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10 settembre 2010
Storia | II Guerra Mondiale | Cultura | Archeologia | Montecassino | Territorio | Info | 
freccia.gif Anfiteatro romano
freccia.gif Strada lastricata
freccia.gif Porta Campana
freccia.gif Ninfeo Ponari
freccia.gif Ummidia Quadratilla
freccia.gif Sepolcreto
freccia.gif Il ponte di Legnaro
freccia.gif Terme Varroniane
freccia.gif Località Agnone

freccia.gif Il Teatro romano di Cassino
freccia.gif Il restauro
freccia.gif Gianfilippo Carettoni 'Giornale di scavo'
freccia.gif Gaetano Fardelli 'Giornale di scavo'
freccia.gif Massimiliano Valenti

freccia.gif Caratteri generali
freccia.gif Percorso dell’Acquedotto
freccia.gif Lunghezza e struttura dell’Acquedotto
freccia.gif Notizie storiche sull’Acquedotto di Cassino
freccia.gif Ruderi sparsi
freccia.gif Acquedotto
freccia.gif Epoca della costruzione dei due Acquedotti
freccia.gif Notizie Topografiche

freccia.gif Rocca Janula
freccia.gif Il restauro

freccia.gif Informazioni Museo
freccia.gif Museo - Sala I
freccia.gif Museo - Sala II
freccia.gif Museo - Sala III

freccia.gif La statua dell’”EROE”
freccia.gif La 'Domus Romana' di via Montecassino
freccia.gif Scritti inediti di Filippo Ponari



Il restauro

Teatro: Planimetria (da Carettoni 1939).
Planimetria del teatro (da Carettoni 1939)
    

 Prima fase del restauro 1936 - Prof. Carettoni

I primi scavi del 1936 opera del Prof. Carettoni e i restauri del Prof. Jacopi del 1962 hanno interessato la cavea e la scena. Per la realizzazione del parcheggio, per gli espropri e l'abbattimento di 7 abitazioni e per la messa in luce della restante parte dei portici e dell'adiacente strada romana, sono stati necessari 13 anni di grande impegno dei progettisti, dei tecnici comunali e delle diverse Amministrazioni che si sono succedute.
L'importanza del monumento e l'entità del lavoro eseguito da studiosi e restauratori meritano una valorizzazione che consenta di far riscoprire ai cittadini ed ai visitatori di Cassino una pagina della storia locale per troppo tempo misconosciuta sovrastata dal plurisecolare percorso religioso, storico ed umano dell'Abbazia e della drammaticità degli eventi bellici.

