|
Il restauro

Planimetria del teatro (da Carettoni 1939)
|
| Prima
fase del restauro 1936 - Prof.
Carettoni
|
|
|
|
I primi scavi del 1936
opera del Prof. Carettoni e i restauri del Prof. Jacopi del 1962
hanno interessato la cavea e la scena. Per la realizzazione del
parcheggio, per gli espropri e l'abbattimento di 7 abitazioni e per
la messa in luce della restante parte dei portici e dell'adiacente
strada romana, sono stati necessari 13 anni di grande impegno dei
progettisti, dei tecnici comunali e delle diverse Amministrazioni
che si sono succedute.
L'importanza del monumento e l'entità del lavoro eseguito da
studiosi e restauratori meritano una valorizzazione che consenta di
far riscoprire ai cittadini ed ai visitatori di Cassino una pagina
della storia locale per troppo tempo misconosciuta sovrastata dal
plurisecolare percorso religioso, storico ed umano dell'Abbazia e
della drammaticità degli eventi bellici.
Assessore
alla Cultura
Iris Volante
|
Gianfilippo
Carettoni ha legato in maniera indelebile il suo nome alla
riscoperta e valorizzazione del teatro romano di Cassino. Gli scavi
da lui effettuati nel 1936 e gli studi pubblicati successivamente,
tra i quali spicca il saggio Casinum,
opera fondamentale per la conoscenza dell'archeologia cassinate, ne
fanno certamente un benemerito della città di Cassino. Tuttavia non
molti sanno che all’impegno scientifico dello studioso si unì un
altro cospicuo impegno economico della famiglia Carettoni. In
una noticina in calce alla prima pagina del libro Il
teatro romano di Cassino, del 1939, si legge: "La
zona del teatro, espropriata, venne donata al Comune da un privato
che contribuì anche per un terzo alla spesa di scavo; gli altri due
terzi furono assunti dall'Amministrazione Provinciale di Frosinone".
È sempre parsa strana l'omissione del nome del prodigo
"privato". Conoscendo lo stile dell'insigne studioso ci si
sarebbe aspettato che desse pubblicamente ragione di quell'atto di
generosità indicandone l'autore.
Solo di recente, dopo aver preso visione delle carte relative a
Cassino nell’archivio di casa Carettoni, tutto ci è apparso
chiaro.
Nel 1934 Cassino rientrava nella competenza archeologica di Napoli.
Il 13 gennaio di quell'anno il Soprintendente alle Antichità, prof.
Amedeo Maiuri, intenzionato ad iniziare gli scavi nell'area del
teatro romano, scrisse al Gr. Uff. Alessandro Carettoni, padre di
Gianfilippo e uomo di spicco in quel tempo, di aver approntato una
perizia tecnica per i lavori necessari alla sistemazione dell'area
archeologica di Cassino. Tale perizia prevedeva una spesa di lire
50.000 per espropri dei terreni ed impianto del cantiere per lo
scavo e la sistemazione del teatro; parte di quella somma sarebbe
stata a carico del Carettoni, secondo precedenti accordi; il
Ministero ed il comune avrebbero completato le opere di isolamento
per l'anfiteatro e la tomba di Ummidia con un contributo di lire
85.000.
Il 20 aprile 1934 gli eredi di Angelo Pignatelli di Cassino
(Ernestina, Giulio, Umberto e Antonio) vendettero al Comune la
particella n. 179 (f. 31) di 11 are e 39 ca. relativa all'area del
teatro romano, con atto n. 47 a firma del segretario comunale
(registrato in Cassino il 2 ottobre al n. 231 – questo risulta
dall'Archivio di Stato di Frosinone): si trattò solo di uno dei
vari espropri.
L'importo di tale vendita e quelli relativi ad altri lotti
confinanti furono saldati, almeno in parte, dalla famiglia Carettoni.
Ce lo dimostra una lettera del Podestà Emilio di Giovanni ad
Alessandro Carettoni in data 15 maggio; vale la pena riportarla:
"Anche a nome della cittadinanza di Cassino, porgo a V. S. l'espressione
del compiacimento più vivo e i ringraziamenti più fervidi per la
generosa donazione di quanto sarà necessario per rimettere in luce
i ruderi del Teatro Romano. L'offerta, che dimostra lo squisito
amore di V.S. e del Suo Sig. figlio Gianfilippo per l'arte e la
storia di Roma, è stata da me accettata con apposito atto
deliberativo a forma di legge e perché ne rimanga durevole traccia.
Con distinta stima - firma".
