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Gianfilippo Carettoni “Giornale di scavo” del teatro romano di Cassino (1936)

Planimetria del teatro (da Carettoni 1939)
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Gianfilippo
Carettoni
Nasce
a Verona il 17 febbraio 1912; padre ligure, madre milanese.
Si
laurea in Lettere a Roma nell'anno accademico 1933/34 con una tesi
presentata da G. Giglioli dal titolo "Casinum
- Ricerche topografiche e storiche dalle origini al 529 d.C.,
successivamente pubblicata col titolo Casinum.
Assistente alla Cattedra di Topografia Antica nell'Università di
Roma, nel 1940 è nominato Ispettore presso la Soprintendenza alle
Antichità della Campania.
Dopo la guerra è dapprima Ispettore poi Direttore presso la
Soprintendenza alle Antichità di Roma IV (Foro Romano e Palatino)
fino al 1959.
Dal 1960 al 1968 è Soprintendente dello Stesso settore.
Dal 1968 al 1976 è Soprintendente alle Antichità di Roma.
Libero Docente di Topografia Romana presso l'Università di Roma.
Membro Ordinario dell'Istituto Archeologico Germanico.
Membro Ordinario dell'Istituto di Studi Romani.
Già Membro del Consiglio Superiore delle AA. BB. (1ª Sezione).
Membro del Consiglio Direttivo dell'Associazione Internazionale di
Archeologia Classica.
Membro dell'Union Académique International (addetto
all'organizzazione e al controllo della Tabula
Imperii).
Membro Onorario della Society of Antiquaries of London.
Muore a Roma il 6 dicembre 1990
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Il teatro nel 1939
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18 maggio 1936 (XIV)
Inizio
dello scavo con 4 operai. Si prosegue ad allargare la piazzuola già
sistemata nei giorni precedenti dagli stessi operai, onde facilitare
la manovra della décauville.
Alla profondità di circa 1 m. viene alla luce un paramento in opera
reticolata, che sembra corrispondere al muro esterno della scena.
Pochi ed insignificanti frammenti decorativi.
19 maggio 1936 (XIV)
Sulla
stessa linea del paramento in reticolato scoperto il giorno
precedente, procedendo verso ovest, si è trovato un blocco di
calcare squadrato ed ancora in situ. Si è altresì osservato che il
muro in reticolato conserva frammenti d'intonaco colorato del
rivestimento. Lo scavo si va ampliando verso Ovest e Nord sempre
alla profondità di circa m. 1.50.
20 maggio 1936 (XIV)
Lo
scavo prosegue nelle due direzioni già indicate. Vengono alla luce
frammenti architettonici e decorativi, sparsi nel terreno di
riempimento, assieme a numerosi frammenti di laterizi. Il terreno di
risulta si presenta più sassoso, con molti blocchi di calcare e
ciottoli, nel cavo che prosegue verso l'interno del teatro, in
direzione N; poco sassoso invece nell'altro cavo. Verso la fine
della giornata affiora l'imoscapo di
una colonna in pietra, (n. 0 in pianta) a breve distanza dal blocco
di calcare, scoperto il giorno precedente (che fa parte di un
avancorpo del muro esterno della scena).
21-22-23 maggio 1936 (XIV)
Si
mantengono i cavi sempre alla stessa profondità; si raccolgono vari
frammenti e schegge di marmo (alcune lavorate), ed un piccolo
frammento d'iscrizione su grande lastra marmorea
in
ottimi caratteri[2]). Nel cavo
occidentale, lungo il muro in opera reticolata, affiora un altro
blocco in calcare (sulla stessa linea di quello precedentemente
trovato) che sembra formare un altro risalto del muro.
25 maggio 1936 (XIV)
All'inizio
della giornata è venuta alla luce un'iscrizione frammentaria su
blocco di pietra calcarea:
Continuano,
più o meno abbondanti, i rinvenimenti di scheggioni e frammenti
decorativi.
26 maggio 1936 (XIV)
Si
prosegue ad allargare lo scavo nel cavo occidentale, mantenendo
sempre la stessa profondità; nel cavo settentrionale si prosegue
verso l'interno del teatro, con i consueti rinvenimenti di schegge e
frammenti decorativi. Frammento d'iscrizione su lastra marmorea, in
buoni caratteri:
27 maggio 1936 (XIV)
Proseguendo
lo sterro nel cavo occidentale, oltre il blocco segnalato il giorno
23, si è potuto osservare che il muro in opera reticolata riprende,
sullo stesso allineamento di quello precedentemente scoperto.
