie
rilasciate a cavallo degli anni Sessanta e Settanta, prima che tutta
la zona fosse vincolata da apposito Decreto Ministeriale.
Lo scavo ha intercettato l’angolo nord-ovest della Domus
mettendo in evidenza strutture murarie di notevole spessore che
raggiungono gli 80 cm. nel muro longitudinale parallelo alla
scarpata.
I saggi effettuati,
peraltro in condizioni molto disagevoli, hanno restituito, ad una
profondità di circa 2,50 metri dal piano stradale, rispettivamente:
1° saggio: ambiente di risulta nell’intercapedine tra la Domus
e la parete rocciosa retrostante, scoprendo una tubazione
di scarico appartenente al sistema fognario esterno;
2° saggio: ambiente interno alla Domus, in particolare l’angolo nord-est, con una interessante
pavimentazione musiva in frammenti policromi di grosse dimensioni e
intonaci affrescati su ambedue le pareti visibili;
3° saggio: n. 2 ambienti interni alla Domus,
con presenza di almeno tre fasi successive, con rimaneggiamenti
dovuti a probabili crolli di strutture retrostanti, tali da costringere i
proprietari a rialzare il piano pavimentale e obliterare
l’apertura originaria, in direzione dell’intercapedine, con
l’esecuzione di una struttura sovrapposta di rinforzo; è stata
comunque raggiunta la quota pavimentale in mattoncini laterizi di
piccole dimensioni appartenente alla fase successiva .
La restante parte della Domus è stata coperta della
strada per Montecassino, realizzata alla fine dell’’800, la cui
costruzione in alcuni punti ha danneggiato la parte più alta dei
muri appoggiandosi ad essi.
La scoperta assume valore fondamentale nella ricostruzione
topografica poiché dimostra con certezza che lo sviluppo della città
romana raggiungeva l’estremo versante nord-est, con una lunghezza
dei tracciati viari longitudinali di circa 450 metri ed una
superficie totale della città di circa 10 ettari,
permettendoci di individuare con una certa approssimazione in
16 le insulae urbane di cui Casinum
era composta.
Gli scavi, diretti da chi scrive e dalla Dott.ssa Sara Persichini,
con la collaborazione dei tecnici e del personale operaio del Museo
archeologico, verranno successivamente ripresi nell’area a valle
della strada per Montecassino, in un’area che alcuni anni fa la
nostra Soprintendenza ha espropriato e sui quali si spera di
intercettare l’angolo sud-ovest della Domus stessa, oltre al
tratto di strada basolata che, secondo le ipotesi di ricostruzione,
coincide con quella visibile
davanti al teatro romano.
I risultati degli scavi, con la documentazione completa, saranno
resi pubblici in occasione della
“ Prima
giornata di studi sull’archeologia nel territorio di Cassino”,
che la Soprintendenza e l’Università di Cassino hanno organizzato
per l’inizio di ottobre del c.a., sia per permettere agli studiosi
di approfondire le proprie conoscenze con la presentazione degli
ultimi interventi realizzati, sia per illustrare, ancora una volta,
le enormi potenzialità archeologiche del territorio cassinate ed in
particolare dell’area dell’antica
Casinum..
*Direttore
museo archeologico “G. Carettoni” di Cassino.
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