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Il 'Miranda' se ne va
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Una Iuniores del Cassino anni Cinquanta.
Al centro verso sinistra il popolare Edmondo Fantaccione
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Sullo
slancio il campionato del Cassino nella stagione 1958-1959. È un terzo
posto meritato quello conquistato a metà maggio in un lotto di squadre
agguerrite (particolarmente le romane Cosmet e Acicalcio finite davanti
agli azzurri, ma anche l’OMI, L’Artiglio, il Quarticciolo, e le
comprovinciali Atina, Anzio, Formia, Terracinese e Fondana con Isola Liri
e Latina che piombano nella categoria inferiore), e presenta questo
bilancio lusinghiero: 16 partite vinte, otto pareggiate e otto perse, 47
reti segnate e 33 subite. Il portiere Natalia, il tutto-fare Barbacci, il
mediano Bartolini, l’ala Cerbara, il centravanti Tanzilli e il
"moto perpetuo" Buondonno sono gli uomini nuovi entrati nella
formazione nella quale sono già di casa Paoletti e Ferrigno, Gradini e
Pragliola, Leo, Santillo e Quagliozzi. I meriti di questa squadra sono
definitivamente fissati da una cronaca del tempio ("Il
Messaggero" del 22 maggio 1959 a firma di Franco Campanile) che mette
subito in evidenza "l’onorevolissimo terzo posto, degno delle
tradizioni sportive della città". Ma vale la pena lasciare parlare l’articolista
a proposito d’un bilancio chiaramente positivo e capace, tra l’altro
di procurare utili indicazioni per l’anno successivo che pure,
risulterà con le carte in regola in fatto di campionati d’avanguardia.
"Le cifre, da sole, sorprendono piacevolmente chi ha seguito le sorti
della squadra ed esse stanno a testimoniare la bontà della scuola e la
felice impostazione che l’appassionato allenatore Giubilo non si è
stancato mai di applicare. Una preparazione tecnica scrupolosa, accoppiata
a un sapiente lavoro ginnico-atletico, ha consentito alla maggiore
esponente del calcio provinciale di sfornare a getto continuo prestazioni
magistrali e risultati ineccepibili. Scendendo poi ad analizzare questa
sorprendente corsa per individuarne le forze che l’hanno determinata,
non si può fare a meno di rilevare il notevole apporto offerto dalla
difesa… con l’onnipresente capitan Ferrigno, il tenace Paoletti e il
fine e tecnico Bartolini. Notevole è stato pure l’apporto, come
qualità e quantità di gioco, della linea mediana per merito dei vari
Gradini, Pragliola, Piscopo e Leo e della strenua difesa del bravo
portiere Natalia. L’attacco, il tanto discusso reparto avanzato del
Cassino, pur risultato meno omogeneo degli altri reparti (conseguenza
diremmo anche dei continui spostamenti), ha saputo quasi sempre trovare la
via della rete avversaria, affidandosi però più all’estro e alla vena
offensiva dei singoli che a un vero ed ordinato schema di gioco. Due righe
a parte per Barbacci, l’atletico terzino e mediano della Nazionale
Dilettanti, e per Tanzilli, secondo nella graduatoria dei cannonieri con
23 reti. Il primo è un giocatore instancabile, irruento e deciso in fase
di interdizione, è pure preciso suggeritore di temi d’attacco. Tanzilli
poi, è dotato d’uno scatto e d’un dribbling eccezionali e possiede
inoltre una "castagna" secca e micidiale come rari giocatori,
perfino di serie superiore. Altre pedine valide nel quintetto di punta:
Cerbara, Santillo, Buondonno, Di Ponio". Quagliozzi resta poi un
giocatore di particolare impegno e capacità, un instancabile lottatore
dal "fiuto sicuro" della rete avversaria. Un forte Cassino
insomma questa della fine degli anni cinquanta, che ha un ottimo
presidente effettivo nell’avvocato Antonio Pagano (Presidente onorario
è il dottor Benedetto Malatesta) e come allenatore quel Giubilo (ex
portiere della Lazio) per il quale, l’anno dopo, nascerà un caso,
subito rientrato.