Assessore alla Cultura
Iris Volante

Gianfilippo Carettoni ha legato in maniera indelebile il suo nome alla riscoperta e valorizzazione del teatro romano di Cassino. Gli scavi da lui effettuati nel 1936 e gli studi pubblicati successivamente, tra i quali spicca il saggio Casinum, opera fondamentale per la conoscenza dell'archeologia cassinate, ne fanno certamente un benemerito della città di Cassino. Tuttavia non molti sanno che all’impegno scientifico dello studioso si unì un altro cospicuo impegno economico della famiglia Carettoni. In una noticina in calce alla prima pagina del libro Il teatro romano di Cassino, del 1939, si legge: "La zona del teatro, espropriata, venne donata al Comune da un privato che contribuì anche per un terzo alla spesa di scavo; gli altri due terzi furono assunti dall'Amministrazione Provinciale di Frosinone".
È sempre parsa strana l'omissione del nome del prodigo "privato". Conoscendo lo stile dell'insigne studioso ci si sarebbe aspettato che desse pubblicamente ragione di quell'atto di generosità indicandone l'autore.
Solo di recente, dopo aver preso visione delle carte relative a Cassino nell’archivio di casa Carettoni, tutto ci è apparso chiaro.
Nel 1934 Cassino rientrava nella competenza archeologica di Napoli. Il 13 gennaio di quell'anno il Soprintendente alle Antichità, prof. Amedeo Maiuri, intenzionato ad iniziare gli scavi nell'area del teatro romano, scrisse al Gr. Uff. Alessandro Carettoni, padre di Gianfilippo e uomo di spicco in quel tempo, di aver approntato una perizia tecnica per i lavori necessari alla sistemazione dell'area archeologica di Cassino. Tale perizia prevedeva una spesa di lire 50.000 per espropri dei terreni ed impianto del cantiere per lo scavo e la sistemazione del teatro; parte di quella somma sarebbe stata a carico del Carettoni, secondo precedenti accordi; il Ministero ed il comune avrebbero completato le opere di isolamento per l'anfiteatro e la tomba di Ummidia con un contributo di lire 85.000.
Il 20 aprile 1934 gli eredi di Angelo Pignatelli di Cassino (Ernestina, Giulio, Umberto e Antonio) vendettero al Comune la particella n. 179 (f. 31) di 11 are e 39 ca. relativa all'area del teatro romano, con atto n. 47 a firma del segretario comunale (registrato in Cassino il 2 ottobre al n. 231 – questo risulta dall'Archivio di Stato di Frosinone): si trattò solo di uno dei vari espropri.
L'importo di tale vendita e quelli relativi ad altri lotti confinanti furono saldati, almeno in parte, dalla famiglia Carettoni. Ce lo dimostra una lettera del Podestà Emilio di Giovanni ad Alessandro Carettoni in data 15 maggio; vale la pena riportarla: "Anche a nome della cittadinanza di Cassino, porgo a V. S. l'espressione del compiacimento più vivo e i ringraziamenti più fervidi per la generosa donazione di quanto sarà necessario per rimettere in luce i ruderi del Teatro Romano. L'offerta, che dimostra lo squisito amore di V.S. e del Suo Sig. figlio Gianfilippo per l'arte e la storia di Roma, è stata da me accettata con apposito atto deliberativo a forma di legge e perché ne rimanga durevole traccia. Con distinta stima - firma".
Ulteriore conferma ci viene da una nota dell'Istituto Italiano di Credito Marittimo con cui si comunica che in data 18 maggio è stata prelevata dal conto del Carettoni la somma di 5.966.20 lire a favore dell'Esattoria di Cassino del Banco di S. Spirito: un ulteriore versamento di £. 10.000 è confermato da altre lettere del Maiuri in data 24 agosto e 13 settembre. Complessivamente il contributo del Carettoni sarà pari ad un terzo della spesa per la sistemazione del Teatro: è lo stesso Gianfilippo a confermarcelo nella citata nota del suo libro.
Ecco allora spiegata la ragione della mancata indicazione, da parte di Carettoni, del nome del generoso "privato": non gli sembrò molto elegante rendere pubblico merito a se stesso e alla sua famiglia. In questo probabilmente fu condizionato anche dalla volontà del padre, il quale, tra l'altro, finanziò in maniera del tutto anonima i lavori di recupero del tempio di Vesta a Roma.
Ma quel gesto di estrema riservatezza non fu l'unico: nella storia del nostro Teatro figura una lettera del Ministero dell'Educazione Nazionale al Gr. Uff. Alessandro Carettoni che non richiede commenti: "Oggetto: Cassino = Esproprio = Scavi e sistemazione dei monumenti romani. Il Ministero nel ringraziare vivamente la S.V. per il generoso contributo erogato a favore della sistemazione dei monumenti romani di Cassino, assicura che, giusta il desiderio espresso da V. S., non verrà fatto alcun nome in un eventuale comunicato per la stampa".
Siamo noi ora che contravveniamo a tale desiderio: ma ci pare doveroso.
Ma perché tanto interessamento di Alessandro Carettoni e suo figlio per i monumenti di Cassino? Possiamo solo ipotizzare che esso era connesso con gli studi di Gianfilippo, che in quell'anno si laureò presso l'Università di Roma con una tesi proprio sulle antichità della città. Tale interesse, poi, si concretizzò ulteriormente con gli incarichi ufficiali da parte della Soprintendenza.
Pubblichiamo queste note adottando l'espressione del podestà Di Giovanni: perché ne rimanga durevole traccia.

Testo tratto dal Periodico "Studi Cassinati" Anno I n° 3
Ogni uso pubblico del contenuto di STUDI CASSINATI dovrà essere preventivamente autorizzato dal CDSC 
Seconda fase del restauro 1962 - Prof Jacopi


Il teatro in corso di restauro: aprile 1962

Terza fase del restauro 2000 - Arch. Tanzilli

Il restauro del teatro romano di Cassino
Il progetto di Tanzilli e Volante prevede anche il recupero e la valorizzazione dell'intera area dell'antica Casinum con un museo all'aperto

Vista dall'alto a sinistra -
Veduta della Cavea
lato sud-ovest 

Tra le grandi opere che stanno per avere inizio a Cassino (attuazione dell'Obiettivo 2) va segnalato il recupero del teatro romano. Si tratta di un intervento, urgente per via del degrado nel quale versa la struttura, ma anche vivamente atteso per il rilancio delle attività culturali e turistiche della Città Martire.
La progettazione è stata affidata all'architetto Silvano Tanzilli, direttore del locale museo archeologico, e all'ingegnere Luigi Volante da Cassino; la competenza per la parte scenografica è del prof. Tommaso Polidoro.
La spesa prevista dal progetto esecutivo, 1° e 2° stralcio, è di due miliardi e 900 milioni di lire. La gara di appalto è stata vinta dall'impresa EURIS di Napoli con un ribasso di circa il 20% su base d'asta.