Insignificanti frammenti di marmo liscio e decorato; nel pomeriggio
si è dovuto interrompere lo sterro a causa del maltempo. Si è
proceduto ad alcune sistemazioni ai binari della décauville; a sera
è arrivato un nuovo argano ed altro materiale per la décauville.
28 maggio 1936 (XIV)
Continua
lo scavo nelle due direzioni, senza rinvenimenti degni di nota;
pochi frammenti decorativi e marmorei; frammenti di laterizi.
29 maggio 1936 (XIV)
Lo
sterro progredisce lentamente a causa del maltempo; i consueti
frammenti, nessuna nuova struttura muraria.
30 maggio 1936 (XIV)
Si sta eseguendo la
recinzione della zona di scavo con pali e filo spinato. Fra i pochi
frammenti venuti alla luce, quello di una iscrizione: …V
…
1 giugno 1936 (XIV)
Operai
assenti, meno due.
2 giugno 1936 (XIV)
Cinque operai sullo
scavo; nel cavo occidentale, lungo il muro in reticolato, viene alla
luce una soglia di m. 1.80 x 0.61, limitata da una parte dal blocco
sporgente scoperto il giorno 23 maggio, e dall'altra parte, da un
contrafforte simile che, come i precedenti, è sagomato nella faccia
anteriore. Frammenti decorativi e laterizi.
? Framm. d'iscriz. …
RV … [4]
3 giugno 1936 (XIV)
Essendosi
ottenuto lo spazio occorrente per la manovra della décauville, si
è sospeso lo scavo in direzione nord, volgendo ora verso occidente
con un cavo parallelo a quello esterno al muro di scena. Nel cavo
interno si è rinvenuto un frammento di capitello rozzamente lavorato, ed un frammento decorativo (n. 1 in pianta).
Abbondano sempre i frammenti di laterizi; pochi selci nel terreno
del cavo esterno, quasi liberamente composto di humus.
4 giugno 1936 (XIV)
Nella
trincea esterna, scavando innanzi alla soglia scoperta il giorno
due, si è potuto determinare che la soglia fa parte di una scala
composta di 3 gradini. È costruita in grandi blocchi di travertino
come pure i pilastri sagomati che la fiancheggiano; dove termina la
scala, a circa 1 m. di profondità dalla soglia, si è trovato un
piano in selciato (a circa m. 2.50 di profondità). Frammento
decorativo in rosso antico, ed altro frammento in marmo bianco di
cospicue dimensioni. Otto operai presenti.
5-6 giugno 1936 (XIV)
A
m. 1.70 dalla scala, verso occidente, è venuto alla luce un altro
avancorpo del muro esterno, costituito, come i precedenti, da
blocchi calcarei. Dopo questo blocco, il muro della scena sembra
interrotto. Proseguendo, è affiorata, a m. 3.50 dall'ultimo
avancorpo, una colonna in pietra porosa, allineata anch'essa con gli
altri avancorpi del muro; s'incontra una grossa macerie rovesciata,
costruita con materiali vari di riporto. Tra i frammenti venuti alla
luce, notevole un pezzo di cornice decorata a listelli, di buona
fattura (n. 2 in pianta), ed un coccio di vaso a vernice rossa
lucida con timbro del fabbricante. Dal giorno 5 sono sullo scavo
nove operai.
8 giugno 1936 (XIV)
Proseguendo
lo sterro nel cavo esterno, è affiorata, a m. 4.60 a sud della 1ª
colonna, una seconda colonna costruita in opera laterizia e
ricoperta di stucco: è stata nuovamente interrata, in attesa di
proseguire lo scavo a maggior profondità, e di poter
convenientemente fissare lo stucco con cemento. Nel cavo interno
nulla di notevole; numerosi, nel cavo esterno, i frammenti
d'intonaco dipinto.
