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Porte,
piazze e chiese di S. Germano nel sec. XIII dal regesto di Bernardo
I Ayglerio
Preliminari per uno studio topografico della vecchia città di
Cassino
di Emilio Pistilli
Nella sua
edizione del Regesto
dell’abate cassinese Bernardo I Ayglerio (ab. 1263-1282) il monaco
don anselmo Maria Caplet,
addetto alla cura dei regesti pontifici, ci offre un quadro
particolarmente interessante della situazione dei beni di
Montecassino e soprattutto della topografia e toponomastica della
Terra di S. Benedetto, in particolare della città di San Germano,
l’odierna Cassino.
Da lui, infatti, dalla sua prefazione all’opera,
veniamo a sapere che presso la vigna di S. Rachisio, su un fianco
del monte Cassino, c’era una fornace per ceramiche antichissima,
forse addirittura preistorica: probabilmente si riferisce al sito
ben noto di Monte Puntiglio, che ha dato il prezioso materiale
archeologico esposto nel nuseo dell’abbazia e nel museo Pigorini
di Roma.
Al suo tempo, fine Ottocento, il monastero dell’Albaneta, sul
versante ovest di Montecassino, era frequentato da capre, sia nei
chiostri che nelle celle dei monaci, e mancava addiritura il tetto.
Inoltre erano in rovina il monastero di S. Matteo dei Servi di Dio,
da dove si poteva vedere, ai suoi tempi, il lago di Caira formatosi
nel 1724, ma poi pian piano riassorbitosi, l’oratorio di S.
Severo, costruito dall’abate Teobaldo (ab. 1022-1035) su uno degli
ultimi tornanti della odierna strada per il monastero (“la volta
di S. Severo”); di essi restava appena pietra su pietra.
Egli poteva vedere ancora l’abside che apparteneva, secondo lui
(“ut censemus”), alla
chiesa di S. Scolastica, che, ai piedi del monte, era situata presso
l’ospedale di S. Antonio abate (siamo nell’area dell’attuale
“colonia solare”); lì un recente affresco di S. Luca aveva
coperto le più antiche pitture raffiguranti Cristo che ascende al
cielo o l’assunzione della Beata Vergine, come si poteva dedurre
dagli sguardi verso l’alto degli apostoli ancora visibili:
attualmente l’ubicazione di tale chiesa è del tutto incerta,
anche se la si puó presumere a ridosso del secondo tornante della
strada statel per Montecassino.
Della chiesa di S. Nicola di Monticello – è sempre Caplet che
scrive – nulla resta se non quella chiesa recante ancora affreschi
e detta di S. Marco, posta a breve distanza dalla ferrovia, presso
una casa con l’iscrizione:
Villam
hanc qvondam m. Varronis
Vt aqvaedvctvm balnearvmq: qvae adhvc svpersvnt vestigia
Testantvr
Temporis edacitate hominvmq: incvria
Pene fvnditvs eversam
Ferdinandvs . A manfredis . I . V . D . Patricivs casinas
Cvpidvs
bonarvm artivm adolescens
Ne
tanti viri monvmenta penitvs exciderent
Par illi animo licet opibvs impar
Restavrandam et ornandam qvoad fieri potvit
Cvravit
Svorvmqve vt olim varronis stvdiorvm diversorivm fecit.
Neve m . Antonii flagitiis itervm defoedaretvr
Probrosos homines ab ea arcendos volvit
Litterarvm cvltoribvs patefecit
A . D . Mdccxxxvii .
La
testimonianza più preziosa, però, che ci offre mons. Caplet, è
l’elencazione delle porte, delle piazze e delle chiese di S.
Germano dedotta dai documenti pubblicati nel regesto e a beneficio
dei cittadini di S. Germano, come egli stesso dice (“ad usum
civium s. Germani”).
Riportiamo qui il testo nella libera traduzione dal latino perché
se ne possa fare uno studio approfondito per la conoscenza della
struttura urbana ed extra urbana della città nel medioevo.
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Porte
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Porta del Macello e di S. Egidio – Una casa fuori porta del
Macello che fino ad ora veniva detta Porta di S. Egidio, presso la
strada pubblica. È da tener presente che quelle porte vengono
denominate con nomi diversi. – Molte sono le case fuori porta del
Macello, presso la strada pubblica, che transita sul ponte che è
sul fiume. – Mulino del Macello. – Una casa vicino al fiume che
scende dallo stesso mulino. – Una casa fuori porta del Macello
nelle vicinanze di porta di S. Egidio. – Diverse case fuori porta
di S. Egidio presso l’orto del monastero e il canale del nostro
macello di S. Germano. – Un terreno fuori porta di S. Egidio
presso la strada pubblica ed il fiume Rapido. – Una grata in
località Acoratia davanti
porta S. Egidio. – Un orto fuori porta S. Egidio nei pressi della
chiesa di S. Egidio. – Un terreno fuori porta S. Egidio presso la
chiesa del S. Sepolcro. – Una strada da ponte di Sicardo fino a
porta S. Egidio. – Ospizio di S. Egidio, come si sa dal precetto
di Federico II dell’anno 1220, già esisteva presso porta S.
