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L’editoriale pubblicato
sull’ultimo numero di “Studi cassinati” a cura del Direttore, Emilio
Pistilli, col titolo “Per un coordinamento delle associazioni
culturali” ci stimola a redigere questo breve contributo come
espressione della condivisione, da parte nostra, dell’idea di fondo
enunciata nel suddetto editoriale e delle riflessioni ad essa
sottese.
“L’uomo è un animale sociale”, scrive Seneca. Parafrasando e
amplificando, ci sentiremmo di affermare che l’uomo impegnato nella
cultura, cioè in quel complesso di attività che sono di fatto un
riflettere su se stesso, è un animale “associato”.
Negli ultimi anni è emerso chiaramente – attraverso le numerose
iniziative promosse e le rilevazioni effettuate dalla stessa Regione
Lazio – come il Lazio meridionale sia, dal punto di vista
dell’associazionismo culturale, un territorio estremamente
effervescente: al fianco di realtà datate e consolidate, si stanno
progressivamente facendo largo realtà nuove che, fermi restando i
buoni contenuti di fondo, si sono coraggiosamente proiettate in
avanti, accordando questi ultimi con le nuove tecnologie. Tale
constatazione ci induce a ritenere che l’idea lanciata dal Direttore
Pistilli circa un possibile coordinamento delle associazioni
culturali presenti nel basso Lazio sia non solo buona in sé ma
assolutamente auspicabile, affinché l’esperienza e le conoscenze
maturate dalle associazioni culturali di più antica fondazione
possano incontrasi e arricchirsi della linfa nuova che le
associazioni più giovani possono apportare in termini di idee,
energie, formule e canali di comunicazione, etc. Non si tratterebbe
di un passaggio del testimone dalle vecchie alle nuove generazioni
ma di un coordinamento intelligente finalizzato ad ottimizzare
risorse ed energie, sia intellettuali sia materiali. Un’azione
comune, concertata, pluridisciplinare capace così di stimolare lo
studio, approfondire ed aprire la conoscenza di un patrimonio
culturale condiviso che, in tal modo, verrebbe automaticamente e
naturalmente valorizzato, promosso, tutelato.
“Conoscere per conservare”: questo il motto con cui nella seconda
metà del sec. XIX Giovan Battista Cavalcaselle si fece promotore
dell’esigenza da parte dello Stato di catalogare le opere d’arte per
poterle conservare fisicamente e tutelare giuridicamente.
Oggi, all’inizio del XXI secolo, l’associazionismo culturale si
propone come un interlocutore vivace e propositivo, capace di
affiancare e supportare, nella misura possibile e nelle forme
ammesse dalla normativa, le Istituzioni Pubbliche nell’intento di
far “conoscere” il patrimonio culturale al fine di poterne
“conservare” la memoria fisica e la coscienza intellettuale,
agevolandone di conseguenza anche la tutela legale.
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L’uomo è un’anima razionale che
partecipa dell’intelletto divino ma opera in un corpo. (Marsilio
Ficino)
L’opera d’arte, in quanto manufatto umano, è il frutto di un atto
creativo che esprime un’essenza divina e un’intentio umana, in un
dato luogo, in un dato tempo, entro i limiti concessi dalla materia,
finita e peribile. Studiare l’arte significa studiare l’uomo.
(Associazione Latium adiectum)
Con queste parole, pubblicate nella sezione “Chi siamo” del portale
web di riferimento Latiumadiectum.it, l’Associazione Latium Adiectum
introduce alla propria mission: aprire al pubblico i risultati e i
contenuti della ricerca scientifica in materia di archeologia e
storia dell’arte, relativamente al territorio del Lazio meridionale,
adeguando linguaggi e tecniche della comunicazione a seconda del
target di utenza e rendendo così più accessibile un sapere che
spesso rimane di pochi e per pochi. L’Associazione è nata
dall’iniziativa di un gruppo di giovani donne – archeologhe e
storiche dell’arte – desiderose di trasformare anni di studio e di
ricerca scientifica in strumenti di lavoro, con i quali promuovere,
divulgare e valorizzare il patrimonio archeologico e
storico-artistico del basso Lazio, attraverso un progetto ampio e
articolato che, nella sua globalità, intende creare degli spazi
virtuali (mediante il portale web www.latiumadiectum.it) e delle
occasioni reali affinché il mondo della ricerca scientifico-erudita
e un’utenza sempre più variegata, accademica ed extra-accademica,
possano incontrarsi e interagire, attraverso formule che, senza
rinnegare gli strumenti tradizionali, tengano conto delle nuove
tecnologie e dei tempi che cambiano. |