9 giugno 1936 (XIV)
Si
è avanzato quasi esclusivamente nel cavo esterno, per raggiungere
il muro laterale ovest del teatro: questo conserva interamente,
nella parte ora scoperta, l'intonaco dipinto uniformemente in color
rosso. Della colonna in laterizi segnalata il giorno precedente
vanno affiorando altri frammenti, dalla giacitura dei quali si puó
rilevare che la colonna si è rovesciata e frantumata. Sempre nel
cavo esterno, a breve distanza dall'ultimo avancorpo, si è scoperto
un plinto di pietra con tracce, su
uno dei lati, di una colonna (n. 3 in pianta). Il muro della scena,
all'altezza del detto avancorpo, piega ad angolo retto; è anche
esso rivestito d'intonaco.
10 giugno 1936 (XIV)
Continua
il lavoro di sterro nel cavo esterno, dove si prosegue a liberare il
muro dipinto in rosso; questo appare iniziato in basso da una fascia
di colore scuro, e diviso in riquadri da colonne in giallo, una
delle quali si osserva ancora nitidamente. Stato di conservazione
discreto; presso la superficie l’intonaco è stato rovinato
soprattutto dalle radici delle piante. Presso la colonna in laterizi
scoperta nei giorni precedenti affiora un rocchio di colonna in
pietra porosa (n. 4 in pianta). Frammenti di lastre di marmo bianco
venato e giallo.
12 giugno 1936 (XIV)
Nel
cavo esterno si raggiunge il piano antico, su cui poggiano le basi
delle colonne scoperte il 5 e l’8 giugno; il piano è costituito
da un battuto di calce; la parte dipinta ha in basso una fascia
scura alta cm. 60, e l’intonaco termina con un risvolto a circa 5
cm. dal pavimento: doveva essere un pavimento marmoreo.
Oltre ai consueti frammenti decorativi, provenienti specialmente dal
cavo interno, sono da segnalare una lucernetta monolicne,
fittile, integra; ed un'arula votiva fittile, mancante della parte
posteriore, con rappresentazione di nereide sulla faccia anteriore
(simile a quelle trov. sull'Esquilino a Roma). Nel cavo interno, si
è proceduto alla rimozione di un dado in travertino e di un grosso
frammento di colonna in pietra variegata (nn. 5 e 6 in pianta).
13 giugno 1936 (XIV)
Proseguendo
lo sterro nel cavo esterno al piano antico (a m. 2.50 circa di
profondità), si è rinvenuto un blocco in travertino locale posto
in opera al piano del pavimento a m. 4.80 dal muro della scena e
parallelo ad esso, in linea con l'ultimo avancorpo. Il piano antico
in questo punto si abbassa di circa 30 cm.; un altro blocco simile
al precedente e ad esso contiguo sta affiorando. Nel materiale
laterizio di risulta dello sterro si è trovato un tegolone con
timbro rettangolare, dalle lettere quasi indecifrabili: sembra
doversi leggere: ; assai dubbio il
C [7].
15 giugno 1936 (XIV)
Nel
cavo interno si è venuto liberando un grosso blocco in travertino
(n. 7 in pianta) già avvistato nei giorni precedenti e lavorato
nella faccia inferiore; non è stato possibile ancora rimuoverlo
perché è incrinato. Nello stesso cavo vanno affiorando altri 2
rocchi di colonna della medesima pietra variegata di quella del
giorno 12; il cavo interno è mantenuto sempre a m. 1.70 - 1.80 di
profondità. Altro frammento di tegola con timbro; lettura molto
dubbia:
[8]
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Il teatro nel 1939
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16-17 giugno 1936
(XIV)
Prosegue
lo scavo, ampliandosi, nella parte interna, mentre all'esterno della
scena si continua ad abbassare il livello al piano antico in tutta
l'area finora scoperta. Oltre i consueti frammenti decorativi, sono
stati raccolti due altri laterizi con bolli rettangolari; in uno
sono visibili le lettere:
[9].
In seguito si trovava un altro laterizio con bollo impresso a
rovescio e nettamente visibile:
[10].
18 giugno 1936 (XIV)
Nel
cavo interno, in direzione della scala della scena, si è trovato
parte della gamba di una statua (polpaccio) di dimensioni alquanto
superiori al normale (crf. polpaccio 0.48). Nel cavo esterno, di
fronte alla scala ed a circa m. 4 da questa, sulla linea del rocchio
di colonna in laterizio, affiora l'inizio di un'altra scala; sembra
però vi sia un solo gradino (a circa m. 1.30 sul livello della
strada romana che si osserva nel giardino Petrarcone). Consueti
frammenti di decorazione.
