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Nel nome di Erchemperto
Giornata di Studi sul cronista benedettino a Conca della Campania e a Teano
di
Ferdinando Corradini

Erchemperto – come lascia intuire il nome – era un longobardo, che vestì il saio benedettino. Scarsissime sono le notizie che si hanno di lui, in quanto visse nel IX secolo, periodo di cui scarseggiano le fonti. Era originario, con ogni probabilità, di Castel Pilano, località da collocare nell’odierno territorio del Comune di Conca della Campania. Scrisse, basandosi su ciò che aveva udito e visto di persona – com’egli stesso riferisce – una Historiola Langobardorum Beneventi, che, continuando la Historia Langobardorum di Paolo Warnefrido, più noto come Paolo Diacono, anch’egli monaco benedettino, narra gli avvenimenti dal 774 (fine del Regno longobardo del Nord Italia) all’888 (probabile anno di morte del Nostro) e rappresenta l’unica fonte storica esistente relativa a quel periodo per la Longobardia minore, come solitamente si indica il Ducato di Benevento. Vi è da aggiungere che la Historiola di Erchemperto costituisce l’unica fonte storica relativa al periodo anche per la Terra di Lavoro, o, per essere più precisi, Liguria, com’egli stesso la indica.
Sabato 31 gennaio, organizzata dall’Associazione Erchemperto di Teano e dal Comune di Conca della Campania, si è tenuta in Terra di Lavoro una giornata di studi sul tema Alla ricerca del Cronista: i luoghi di Erchemperto. I lavori hanno avuto inizio alle ore 10 presso il salone della Pro-Loco di Conca della Campania e sono stati aperti dal dott. Claudio Gliottone dell’Associazione Erchemperto, da un saluto del Sindaco, Domenico Cinquegrana, e dal benvenuto di Diego Di Salvo a nome della Pro-Loco. A seguire ha tenuto una relazione la dr.ssa Mariavittoria Riccio dal titolo Le possibili localizzazioni di Castel Pilano, località da posizionare nel territorio di Conca, in cui, con ogni probabilità, è nato Erchemperto. Subito dopo ha preso la parola Dom Faustino Avagliano, Archivista di Montecassino, il quale ha relazionato su Le pergamene più antiche riguardanti Teano conservate nell’Archivio di Montecassino; da tale relazione abbiamo avuto modo di apprendere quanto sia ricco il patrimonio pergamenaceo relativo al centro sidicino conservato nell’Archicenobio fondato da San Benedetto. L’illustre relatore ha dato un annunzio che ha suscitato l’entusiasmo dei presenti: tale patrimonio sarà fruibile anche per coloro che hanno scarsa dimestichezza con le antiche grafie, in quanto sarà presto pubblicato.
Alle ore 12,30 i partecipanti al convegno si sono spostati di poco, per portarsi nella piazza principale del paese, in precedenza denominata “del Castello”, che è stata intitolata a Erchemperto, previo scoprimento della relativa targa marmorea, affissa a quel che resta dei bastioni dell’antico maniero. Il Sindaco ha tenuto un discorso in cui ha dato prova di una conoscenza non comune delle vicende del passato del territorio. Subito dopo, i partecipanti al convegno hanno avuto modo di apprezzare la generosa ospitalità dell’Amministrazione comunale di Conca presso il ristorante “La Rambla”.