Germano. – Dell’ospedale
iniziato in maniera sontuosa dall’abate
Bernardo “fuori e presso porta S. Egidio” al tempo di Gattola
restavano ancora dei ruderi “non lontano dalla porta della città
detta del Rapido”. – Un orto sul ponte di S. Egidio. – Un
terreno fuori porta di S. Egidio presso la chiesa di S. Maria
Madalena, un’isola, detta della cappella di S. Maria ed il fossato
comune. – Un orto vicino alla chiesa di S. Maria Maddalena ed il
fosso antico nel quale scorre l’acqua che scende presso la chiesa
di S. Maria della Strada.
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Le mura di S. Germano nel sec. XIII
uno schizzo di G. Carettoni
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Porta di S. Germano. – Il palazzo nell’agglomerato (borgo)
presso la chiesa di S. Tommaso dei Greci, lungo la via pubblica, il
fiume e presso porta S. Germano e il fiume Liri. – In località
dei Greci nel borgo presso i luoghi pubblici, presso l’ospizio,
vicino al fiume Liri. – La gradinata presso la casa dei Greci. –
La via pubblica ai Greci .- Una casa vicino alla chiesa di Tutti i
Santi sotto il ponte dei Greci. – Un terreno detto Pescaria [Pescarola?
n.d.t.] appartenente alla chiesa di S. Maria dell’Albaneta vicino
alla chiesa di S. Tommaso nei pressi dell’Ospizio Cassinese. –
Una casa vicino la via Ferraria [Filieri? n.d.t.] e la strada comune
che scende alla Piscaria.
Porta di S. Tommaso. – Una terra presso la porta di S. Tommaso di
S. Germano ed il mulino dell’Ospizio. – Due mulini vicino alla
chiesa di S. Tommaso dei Greci. – Una casa nel borgo dei Greci
lungo la strada che conduce al monte. – Un orto vicino a S.
Tommaso detto della Taverna.
Porta del Ponte di Petreto. – Un mulino fuori la suddetta porta
vicino al Rapido ed al fossato che proviene da Valle per il Petreto.
– Una casa nel luogo detto Petreto in località Valle, vicino il
fossato antico dove scorrono le acque pluviali.
Porta Paldi. – Una chiusa (“clausura”)
che è nei pressi di porta Paldi, dove si dice Cervareta.
Porta S. Matteo. – Una casa in S. Germano fuori porta S. Matteo
nel borog. – Un orto fuori la stessa porta lungo la via pubblica
che va verso il fiume, al Liri. – Una casa presso la stessa porta
nel borgo, presso la piazza pubblica. – Una casa nel borgo fuori
la suddetta porte presso la piazza dei Sellai.
Porta Ponte. – Un terreno fuori porta Ponte. – Un palazzo vicino
la stessa porta, presso Pescaria, lungo la strada che va ai mulini.
– Un orto fuori la stessa porta vicino la chiesa di S. Michele.
– L’orto della “Piscina” con una casa sopra porta Ponte e
l’acquedotto. – Un terreno vicino al canale fuori porta Ponte.
– Un terreno fuori porta Ponte sopra la chiesa di S. Michele. –
Cataldo Pellipario
costruì in località Valle la chiesa l’ospizio di S. Spirito con
un lascito per il restauro del
pote della stessa porta e della strada del Rapido.
Portella. – Un bagno ed un mulino presso Portella, da dove si va
alle Molinella.
Porta S. Restituta. – Un mulino fuori porta S. Restituta al
“Refosorio”.
– Un casalno
vicino la chiesa di S. Restituta.
Porta S. Giovanni. – Una casa posta presso questa porta, la strada
pubblica, la grata comune, la Torricella di mastro Francesco.
Porta Piedimonte. – Una casa in Valle, presso porta Piedimonte.
– Una casa nella quale c’è l’Ospizio costruito da mastro
Pietro del giudice Benedetto vicino la stessa porta. – Un orto
vicino e fuori la stessa porta.
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Piazze
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Piazza Nuova. – Una casa in cui c’è un magazzino di vendita
(“fundicus”) con i diritti di commercio, dalla colonna in
muratura (“cementorum”) alla porta della città.
Piazza dei Calzolai. – Una bottega nella stessa piazza.
Piazza degli Acorari.
