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Cassino 20 giugno 1929: il principe ereditario a Montecassino e Cassino
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Umberto di Savoia
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Abate Don Gregorio Diamare
all'epoca abate di Montecassino
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Nel clima della festa per il XIV centenario della fondazione di
Montecassino e per 1avvenuta conciliazione tra Stato e Chiesa, dopo il Duca
dAosta, giunse in visita allabbazia di Montecassino Umberto di Savoia,
Principe ereditario e numero due della Casa regnante dopo il Re Vittorio Emanuele
III. Se
la visita del 5 maggio 1903 resta quella più importante che ebbe maggior risonanza fra
tutte le visite di un membro di Casa Savoia nel Cassinate, quella del Principe di Piemonte
del 20 giugno 1929 resta la più solenne per la forma del ricevimento usatogli dai monaci
di Montecassino. Ciò era naturalmente la conseguenza dellavvenuta conciliazione per
cui la Chiesa cattolica metteva in atto certi accorgimenti, come 1uso del
baldacchino per ricevere 1ospite, prima impossibili a causa del1attrito
formalmente mai venuto meno fra le parti, nonostante la religiosità di molti componenti
di. Casa Savoia (oltre al futuro Umberto II si pensi soprattutto alla Regina Margherita) e
una certa larghezza di vedute dei monaci di Montecassino: la Santa Sede non ammetteva che
si transigesse su certi argomenti. Laccoglienza fatta a Umberto di Savoia nel 1929
richiama alla mente il privilegio dellabito bianco riservato alle Regine cattoliche
quando vengono ricevute dal Papa.Nei giorni precedenti la visita a Montecassino Umberto di
Savoia era a Napoli dove visito, fra 1entusiasmo indescrivibile della folla, le zone
sinistrate dalla lava del Vesuvio:durante la visita la folla delirante, ad un certo punto,
ruppe i cordoni dei carabinieri e circondo la macchina del Principe per esprimergli tutta
la propria simpatia. Alle ore 7.30 del 20 giugno 1929 il Principe di Piemonte lascio
Napoli e due ore dopo il treno reale arrivo alla stazione di Cassino.Umberto di Savoia era
accompagnato dal generale Clerici e dallufficiale dordinanza Sovera e fu
ricevuto alla stazione dal prefetto di Frosinone Spano, dal commissario prefettizio
Ferrero, dal segretario del fascio Martoni, dal senatore Tosti di Valminuta presidente del
comitato per il XIV centenario benedettino, dal canonico Valle, dal vice questore Cosenza
e dal tenente colonnello Roberti. Il Principe prese posto su unautomobile scoperta e
passo fra due ali di folla, schierata ai lati della strada, che applaudiva ed elevava
grida festose allindirizzo del1augusto ospite. Oltre ai cassinesi erano
presenti molte persone venute dai paesi vicini. Lungo la strada per Montecassino
cerano, ogni tanto, gruppi di persone che salutavano a capo scoperto. La macchina
giunse allabbazia qualche minuto dopo le ore 10 e trovo 1abate don Gregorio
Diamare e la comunità benedettina che già attendevano 1ospite. Allingresso
della scala regia 1abate bacio la mano di Umberto di Savoia, dopo averlo ossequiato,
e si pose alla sua sinistra. Si formo il corteo preceduto dagli alunni del collegio,
mentre il Principe procedeva sotto il baldacchino giallo dorato retto da sei aste. Nel
cortile del Bramante erano schierati gli alunni del seminario in uni- forme. Il corteo
sali lentamente il grande scalone e, attraverso il chiostro dei benefattori si fermo
vicino alla porta della chiesa dove 1abate benedisse con un aspersorio
dargento il Principe ed il suo seguito. In chiesa, dopo una breve preghiera nella
cappella del Santissimo, inizio il solenne pontificale celebrato dallabate in trono
dal lato dellepistola, mentre Umberto di Savoia prese posto di fronte lato
del vangelo su un tronetto rosso con a fianco il cerimoniere benedettino padre
Basilio. In chiesa furono ammesse tutte le persone che arrivavano a Montecassino: fu
presente anche un gruppo di contadini. Allorgano don Mariano Jaccarino. Al la fine
del la solenne cerimonia» sode un canto nuovo. S. E. Diamare intona il
Pro-Rege: per il Re, per la Regina, per il Principe Umberto, per la Reale
Famiglia e per 1Italia. E la prima volta, dopo sessantanni, che in
Montecassino si leva la preghiera propiziatoria: la conciliazione ha visto qui nella
Badia, che fervidamente 1auspico, il primo incontro tra il Nunzio Pontificio e un
ministro del Re; e stamane, a ratifica avvenuta, la prece se innalzata alla presenza
sacra di un Principe di Casa Savoia».Don Gregorio Diamare poteva cantare liberamente
1inno per il Re che il suo predecessore don Simplicio Pappalettere aveva dovuto
cantare quasi di nascosto nel 1861 attirando su di se i dissapori del presidente della
congregazione cassinese residente a Roma.Dopo la cerimonia il Principe ereditario usci
dalla chiesa e passo tra due ali di seminaristi che cantavano 1inno a San Benedetto
composto dai monaci di Montecassino. Poi passo con il seguito nellappartamento reale
dove venne servita la colazione. Dopo breve riposo visito la badia trattenendosi in modo
particolare nella mostra organizzata per il centenario della fondazione del monastero: ivi
ammiro soprattutto codici cinquecenteschi della scuola fiorentina, gli incunaboli, alcune
bolle e le prime edizioni a stampa. Umberto di Savoia, dopo aver espresso il suo
compiacimento per il lavoro dei monaci, lascio la badia alle ore 16, ossequiato
dallabate Diamare e dal priore Winspeare . Mezzora circa di percorso e il
Principe giunse a Cassino che si presento gremita di folla con bandiere ed arazzi alle
finestre; i balconi erano carichi di persone che rovesciarono sullospite una pioggia
di fiori, mentre la gente applaudiva freneticamente tributando ad Umberto di Savoia tutto
il suo affetto e tutta la sua ammirazione. Allingresso della mostra che era stata
allestita a Cassino erano disposte le più belle fanciulle del Cassinate vestite in
costume: costumi di Atina, Frosinone, Arce, Casalvieri, Pontecorvo, San Vittore del Lazio,
Sora, Settefrati, Fontechiari, Alvito, Esperia. Nelle sale della mostra il Principe si
interesso allarte sacra poi, sempre seguito dalla gente festante, visito il
padiglione delle terre redente con la prima guerra mondiale, quel lo della manifattura dei
tabacchi ove ammiro una macchina in grado di confezionare 600 sigarette al1ora, la
mostra retrospettiva del pittore Antonio Tomassi e gli altri stands. "Infine S.
Altezza passa nel salone dei ricevimenti, ove gli viene offerto un the. Il Conte Tosti di
Valminuta gli porge 1omaggio del Comitato e lo prega di accettare una medaglia
doro appositamente coniata. Il Commissario Prefettizio a sua volta gli porge
1omaggio del comune: una artistica targa di S. Benedetto". Al le ore 17 Umberto
di Savoia riparti e fu seguito da una folla compatta fino alla stazione fra sventolii di
fazzoletti e grida i evviva. La sera segui la premiazione dei costumi: il primo premio,
consistente in una medaglia dargento, andò a Casalvieri e Pontecorvo; il secondo
premio andò a Esperia, Atina e San Vittore del Lazio; il terzo premio a Campoli,
Alvito,
Roccadevandro e Fontechiari.
Testo e immagini da "I SAVOIA A
CASSINO" di Liugi SERRA
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