La ripresa dei lavori era fissata per le ore 15 presso l’antica chiesa di San Benedetto di Teano. Tale appuntamento, però, ha subito un piccolo slittamento in quanto Dom Faustino Avagliano, trovandosi in questi luoghi così ricchi di Storia, ha voluto concedersi un “fuoriprogramma”, al quale abbiamo avuto il privilegio di partecipare. Trovandoci alla guida dell’autovettura sulla quale ha viaggiato Dom Faustino nel trasferimento da Conca a Teano, ci siamo sentiti chiedere di raggiungere il convento dei Francescani, intitolato a S. Antonio, posto su una collina dalla quale si gode una vista magnifica sul centro sidicino. Qui giunti, abbiamo avuto modo di capire e di apprezzare il motivo della improvvisa digressione: durante l’ultima guerra in tale convento alloggiavano numerosi militari tedeschi della divisione Goering. Uno di questi, il capitano medico Massimiliano Becker, si recò a Montecassino, insieme con il Guardiano del convento Padre Carcaterra e con il Padre Califano, per proporre all’abate Diamare il piano di salvataggio delle opere d’arte di Montecassino, che fu, poi, provvidenzialmente attuato. Dom Faustino, inatteso quanto gradito ospite, è stato accolto da un Padre francescano il quale ci ha guidati nel convento. L’incontro fra i rappresentanti dei due Ordini monastici, che tanto hanno dato alla nostra Religione e alla nostra Cultura, in definitiva alla nostra Identità, è stato ispirato alla massima semplicità. Né poteva essere diversamente, ove si consideri che i Padri fondatori degli Ordini stessi, nella loro vita terrena, non hanno fatto altro che predicare e praticare l’umiltà.
Frettolosamente abbiamo quindi raggiunto la chiesa di San Benedetto, posta nel centro storico di Teano. Qui, i rappresentanti dell’associazione Erchemperto sono stati ben lieti di accettare le scuse per il ritardo presentate loro da Dom Faustino, lusingati dall’apprendere (o ricordare) di un ulteriore, profondo quanto significativo, legame fra la loro antica città e Montecassino. Ha avuto, quindi, inizio la visita guidata dalla professoressa Carmen Autieri, la quale con estrema chiarezza ha riepilogato le vicende della chiesa e dei Benedettini di Teano, uno dei quali fu quell’Erchemperto, protagonista della giornata di studi. Alla fine dell’esposizione, siamo rimasti ad ammirare la chiesa: un vero gioiello dell’architettura medievale, realizzato, per lo più, con materiali provenienti da Teanum Sidicinum, che, come ci ha spiegato la prof.ssa Autieri, con ogni probabilità, era la cappella palatina dei Conti longobardi di Teano. Tale gioiello, però, non è fruibile dal pubblico, in quanto si trova in restauro dal 1968. La compagnia si è quindi trasferita presso il monastero benedettino di clausura di S. Caterina per il prosieguo dei lavori, moderati dal dott. Claudio Gliottone. Ha, quindi, preso la parola il sindaco di Teano, ing. Raffaele Picierno, il quale ha espresso il proprio compiacimento per l’iniziativa, assicurando il sostegno dell’Amministrazione comunale per futuri simili progetti. È stata, quindi, la volta di Pasquale Giorgio, presidente dell’Associazione Erchemperto, il quale, fra l’altro, ha annunziato la prossima pubblicazione di scritti di soci dell’Associazione: il Repertorio Bibliografico di Teano dell’avv. Guido Zarone, nonché Teano longobarda della prof.ssa Carmen Autieri. Il prof. Federico Marrazzi, docente di Archeologia Medievale nell’Università Suor Orsola Benincasa, ha quindi relazionato, coinvolgendo la platea parlando a braccio per cinquanta minuti, su Insediamento e territorio nella Campania settentrionale al tempo di Erchemperto: note preliminari. Nel suo appassionante intervento il prof. Marrazzi ha anche evidenziato come in Italia l’Archeologia medievale stia ancora muovendo i primi passi, dal momento che per secoli l’interesse degli studiosi è stato concentrato sul periodo romano. Le Conclusioni della giornata sono state svolte, da par suo, dal prof. Gerardo Sangermano, docente di Storia Medievale nell’Università di Salerno, allievo e continuatore dell’opera di Nicola Cilento, il quale dedicò la propria vita allo studio della Longobardia minore. Con un nome di chiara derivazione longobarda e un cognome che ci richiama la denominazione medievale di Cassino, nessuno avrebbe potuto coronare la giornata meglio di lui.
A noi non resta che evidenziare le profonde radici culturali che ci uniscono e ci legano indissolubilmente al comprensorio teanese, nel nome e nelle vicende di Erchemperto, dei Benedettini, dei Longobardi, della Terra di Lavoro.


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