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10 settembre 2010
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Cassino 20 giugno 1929: il principe ereditario a Montecassino e Cassino

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Umberto di Savoia

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Abate Don Gregorio Diamare
all'epoca abate di Montecassino

Nel clima della festa per il XIV centenario della fondazione di Montecassino e per 1’avvenuta conciliazione tra Stato e Chiesa, dopo il Duca d’Aosta, giunse in visita all’abbazia di Montecassino Umberto di Savoia, Principe ereditario e numero due della Casa regnante dopo il Re Vittorio Emanuele III. Se la visita del 5 maggio 1903 resta quella più importante che ebbe maggior risonanza fra tutte le visite di un membro di Casa Savoia nel Cassinate, quella del Principe di Piemonte del 20 giugno 1929 resta la più solenne per la forma del ricevimento usatogli dai monaci di Montecassino. Ciò era naturalmente la conseguenza dell’avvenuta conciliazione per cui la Chiesa cattolica metteva in atto certi accorgimenti, come 1’uso del baldacchino per ricevere 1’ospite, prima impossibili a causa del1’attrito formalmente mai venuto meno fra le parti, nonostante la religiosità di molti componenti di. Casa Savoia (oltre al futuro Umberto II si pensi soprattutto alla Regina Margherita) e una certa larghezza di vedute dei monaci di Montecassino: la Santa Sede non ammetteva che si transigesse su certi argomenti. L’accoglienza fatta a Umberto di Savoia nel 1929 richiama alla mente il privilegio dell’abito bianco riservato alle Regine cattoliche quando vengono ricevute dal Papa.Nei giorni precedenti la visita a Montecassino Umberto di Savoia era a Napoli dove visito, fra 1’entusiasmo indescrivibile della folla, le zone sinistrate dalla lava del Vesuvio:durante la visita la folla delirante, ad un certo punto, ruppe i cordoni dei carabinieri e circondo la macchina del Principe per esprimergli tutta la propria simpatia. Alle ore 7.30 del 20 giugno 1929 il Principe di Piemonte lascio Napoli e due ore dopo il treno reale arrivo alla stazione di Cassino.Umberto di Savoia era accompagnato dal generale Clerici e dall’ufficiale d’ordinanza Sovera e fu ricevuto alla stazione dal prefetto di Frosinone Spano, dal commissario prefettizio Ferrero, dal segretario del fascio Martoni, dal senatore Tosti di Valminuta presidente del comitato per il XIV centenario benedettino, dal canonico Valle, dal vice questore Cosenza e dal tenente colonnello Roberti. Il Principe prese posto su un’automobile scoperta e passo fra due ali di folla, schierata ai lati della strada, che applaudiva ed elevava grida festose all’indirizzo del1’augusto ospite. Oltre ai cassinesi erano presenti molte persone venute dai paesi vicini. Lungo la strada per Montecassino c’erano, ogni tanto, gruppi di persone che salutavano a capo scoperto. La macchina giunse all’abbazia qualche minuto dopo le ore 10 e trovo 1’abate don Gregorio Diamare e la comunità benedettina che già attendevano 1’ospite. All’ingresso della scala regia 1’abate bacio la mano di Umberto di Savoia, dopo averlo ossequiato, e si pose alla sua sinistra. Si formo il corteo preceduto dagli alunni del collegio, mentre il Principe procedeva sotto il baldacchino giallo dorato retto da sei aste. Nel cortile del Bramante erano schierati gli alunni del seminario in uni- forme. Il corteo sali lentamente il grande scalone e, attraverso il chiostro dei benefattori si fermo vicino alla porta della chiesa dove 1’abate benedisse con un aspersorio d’argento il Principe ed il suo seguito. In chiesa, dopo una breve preghiera nella cappella del Santissimo, inizio il solenne pontificale celebrato dall’abate in trono dal lato dell’epistola, mentre Umberto di Savoia prese posto di fronte – lato del vangelo – su un tronetto rosso con a fianco il cerimoniere benedettino padre Basilio. In chiesa furono ammesse tutte le persone che arrivavano a Montecassino: fu presente anche un gruppo di contadini. All’organo don Mariano Jaccarino. Al la fine del la solenne cerimonia» s’ode un canto nuovo. S. E. Diamare intona il ’Pro-Rege’: per il Re, per la Regina, per il Principe Umberto, per la Reale Famiglia e per 1’Italia. E’ la prima volta, dopo sessant’anni, che in Montecassino si leva la preghiera propiziatoria: la conciliazione ha visto qui nella Badia, che fervidamente 1’auspico, il primo incontro tra il Nunzio Pontificio e un ministro del Re; e stamane, a ratifica avvenuta, la prece s’e innalzata alla presenza sacra di un Principe di Casa Savoia».Don Gregorio Diamare poteva cantare liberamente 1’inno per il Re che il suo predecessore don Simplicio Pappalettere aveva dovuto cantare quasi di nascosto nel 1861 attirando su di se i dissapori del presidente della congregazione cassinese residente a Roma.Dopo la cerimonia il Principe ereditario usci dalla chiesa e passo tra due ali di seminaristi che cantavano 1’inno a San Benedetto composto dai monaci di Montecassino. Poi passo con il seguito nell’appartamento reale dove venne servita la colazione. Dopo breve riposo visito la badia trattenendosi in modo particolare nella mostra organizzata per il centenario della fondazione del monastero: ivi ammiro soprattutto codici cinquecenteschi della scuola fiorentina, gli incunaboli, alcune bolle e le prime edizioni a stampa. Umberto di Savoia, dopo aver espresso il suo compiacimento per il lavoro dei monaci, lascio la badia alle ore 16, ossequiato dall’abate Diamare e dal priore Winspeare . Mezz’ora circa di percorso e il Principe giunse a Cassino che si presento gremita di folla con bandiere ed arazzi alle finestre; i balconi erano carichi di persone che rovesciarono sull’ospite una pioggia di fiori, mentre la gente applaudiva freneticamente tributando ad Umberto di Savoia tutto il suo affetto e tutta la sua ammirazione. All’ingresso della mostra che era stata allestita a Cassino erano disposte le più belle fanciulle del Cassinate vestite in costume: costumi di Atina, Frosinone, Arce, Casalvieri, Pontecorvo, San Vittore del Lazio, Sora, Settefrati, Fontechiari, Alvito, Esperia. Nelle sale della mostra il Principe si interesso all’arte sacra poi, sempre seguito dalla gente festante, visito il padiglione delle terre redente con la prima guerra mondiale, quel lo della manifattura dei tabacchi ove ammiro una macchina in grado di confezionare 600 sigarette al1’ora, la mostra retrospettiva del pittore Antonio Tomassi e gli altri stands. "Infine S. Altezza passa nel salone dei ricevimenti, ove gli viene offerto un the. Il Conte Tosti di Valminuta gli porge 1’omaggio del Comitato e lo prega di accettare una medaglia d’oro appositamente coniata. Il Commissario Prefettizio a sua volta gli porge 1’omaggio del comune: una artistica targa di S. Benedetto". Al le ore 17 Umberto di Savoia riparti e fu seguito da una folla compatta fino alla stazione fra sventolii di fazzoletti e grida i evviva. La sera segui la premiazione dei costumi: il primo premio, consistente in una medaglia d’argento, andò a Casalvieri e Pontecorvo; il secondo premio andò a Esperia, Atina e San Vittore del Lazio; il terzo premio a Campoli, Alvito, Roccadevandro e Fontechiari.

Testo e immagini da "I SAVOIA A CASSINO" di Liugi SERRA 


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