19 giugno 1936 (XIV)
Continuandosi
a portare al piano antico il cavo esterno, si è liberata la base di
colonna già segnalata il giorno 20 maggio u.s, a circa m. 3 ad
oriente della scala di scena. Il fusto è alto circa 30 - 35 cm.,
tagliato orizzontalmente. Nel cavo interno, nel punto più avanzato
verso la cavea, è emerso un blocco in travertino (calcare locale).
Nel cavo si vanno togliendo i binari mentre si retrocede con lo
sterro, liberando fino al piano antico.
20 giugno 1936 (XIV)
Si
è finito lo sterro nel cavo esterno fino al piano antico;
nell'interno del teatro si prosegue parallelamente al cavo esterno,
ed in direzione della cavea. Sono stati raccolti i consueti
frammenti decorativi in ambedue i cavi, e frammenti di colonne in
pietra.
22 giugno 1936 (XIV)
Prosegue
il lavoro nei due cavi interni; tra i frammenti decorativi raccolti,
un frammento decorato con testa di grifo. Si è raccolto anche una
piccola testa di leone in marmo, ed un frammento d'iscrizione:
[11]
23 giugno 1936 (XIV)
Si
sono raccolti frammenti di cornici decorate a dentelli ed ovali, ed
uno scheggione di marmo, decorato da una piccola maschera (parte di
corazza?); frammento di tegola con timbro illeggibile.
24 giugno 1936 (XIV)
Oltre
ai consueti frammenti decorativi, è da segnalare un piccolo
frammento d'iscrizione in buoni caratteri, conservante tracce di
rubricazione:
[12]
25 giugno 1936 (XIV)
Nei
giorni precedenti è stato sistemato un altro ramo di décauville
parallelo a quello occidentale; il lavoro prosegue all'interno della
scena (lato occidentale) ed in direzione della cavea. Da quest'ultima parte ha cominciato ad affiorare la gradinata, a circa
20 m. dal muro di fondo della scena; nel punto scoperto è
interrotta da una delle consuete scalette d'accesso che dividevano i
cunei. Da un saggio subito fatto, pare che la gradinata sia
conservata inferiormente, mentre manca nella parte superiore, a
partire dal piano oggi raggiunto (~ 2 m. di profondità).
Oltre
ai consueti frammenti, è stato raccolto un anello aureo, di scarso
valore, moderno.
26 giugno 1936 (XIV)
Prosegue
lo sterro fra il muro esterno della scena ed il muro che limita ad
occidente la cavea verso la scena; presso la porta laterale della
scena, nella parte interna, è affiorato il sommoscapo di una
colonna in marmo (n. 8 in pianta)
29 giugno 1936 (XIV)
Fra
i vari pezzi raccolti, notevole un grosso frammento di trabeazione
decorato a mensolette e piccoli rosoni (n. 9 in pianta). Lo scavo
prosegue nella scena e verso la cavea.
30 giugno 1936 (XIV)
Nell'interno
della scena, a m. 4.50 dal muro esterno della medesima, ed a circa
m. 2.50 di profondità è affiorato un muro in opera reticolata,
coronato da blocchi di pietra calcarea. Detto muro è parallelo
quello esterno, e dove questo termina, anch'esso chiude, volgendo ad
angolo retto. Nell'interno della scena si sono anche raccolti
blocchi di muratura (in laterizi ??)
intonacata e dipinta (già avvistati nei giorni precedenti),
e molti frammenti di intonaco caduti, che si son potuti in parte
ricomporre; giacevano a circa 3 m. dal muro esterno, in direzione
della colonna n. 3. Presso il muro occidentale della cavea si è
raggiunto il piano antico, che è allo stesso livello di quello
trovato nel cavo esterno, e, come quello, in battuto di calce. Nello
scavo lavorano 11 operai.
1° luglio 1936 (XIV)
Un'altra
parte di gradinata, allo stesso livello di quella già
precedentemente avvistata (25 giugno), è affiorata presso il muro
occidentale della cavea. Questo stesso muro, proseguendo lo sterro,
conserva parte del rivestimento d'intonaco bianco in discreto stato
di conservazione. È affiorata un'enorme maceria evidentemente
precipitata dalla volta che copriva l'ingresso occidentale
dell'orchestra.