Ulteriore conferma ci viene da una nota dell'Istituto Italiano di
Credito Marittimo con cui si comunica che in data 18 maggio è stata
prelevata dal conto del Carettoni la somma di 5.966.20 lire a favore
dell'Esattoria di Cassino del Banco di S. Spirito: un ulteriore
versamento di £. 10.000 è confermato da altre lettere del Maiuri
in data 24 agosto e 13 settembre. Complessivamente il contributo del
Carettoni sarà pari ad un terzo della spesa per la sistemazione del
Teatro: è lo stesso Gianfilippo a confermarcelo nella citata nota
del suo libro.
Ecco allora spiegata la ragione della
mancata indicazione, da parte di Carettoni, del nome del generoso
"privato": non gli sembrò molto elegante rendere pubblico
merito a se stesso e alla sua famiglia. In questo probabilmente fu
condizionato anche dalla volontà del padre, il quale, tra l'altro,
finanziò in maniera del tutto anonima i lavori di recupero del
tempio di Vesta a Roma.
Ma
quel gesto di estrema riservatezza non fu l'unico: nella storia del
nostro Teatro figura una lettera del Ministero dell'Educazione
Nazionale al Gr. Uff. Alessandro Carettoni che non richiede
commenti: "Oggetto: Cassino = Esproprio = Scavi e
sistemazione dei monumenti romani. Il
Ministero nel ringraziare vivamente la S.V. per il generoso
contributo erogato a favore della sistemazione dei monumenti romani
di Cassino, assicura che, giusta il desiderio espresso da V. S., non
verrà fatto alcun nome in un eventuale comunicato per la stampa".
Siamo noi ora che contravveniamo a tale desiderio: ma ci pare
doveroso.
Ma perché tanto interessamento di Alessandro Carettoni e suo figlio
per i monumenti di Cassino? Possiamo solo ipotizzare che esso era
connesso con gli studi di Gianfilippo, che in quell'anno si laureò
presso l'Università di Roma con una tesi proprio sulle antichità
della città. Tale interesse, poi, si concretizzò ulteriormente con
gli incarichi ufficiali da parte della Soprintendenza.
Pubblichiamo queste note adottando l'espressione del podestà Di
Giovanni: perché ne rimanga
durevole traccia.
|
Testo tratto dal Periodico
"Studi Cassinati" Anno I n° 3
Ogni uso pubblico del contenuto di STUDI
CASSINATI dovrà essere preventivamente autorizzato dal CDSC
|
|
|
|
Seconda fase del
restauro 1962 -
Prof Jacopi
|
|
|
|

Il teatro in corso di restauro: aprile 1962
|
|
|
|
Terza fase del restauro
2000 -
Arch. Tanzilli
|
|
|
|
Il
restauro del teatro romano di Cassino
Il progetto di Tanzilli e Volante prevede anche il recupero e la
valorizzazione dell'intera area dell'antica Casinum con un museo
all'aperto
|
Veduta della Cavea
lato sud-ovest
|
Tra
le grandi opere che stanno per avere inizio a Cassino (attuazione
dell'Obiettivo 2) va segnalato il recupero del teatro romano. Si
tratta di un intervento, urgente per via del degrado nel quale versa
la struttura, ma anche vivamente atteso per il rilancio delle
attività culturali e turistiche della Città Martire.
La progettazione è stata affidata all'architetto Silvano
Tanzilli, direttore del locale museo archeologico, e
all'ingegnere Luigi Volante
da Cassino; la competenza per la parte scenografica è del prof.
Tommaso Polidoro.
La
spesa prevista dal progetto esecutivo, 1° e 2° stralcio, è di due
miliardi e 900 milioni di lire. La gara di appalto è stata vinta
dall'impresa EURIS di Napoli
con un ribasso di circa il 20% su base d'asta.
Il
sito
L'area attorno al teatro è
di proprietà comunale ed è vincolata con la legge 1089 del 1939;
si ricorderà che di recente, in seguito ad esproprio, sono state
abbattute delle abitazioni private che erano state costruite a
ridosso della struttura; ciò ha consentito un importante recupero
di suolo pubblico, destinato per lo più a parcheggio.
Altre due case private sono ancora ad immediato contatto con il
teatro sul lato nord; una sola di esse sarà abbattuta mentre
l'altra sarà parzialmente utilizzata come locale di servizio; ma
per questa zona e per le altre interessate dal progetto si attende
un nuovo esproprio che comporterà una spesa di 290 milioni (già
compresi nelle somme a disposizione).
Al riguardo i progettisti sono più precisi.