Il sito
L'area attorno al teatro è di proprietà comunale ed è vincolata con la legge 1089 del 1939; si ricorderà che di recente, in seguito ad esproprio, sono state abbattute delle abitazioni private che erano state costruite a ridosso della struttura; ciò ha consentito un importante recupero di suolo pubblico, destinato per lo più a parcheggio.
Altre due case private sono ancora ad immediato contatto con il teatro sul lato nord; una sola di esse sarà abbattuta mentre l'altra sarà parzialmente utilizzata come locale di servizio; ma per questa zona e per le altre interessate dal progetto si attende un nuovo esproprio che comporterà una spesa di 290 milioni (già compresi nelle somme a disposizione).
Al riguardo i progettisti sono più precisi.
"Nella zona si notano i ruderi sporadici della cosiddetta villa Petrarcone, andata oramai completamente persa , nonché un tratto di parte di strada basolata romana, della lunghezza di circa 75 metri, a servizio del teatro. Vi sono inoltre alcuni cunicoli che si incuneano nel pendio e che avevano la funzione di scolo delle acque.
La zona Nord, immediatamente a contatto con il teatro, è in parte occupata da due fabbricati di proprietà privata, mentre  la restante parte è costituita dall’area di risulta dei fabbricati gia demoliti , nella quale sono visibili materiali archeologici sparsi e i resti del portico postscaenium".

Il restauro
L'intervento di restauro, si legge nella relazione allegata al progetto, tende "alla integrazione delle parti mancanti per una migliore facilità di lettura [ … ] alla restituzione dell’unità stilistica, procedendo in termini di reintegrazione e di restituzione dell’immagine, mediante una minima ma scrupolosa ricomposizione delle parti mancanti filologicamente accertate", mantenendone, tuttavia, "i resti pervenutici ma facilitandone la lettura attraverso l’inserzione di parti necessarie a ricucire tra loro gli elementi originali e rendere così unitaria la logica dell’organismo". Con tali criteri saranno reintegrati il portico destro del postscaenium e la strada romana parallela al lato est dell'edificio, naturalmente dopo uno scavo archeologico di quelle aree.
Le varie fasi dei lavori di restauro prevedono l'abbattimento dell'abitazione da espropriare, il diserbo, la rimozione e l'imballaggio del materiale archeologico di grosse dimensioni, il consolidamento e le riprese delle strutture murarie con blocchi in opera quadrata, opera reticolata o mattoncini (a seconda dei casi), il rinforzo della parte alta dei muri di coronamento della cavea e della galleria nonché delle murature laterali della parte bassa occupata dalla scena, il completamento delle pavimentazioni, il consolidamento e il restauro degli intonaci originali e delle decorazioni pittoriche.
Particolare attenzione sarà dedicata al palcoscenico, che avrà un andamento rettangolare secondo l'antica scena (m. 36 x 5.60). La struttura in elevazione, pilastri e travi, sarà realizzata in acciaio "completamente indipendente e autonoma dalle murature romane della scena".
Tutta l'area, comprendente l’ingresso principale, il teatro,  la zona espositiva, il fabbricato dei servizi e i terreni alle spalle del teatro, sarà recintata con pannelli di acciaio  del tipo “orsogrill” di due metri di altezza posti su un cordolo di cemento di cm. 20 x 20.

I servizi
Per la realizzazione dei servizi connessi all'uso moderno del teatro sarà utilizzato il fabbricato adiacente, che si affaccia sulla via per Montecassino, abbattendone i piani superiori e lasciando solo il piano terra ed il seminterrato.
"Tale inevitabile compromesso – precisano i tecnici – oltre ad assicurarci i servizi e la base logistica di cui il teatro ha bisogno, ci permette di aprire almeno parzialmente la visuale al monumento dalla strada per l’abbazia e nello stesso tempo di avere sul retro del portico destro del postscaenium unicamente lo skiline della copertura in laterizio. Il primo piano del fabbricato, dopo la ristrutturazione, sarà adibito a: hall di ingresso, locale per ufficio-archivio-vigilanza, n° 3 camerini per attori, n° 2 bagni. Mentre il piano seminterrato verrà utilizzato come magazzino di deposito delle attrezzature per gli spettacoli teatrali e delle attrezzature per la manutenzione dell’area".
La struttura sarà dotata di impianti di irrigazione, antincendio e servoscala per portatori di handicap.

Museo all'aperto
L'area dell'ex "Villa Petrarcone", interessata da cospicui resti archeologici, sarà destinata a museo all'aperto, con percorsi particolarmente suggestivi che andranno ad integrare e riequilibrare il contesto scenografico del complesso teatrale: i percorsi, di cui l'antico tracciato romano sarà parte integrante, andranno a confluire verso l'alto in una imponente scala semicircolare che darà accesso ad un portico belvedere costruito con strutture di acciaio e copertura in rame con volta a crociera. Tutta la zona del museo all'aperto sarà destinata ad esposizioni di opere scultoree moderne.
Un'adeguata illuminazione renderà fruibile anche di notte l'intero complesso.

Testo di Emilio Pistilli da "Presenza Xna" del 15 - 01 - 2000


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