Sono stati raccolti, oltre ai consueti frammenti decorativi, un
altro frammento di vaso tipo aretino, ed una moneta di bronzo con
testa femminile nel retro.
2 luglio 1936 (XIV)
Si
è provveduto a far scivolare da una parete, su terreno
appositamente liberato fino al piano antico, l'ingombrante maceria
di volta avvistata il giorno precedente; su uno dei lati essa
conserva il rivestimento d'intonaco. Proseguendo lo sterro tra la
scena e la cavea, è affiorato un muro trasversale, costruito in
mattoni ed intonaco.
Si
sono raccolti numerosi frammenti di decorazione marmorea.
3 luglio 1936 (XIV)
Liberandosi
il muro trasversale segnalato il giorno precedente, si è constatato
ch'esso va a congiungersi ad angolo retto al muro della cavea;
l'interro supera in questo punto i 3 metri.
Il materiale di scarico si presenta particolarmente ricco di pietre,
mattoni e detriti di costruzione.
Si
è cominciato a liberare una parte della cavea dalla terra di
riempimento e dalle macerie; in alcuni punti, dove poggiavano le
gradinate, è affiorato il terreno vergine. Nell'interno della
scena, ad occidente, si è iniziato contemporaneamente lo sterro per
raggiungere il piano antico, che è più basso di quello esterno.
Nel terreno di risulta si son raccolti numerosi frammenti di vasi e
piatti, di tipo aretino, ed un punteruolo d'osso pure in frammenti.
Presso il muro della cavea si è trovato pure un frammento
d'iscrizione su lastra:
[16]che si congiunge a quello trovato il 24 giugno.
6 luglio 1936 (XIV)
All'estremità
occidentale della cavea, sopra il giardino già messo in luce (v. 1°
luglio), è apparso un altro blocco in pietra calcarea, che sembra
appartenere alla soprastante gradinata. Presso l'angolo formato dal
muro della cavea e dal muro trasversale scoperto il giorno 2 c.m.,
è venuta alla luce una base triangolare marmorea con figure a
rilievo sui 3 lati (Satiro, Menade e Sileno offerente). A m. 2.50
dal muro della cavea è cominciato ad affiorare un altro muro in
laterizi, conservato per circa ½ metro d'altezza con parte dello
zoccolo in marmo; il pavimento tra le due pareti è formato da
grandi lastre di pietra calcarea. Detto muro in laterizi è
parallelo a quello reticolato scoperto il 30 giugno.
Cavandosi
nell'interno della scena fino al piano antico (terreno vergine),
continuano a raccogliersi numerosi frammenti di vasi di tipo
aretino, anche figurati (parte superiore di figura femminile,
maschera, galletto) e con timbro:
[17] (un altro è spezzato: ).
Si sono anche rinvenuti alcuni chiodi e un pezzo di braccio di
statuetta marmorea. Dieci operai sullo scavo.
7 luglio 1936 (XIV)
Il
muro trasversale scoperto il giorno 2 fa parte di un ambiente
che occupa l'angolo occidentale del teatro e che ha le pareti
rivestite anche internamente da uno spesso strato di coccio pisto (opus signinum); è coperto da una piattaforma moderna di grosse
pietre cementate. Continua lo scavo all'interno della scena, come
pure tra la scena e il muro della cavea,
mentre si prosegue a liberare dalla terra la parte superiore della
cavea. Nel cavo interno della scena si raccolgono ancora frammenti
di vasi aretini, con timbro a forma di piede con o senza nome:
[20],
e con decorazione floreale o geometrica. Dieci operai sullo scavo.
8 luglio 1936 (XIV)
Proseguendo
nel cavo occidentale interno si è raggiunto il muro ovest del
teatro, liberando la parte d'intonaco dipinto che non si era potuto
raggiungere con il cavo esterno. Nello scavo della parodos d'accesso
all'orchestra si è trovato un blocco quadrato di pietra (# 10 in
pianta) presso il blocco segnalato il giorno 15 giugno.