"Nella zona si notano i ruderi sporadici della cosiddetta villa
Petrarcone, andata oramai completamente persa , nonché un tratto di
parte di strada basolata romana, della lunghezza di circa 75 metri,
a servizio del teatro. Vi sono inoltre alcuni cunicoli che si
incuneano nel pendio e che avevano la funzione di scolo delle acque.
La zona Nord, immediatamente a contatto con il teatro, è in parte
occupata da due fabbricati di proprietà privata, mentre
la restante parte è costituita dall’area di risulta dei
fabbricati gia demoliti , nella quale sono visibili materiali
archeologici sparsi e i resti del portico postscaenium".
Il
restauro
L'intervento di restauro, si
legge nella relazione allegata al progetto, tende "alla
integrazione delle parti mancanti per una migliore facilità di
lettura [ … ] alla restituzione dell’unità stilistica,
procedendo in termini di reintegrazione e di restituzione
dell’immagine, mediante una minima ma scrupolosa ricomposizione
delle parti mancanti filologicamente accertate", mantenendone,
tuttavia, "i resti pervenutici ma facilitandone la lettura
attraverso l’inserzione di parti necessarie a ricucire tra loro
gli elementi originali e rendere così unitaria la logica
dell’organismo". Con tali criteri saranno reintegrati il
portico destro del postscaenium e la strada romana parallela al lato est dell'edificio,
naturalmente dopo uno scavo archeologico di quelle aree.
Le varie fasi dei lavori di restauro prevedono l'abbattimento
dell'abitazione da espropriare, il diserbo, la rimozione e
l'imballaggio del materiale archeologico di grosse dimensioni, il
consolidamento e le riprese delle strutture murarie con blocchi in
opera quadrata, opera reticolata o mattoncini (a seconda dei casi),
il rinforzo della parte alta dei muri di coronamento della cavea e
della galleria nonché delle murature laterali della parte bassa
occupata dalla scena, il completamento delle pavimentazioni, il
consolidamento e il restauro degli intonaci originali e delle
decorazioni pittoriche.
Particolare
attenzione sarà dedicata al palcoscenico, che avrà un andamento
rettangolare secondo l'antica scena (m. 36 x 5.60). La struttura in
elevazione, pilastri e travi, sarà realizzata in acciaio
"completamente indipendente e autonoma dalle murature romane
della scena".
Tutta l'area, comprendente
l’ingresso principale, il teatro,
la zona espositiva, il fabbricato dei servizi e i terreni
alle spalle del teatro, sarà recintata con pannelli di acciaio del tipo “orsogrill” di due metri di altezza posti su un
cordolo di cemento di cm. 20 x 20.
I
servizi
Per la realizzazione dei
servizi connessi all'uso moderno del teatro sarà utilizzato il
fabbricato adiacente, che si affaccia sulla via per Montecassino,
abbattendone i piani superiori e lasciando solo il piano terra ed il
seminterrato.
"Tale inevitabile compromesso – precisano i tecnici – oltre
ad assicurarci i servizi e la base logistica di cui il teatro ha
bisogno, ci permette di aprire almeno parzialmente la visuale al
monumento dalla strada per l’abbazia e nello stesso tempo di avere
sul retro del portico destro del postscaenium unicamente lo skiline
della copertura in laterizio. Il primo piano del fabbricato, dopo la
ristrutturazione, sarà adibito a: hall di ingresso, locale per
ufficio-archivio-vigilanza, n° 3 camerini per attori, n° 2 bagni.
Mentre il piano seminterrato verrà utilizzato come magazzino di
deposito delle attrezzature per gli spettacoli teatrali e delle
attrezzature per la manutenzione dell’area".
La struttura sarà dotata di impianti di
irrigazione, antincendio e servoscala per portatori di handicap.
Museo
all'aperto
L'area dell'ex "Villa
Petrarcone", interessata da cospicui resti archeologici, sarà
destinata a museo all'aperto, con percorsi particolarmente
suggestivi che andranno ad integrare e riequilibrare il contesto
scenografico del complesso teatrale: i percorsi, di cui l'antico
tracciato romano sarà parte integrante, andranno a confluire verso
l'alto in una imponente scala semicircolare che darà accesso ad un
portico belvedere costruito con strutture di acciaio e copertura in
rame con volta a crociera. Tutta la zona del museo all'aperto sarà
destinata ad esposizioni di opere scultoree moderne.
Un'adeguata illuminazione renderà fruibile anche di notte l'intero
complesso.
|
|
Testo di Emilio
Pistilli da "Presenza Xna" del 15 - 01 - 2000
|
|
|