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Cosa certamente meritoria è l’aver
dedicato una strada comunale all’insigne studioso benedettino Angelo
Pantoni. Le sue scrupolose ricerche, le sue numerose pubblicazioni,
fondamentali per la conoscenza dell’arte e della storia della Terra
Sancti Benedicti, i suoi preziosi elaborati che hanno consentito la
ricostruzione di Montecassino all’insegna del “com’era, dove era”,
le sue eccezionali doti umane e culturali lo hanno posto tra i
grandi del XX secolo cassinese. Dunque l’intitolazione era quanto
meno doverosa: a testimoniarlo è stato il livello elevato, per
partecipanti e per luogo (Museo archeologico), della cerimonia di
intitolazione del 12 giugno scorso.
Noi del CDSC ne siamo stati fautori già dal 2002 quando lo
proponemmo al Comune di Cassino tramite il sottoscritto, che era
membro della Commissione per la Toponomastica – alla quale presentai
la proposta e la relativa motivazione – e, successivamente,
avanzammo richiesta ufficiale anche a nome dell’Archeoclub di
Cassino con la sua presidente prof. Maria Laura Santoro Masia (vd.
Studi Cassinati, n. 1/2002, pag. 49). Quasi contestualmente
avanzammo e portammo a conclusione, con la collaborazione della
Soprintendenza Archeologica e del direttore del museo, arch. Silvano
Tanzilli, l’intitolazione dello stesso museo all’archeologo
Gianfilippo Carettoni.
La pratica di Pantoni non ebbe seguito perché da parte del Comune
non ci fu uguale interesse. Ora ha ripreso l’iniziativa la sezione
“Latium Novum - Cassino” dell’Archeoclub ed è riuscendo a portarla a
termine grazie al dinamismo dell’attuale presidente, prof. Ione
Vettese; peccato che gli amici dell’Archeoclub non abbiano ricordato
la loro (e nostra) precedente iniziativa; ma non è questo un
problema: l’importante è che le cose si facciano, senza cercare
attribuzione di meriti e di primogeniture che non servono a nulla.
Dunque anche noi del CDSC siamo grati all’Archeoclub.
Il problema, semmai, è un altro: per l’intitolazione si è scelta una
via che, mentre voleva essere altamente significativa e simbolica
(in piena area archeologica dell’antica Casinum), in realtà è senza
abitazioni e relativi numeri civici, dunque destinata ad essere
segnalata solo da una targa che, col tempo, finirà per scomparire,
così come è avvenuto per quella posta sulla stessa via e che alla
fine è stata anche dimenticata.
Sì, proprio così: l’attuale via Angelo Pantoni era già stata
intitolata alla benefattrice casinate Ummidia Quadratilla con
delibera del Consiglio comunale di Cassino n. 7/8 del 7 gennaio
1961, dove si legge: “Via Ummidia Quadratilla - da via Roma a via
Crocifisso-Campo di Porro”. Quella dedica fu assolutamente
opportuna, sia per il luogo che per l’importanza del personaggio – a
lei si devono i più importanti monumenti archeologici dell’antica
Casinum: l’anfiteatro, il mausoleo, un tempio scomparso, ecc. –. Ora
si sacrifica quella memoria per non aver voluto individuare altra
via al centro della città, dove, lì sì, avrebbe trovato adeguata ed
onorevole collocazione la memoria di don Angelo. E, probabilmente,
lo stesso D. Angelo non sarebbe d’accordo con questa scelta, che,
oltre a non gratificarlo, cancella la memoria di Ummidia.
Forse è il caso di segnalare come l’illustre benedettino la pensasse
circa i suoi meriti di studioso. Lo si desume da una lettera che
scrisse al nostro presidente, prof. Giovanni Petrucci, nel 1975,
riguardo al suo libro sulla storia di Vallerotonda; in data 4
novembre scriveva a chiusura della lettera: “Chiedo che dopo la mia
morte mi sia dedicata una targa stradale [in Vallerotonda - n.d.r.],
come storico del luogo, e volentieri lascio a Lei la realizzazione
del proposito, che, se effettuato, placherà i miei Mani ...”.
Questo è un messaggio anche per il sindaco di Vallerotonda.
In definitiva, quello di scegliere un sito simbolicamente
significativo per D. Angelo appare come una scorciatoia per non
cercare una via nel centro urbano.
Ma, nihil novi, qualcosa di simile è già accaduto con l’insigne
scultore sangermanese Luca Lancia, che aveva operato alla corte
delle famiglie reali europee nel sec. XVI, per il quale era stata
proposta, in commissione per la toponomastica, l’intitolazione del
piazzale/parcheggio del mercato coperto e che, alla fine, vide
attribuirsi una strada alla periferia di Caira.
Emilio Pistilli |