Pochi frammenti decorativi, fra cui un capitello frammentario
pertinente alla base marmorea scoperta il giorno 6 c.m. Qualche
frammento di vaso di tipo aretino, senza timbri; frammenti
d'intonaco dipinto (anche nei giorni precedenti) pure dall'interno
della scena.
Visita del Sopraint.te Prof. Maiuri.
Undici operai sullo scavo.
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Pozzetto per la raccolta delle acque
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9 luglio 1936 (XIV)
Dietro
ordine del Soprint.te Maiuri, si è iniziata la
ripulitura della cavea nella parte non ancora scavata. Essendo
presenti soltanto 4 operai, non si è proseguito lo scavo.
Nella
mattinata, secondo sopraluogo del Sopraintendente.
10 luglio 1936 (XIV)
Liberatosi
l'ambiente scoperto presso l'angolo occidentale del teatro, si è
potuto assodare trattarsi di una conserva d'acqua; rimane ancora in
situ, nello spessore del muro, la fistula plumbea della conduttura.
Nella cavea si prosegue lo sterro ad un livello di circa un metro
dal piano antico, mentre si sistema a scarpata la parte superiore.
Nel terreno superficiale che occupa la parte centrale della cavea,
è venuto alla luce un elemento di cornice, caduto probabilmente dal
coronamento della cavea stessa.
13 luglio 1936 (XIV)
Con
gli operai della squadra si è provveduto a sistemare le pietre ed i
mattoni nella parte occidentale dello scavo, fra la scena e la
parete dipinta. Si è completato lo scavo del serbatoio presso
l'angolo occidentale, e vi si sono rinvenuti, sparsi nella terra, i
resti di quattro individui; ne è stata fatta regolare denuncia.
Frammenti vari decorativi; un frammento statuario (1 spalla).
14 luglio 1936 (XIV)
Nel
cavo interno della scena si è cominciato a togliere i binari della
décauville, mentre si prosegue la sistemazione a scarpata della
cavea.
15 luglio 1936 (XIV)
Nella
cavea è affiorata una parte del terzo gradino (dal basso)
conservato per breve tratto; un altro tronco di colonna è apparso
nello scavo della scena. Tra i frammenti architettonici venuti alla
luce, notevole un grosso frammento di trabeazione di buona fattura
(sistemato nella parodos
- luogo di ritrovamento: v. n. 11 in pianta); un frammento di
capitello corinzio. Tra i ritrovamenti minori, il fondo di una coppa
in vetro bianco, ed un frammento d'iscrizione:
16 luglio 1936 (XIV)
Iniziando
lo scavo del canale dell'aulaeum,
tra il pulpitum ed il muro di scena, è
stato scoperto un pozzo rettangolare (0.76 x 0.90): scavato per
circa 3 m. di profondità non si è raggiunto il fondo.
Vanno
diminuendo di numero i frammenti di vasi aretini; si è trovato un
piccolo frammento d'iscrizione su lastra, in ottimi caratteri:
17 luglio 1936 (XIV)
Nella
cavea, scavandosi sotto il gradino in vista, si è trovato un altro
gradino più stretto a guisa di risega, poi, più sotto, una larga
fascia di lastre di calcare, recanti (verso l'interno
dell'orchestra) un canaletto. Avanzando verso il centro
dell'orchestra si trova, dopo la fascia e poco più in basso,
terreno vergine.
Iniziato
lo scavo nell'altra metà della scena (nella parte interna) si è
trovato l'altro stipite della porta regia a m. 7.35 dall'altro, e
parte dell'abside della stessa porta.
Si
è trovato un altro frammento: , ed una
moneta bronzea di Augusto che si è potuta riconoscere dalla
potestà tribunicia dell'11 d. C. La moneta è stata trovata ripulendo
il pavimento della parodos occidentale.
18 luglio 1936 (XIV)
Sistemazione
scarpata della cavea con numero ridotto di operai.
20 luglio 1936 (XIV)
Togliendo
l'ultimo tratto di binario nella parte occidentale della scena, si
è trovato nel canale dell'aulaeum un altro pozzo rettangolare
simile a quello scoperto il giorno 16 ed a breve distanza da esso
(m. 3.50).