– Una casa in questa piazza. – Una casa in Comestabilia
degli Acorai presso la Fontana delle Rose. – Una casa in Coraria
presso il Liri. Sotto Federico II alcune case in Coraria ed in Valle
furono risparmiate dall’abbattimento.
Piazza degli Amalfitani. – Una casa con botteghe sulla stessa
piazza e sulla via che sale ai Calzolai.
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Chiese
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Chiesa di S. Scolastica.
– Un terreno nel luogo detto il Trivio di S. Scolastica, lungo la
strada pubblica, in prossimità di Cassino, che sale al monte e la
strada Pedemontana.
Chiesa di Tutti i Santi.
– Una casa presso tale chiesa, la via pubblica e la fontana.
Chiesa di S. Giovanni.
– Una casa presso la via di sopra, la via pubblica di sotto, la
porta ed il muro demaniale.
Chiesa di S. Nicola di Monticello.
– Una chiusa presso il prato della stessa chiesa. – Un orto
vicino a fianco dell’Ospizio
presso la suddetta chiesa.
Chiesa di S. Bartolomeo.
– Un terreno a confine con questa chiesa e la strada pubblica.
Chiesa di S. Francesco.
– Fatta costruire dall’abate Landolfo nel 1230. Un monticello
sopra Agnone con terreno, isole ed un altro monticello della chiesa
vecchia di S. Francesco.
Chiesa di S. Andrea.
– Un terreno nel luogo detto Camarda presso la chiesa di S.
Andrea.
Chiesa
di S. Leonardo. – Presso la chiusa di Cataldo Pellipario, che
fece costruire l’ospedale e la chiesa in Valle nel 1274.
Chiesa di S. Lazzaro.
– Assisteva i malati.
Chiesa di S. Tommaso della Strada.
– Un orticello presso il mulino, il lago e la suddetta chiesa.
Chiesa di S. Pietro di Valle dei Greci.
Chiesa di S. Maria di Paradosso.
– Un terreno presso il mulino, lungo la via pubblica, il fiume
antico e il terreno di S. Maria di Paradosso.
Chiesa di S. Silvestro.
– Una casa con orto vicino la predetta chiesa.
Chiesa di S. Pietro di Castello.
– Una casa sul Monte sotto Rocca Janula presso la detta chiesa.
Chiesa di S. Mercurio.
– Una casa sopra tale chiesa.
Chiesa di S. Giacomo.
– Un frantoio in Valle sopra la stessa chiesa.
Chiesa di S. Sebastiano.
– Non lontano dalla chiesa di S. Germano e del suo campanile.
Chiesa di S. Croce.
– Presso la chiesa dell’Annunziata
Chiesa di S. Pietro in Monastero. – L’ospedale fatto
costruire nel 1287 da Vincenzi da S. Germano, era a fianco di tale
chiesa.
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Regesti Bernardi I Abbatis
Casinensis fragmenta, Tipografia Vaticana, 1890.
Prolegomena, pagg. CXVII,
segg.
Uno studio sull’argomento è stato già portato avanti dalla
dott.ssa Guglielma Sammartino, nostra emerita socia, ma attende
ancora ulteriori approfondimenti.
Ospedale o ospizio: luogo dove si assistevano gli anziani e i
viandanti o pellegrini; una via di mezzo tra le due odierne
accezioni.
Nato attorno al 1662, morto nel 1734.
Poi dedicata alla Madonna del Carmine, lungo l’attuale Corso
della Repubblica.
Il borgo era un agglomerato urbano a margine della città
episcopale; talvolta era anche un abitato fortificato.
Petretus: dovrebbe trattarsi, come dice lo stesso nome, di un
luogo sassoso o anche di una cava di pietre.
Clausura, terreno protetto da un recinto che poteva essere una
semplice siepe o anche un muro di cinta; oggi è ancora presente
il termine “chiusa” (a Cassino abbiamo “Chiusavecchia”, di
cui restano vistosi tratti murari lungo la via S. Pasquale; al
confine con S. Elia Fiumerapido c’è Chiusanova).
Cataldo Pellipario era proprietario di un’industria di pellame
che aveva sede, probabilmente in località S. Bartolomeo, che era,
appunto, protettore dei conciatori.
Probabilmente luogo di straripamenti, se si fa discendere il
sostantivo dal latino refundere,
straripare.
Casa colonica.
Ci fa pensare che in città ci fosse la produzione di aghi.
Palazzo della milizia. Comestabulus
da comes stabuli, lett.
Prefetto delle stalle regie.
Nel 1220 Federico II con la XIX costituzione delle Assise di Capua
ordinò l’abbattimento dei castelli edei luoghi di potere per
riportare sotto il demanio regio tutti quei luoghi che da tempo
erano ormai in piena anarchia.
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