Nell'interno
della scena è stata messa in luce una costruzione quadrata (già
avvistata nella trincea di saggio del luglio 1934)
in pietra, di fattura grossolana. Numerosi in questo tratto i
frammenti di decorazione marmorea; non si trovano più frammenti di
vasi aretini. Procede lo scavo nella parte orientale in due trincee
parallele; addossata al muro esterno della scena, dalla parte
interna, si è trovata una fondazione moderna.
21 luglio 1936 (XIV)
Nulla
di notevole da segnalare, proseguendosi a sistemare a scarpata la
parte superiore della cavea, dove mancano le gradinate. Nel cavo
orientale presso la parete esterna della scena affiora un grosso
blocco in calcare (non in posto; n° 12 in pianta). Pochi ed
insignificanti frammenti decorativi. Dal giorno 20, 13 operai sullo
scavo, 2 dei quali a disposizione della Sopr.za per la sistemazione
del materiale di risulta.
22 luglio 1936 (XIV)
Scavando
al centro della cavea, dinanzi alla fascia di lastre calcaree
segnalate il giorno 17, in mezzo a blocchi delle gradinate
precipitati dall'alto si è rivelata un'apertura (m. 0.55 x 0.50)
che immette in un cunicolo sotterraneo. L'apertura era ingombra di
frammenti marmorei pertinenti ad una statua panneggiata; sono stati
finora recuperati: un grosso frammento del torso, due frammenti
della base con uno dei piedi (dell'altro rimane soltanto
l'impronta), piccoli frammenti del panneggio. A qualche metro di
distanza dall'apertura si è trovata parte della testa (la
capigliatura) che doveva appartenere alla stessa statua. Liberata
l'apertura, si è potuto penetrare nel cunicolo, che segue
l'andamento della cavea, e sembra poi volgere con un braccio
trasversale lungo il diametro dell'orchestra. È costruito in opera
reticolata irregolare, alto m. 1.90, largo 0.70, con una volta
gettata; nella volta si aprono ad intervalli regolari delle bocche
che dovevano raccogliere l'acqua della cavea. In corrispondenza di
queste bocche il cunicolo è in parte ingombro di materiali
penetrati dall'alto.
Nell'orchestra, proseguendo lo sterro della zona dove si era
iniziato il giorno 17, si è potuto constatare la presenza di altri
tre gradini più larghi di quelli della cavea (0.75 invece di 0.45)
(il terreno vergine segnalato il giorno 17 corrispondeva ad una zona
dove i gradini erano stati asportati). Dopo i 3 gradini si è messo
allo scoperto il piano antico dell'orchestra.
Operai sullo scavo ..., dei quali ... a disposizione della
Sopr.za. Tra i rinvenimenti minori, la parte inferiore
del torso di una statuetta di bimbo.
23 luglio 1936 (XIV)
Si
continua lo scavo dell'orchestra, e si è scoperto qualche frammento
della pavimentazione marmorea ancora in posto; si prosegue anche nel
lato orientale della scena e della cavea, mentre con uno degli
operai a disposizione della Sopr.za si è iniziata la
ripulitura dell'ambulacro superiore della cavea. Nel pomeriggio,
continuandosi a liberare l'apertura del cunicolo dal materiale di
scarico, è venuto alla luce un grosso frammento di testa colossale
marmorea (altezza complessiva alla base del collo cm. 0.60),
conservata soltanto nella parte occipitale, con parte della guancia
sinistra e l'orecchio sinistro. Appartiene ad un uomo pettinato
secondo la moda giulio - claudia, ed è di buona ed accurata
esecuzione.
24 luglio 1936 (XIV)
Completando
lo scavo e la sistemazione a scarpata della cavea, è affiorato il
muro che limita ad oriente la cavea. Dallo stesso lato, a non molta
distanza dal muro della "scaena" son venuti alla luce vari
frammenti di una statua panneggiata, ed un grosso frammento di
colonna (N. 13 in pianta). Prosegue lo scavo dell'orchestra, e la
ripulitura del canale sottostante la cavea; fra il materiale di
riempimento di quest'ultimo è stato raccolto un coperchio di
scatoletta rettangolare in osso,
su cui sono incise delle armi.
Da
ultimo è venuto alla luce, presso la colonna segnalata più sopra,
un grosso blocco marmoreo di trabeazione. Nel canale dell'aulaeum
proseguendosi lo scavo all'altezza della costruzione quadrata
segnalata il giorno 20 c. m., è affiorato un terzo pozzo simile ai
precedenti (v. giorno 20 e giorno 16): i pozzi distano tra loro m.
3.50.
27 luglio 1936 (XIV)
Si
prosegue lo sterro dell'orchestra fino al piano antico, liberando
gli ultimi gradini inferiori, che nella parte orientale sembrano
essersi conservati meglio. Tra questi e la cavea vera e propria si
trovano rovesciate lastre di marmo, dello spessore di cm. 10, che
sembrano aver fatto parte di una balaustra che divideva qualche
settore del teatro: nella giornata ne sono state raccolte una
integra e due spezzate. Si sono raccolti anche piccoli frammenti
statuari (panneggio), e frammenti del labbro di un puntale (altri se
ne erano trovati nei giorni precedenti). Nella costruzione quadrata
della scena (v. giorno 20) si è trovato un braccio di statua di
buona fattura. Nella parados occidentale si sono raccolti altri 2
frammenti d'iscrizione su una sola linea, che si congiungono a
quello trovato il 3 luglio e nei giorni precedenti; l'inscrizione
ricomposta dai frammenti finora trovati si legge:
[27].
28 luglio 1936 (XIV)
Continuando
lo sterro nella parte orientale dell'orchestra, si raccolgono molti
frammenti marmorei e materiale edilizio (pietre e laterizi; è
venuto alla luce presso il muro orientale della cavea un grosso
frammento di cornice decorata, e,
verso il centro dell'orchestra, un blocco marmoreo di
cospicue dimensioni finemente decorato, che doveva far parte della
decorazione archivolta di una apertura ad arco (è simile a quello
trovato nella trincea di saggio del 1934). Piccoli frammenti
statuari, ed un altro frustulo dell'iscrizione ricordata anche il
giorno precedente (proveniente dalla parodos occidentale), con
tracce di una lettera:
29 luglio 1936 (XIV)
Nello
sterro superficiale del lato orientale della scena è venuto alla
luce un frammento d'iscrizione su blocco rettangolare marmoreo, che
doveva esser posto in costruzione. L'epigrafe è in buoni caratteri:
Continua
lo sterro dell'orchestra al piano antico, costituito da un battuto
di calce (il rivestimento in lastre marmoree è quasi interamente
scomparso).
Nel
cavo orientale della scena si sono raccolti anche frammenti statuari
panneggiati.
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Doppia sottolineatura.
Manca la misura ma il
Carettoni la precisa in TR39, pag. 107, m. 3.80.
Vd. TR39, n. 172.
Nota a matita a pié di
pag.: ed il braccio trov.
Il 27 luglio.
Vd. Frammento del 21/23
maggio; TR39, n. 156; la dedica, secondo Carettoni, è a qualche
magistrato legato alla storia dell’edificio, ma con i due titoli patronus
e praefectus si puó risalire solo a un C. Futius prefetto, già noto
in C.I.L. XI, n. 5193-4.
Fu sistemata
provvisoriamente nel cortile del custode Fardelli, come questi
stesso annota nei suoi sporadici appunti (vd. supra), nei quali si
legge anche del ritrovamento di una macina “antica” per mulino
sul secondo gradino dell’orchestra, estremità nord.
Elemento decorativo
costituito dalla testa di una figura umana o animalesca.
Lèggasi 29.
TR39, n. 157; vd.
Frammento del 26 luglio; con l’ausilio di altre iscrizioni più
complete il Carettoni legge: Caesari
· AuGVST · F ·
AVGVRi · cos · des. / principI · IVVENTVTIS · C · C
· ; si
tratterebbe di una delle due dediche ai nipoti di Augusto, Lucio e
Gaio Cesare, poste per deliberazione del Senato di Casinum tra il 4
d. Cr. (morte di Gaio) e la morte di Augusto.
TR39, n. 195; Justi Asinii.
Sottolineatura a matita.
Sottolineatura a matita.
Aggiunta a matita della
stessa mano.
Sottolineatura a matita.
Aggiunta a matita.
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Testo ed immagini tratte dal Periodico
"Studi Cassinati" Anno I n° 3
Ogni uso pubblico del contenuto di STUDI
CASSINATI dovrà essere preventivamente autorizzato dal CDSC
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