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A
questo Cassino (che s’ebbe dal suo Presidente, in premio, perfino una
gita a Capri) il 25 luglio del 1959 toccò a Roma (Sala delle Riunioni al
Foro Italico) con ventidue punti, il "premio disciplina" della
Lega, un significativo riconoscimento e perfino la possibilità di trovare
per la Società un merito per partecipare al campionato di quarta serie.
La domanda, per la storia, non venne accettata ma riandiamo volentieri
alla richiesta del Cassino, non foss’altro che per puntualizzare una
circostanza tanto ricca di uomini e di cose, spesso scomparsi. La
richiesta (ch’era fondata su nove relazioni particolarmente evidenziate
e imposte alla lettura della Lega) presentava, tra l’altro, almeno
quattro articoli interessati rispettivamente agli impianti, alla relazione
sui titoli sportivi, alla organizzazione sociale e ai precedenti
disciplinari per i quali un’osservazione puntuale va oltre il semplice
avvenimento realizzandosi perfino in un dato della memoria e del
sentimento.
Vediamo il primo: "Terreno di gioco delle dimensioni 65 per 105 –
tale era il "Miranda" - recintato completamente con rete
metallica alta m. 2,50. Tre spogliatoi (di cui uno per l’arbitro)
ciascuno munito di docce". E il secondo (relazione titoli sportivi):
"La Società Sportiva Cassino fondata agli inizi della diffusione del
gioco del Calcio in Italia, ha partecipato a tutti i campionati
provinciali e del Basso Lazio svoltisi a tutto il 1943. Riprese l’attività
agonistica, dopo la parentesi bellica, partecipando ai campionati laziali
di I divisione e nell’anno calcistico 1953-54 fu promossa in Promozione.
Da detto anno ha partecipato al campionato di promozione".
Ricco di nomi poi il terzo articolo interessato alla organizzazione
sociale: "Presidenti onorari: sen. Piercarlo Restagno e Dr. Benedetto
Malatesta; vice presidenti: Dr. Andrea Nieddu e Dr. Mario Di Gregorio;
segretario: geom. Pietro De Feo; cassiere: rag. Pasquale Alonzo;
consiglieri: Lancia Mario, Patini Roberto, Patini Carlo, Lepore Domenico,
Miranda Lino, De Vito Mario, Pittiglio Rosario, Capocci Raniero e Romolini
Amilcare. Il Presidente effettivo della Società è il Dr. Antonio
Pagano". Notevole infine la relazione sui precedenti disciplinari
della Società: "Nell’ultimo quinquennio non vi è stata mai alcuna
squalifica di campo né inibizione temporanea o definitiva a carico di
dirigenti impegnati nella società sportiva". Alla chiusura del
campionato 1958-59 intanto arrivava pure la Roma in amichevole. Vinse la
squadra romana 2 a 0 in un incontro arbitrato da quel Severo Bartolomei il
quale avrebbe portato una decina d’anni dopo il Cassino di nuovo in
promozione dopo gli anni alquanto bui del disinteresse e del disimpegno
(almeno quattro come vedremo).
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Ma
per ora c’è da scialare, anche se qualche "spina" affiora in
seno al Cassino che s’appresta a disputare il suo sesto campionato di
promozione. C’è da sfogliare la rosa dei papabili alla panchina e
Donnesi, Compianti e Giubilo sono gli uomini che creano il "casus
belli". In, un primo
tempo ha la meglio Compiani ma, in meno di una settimana (dal 2 al 6
agosto), torna Corrado Giubilo a dirigere una squadra che presenta questi
quadri: Portieri: Cesareo (dal Formia), Sacco, Perillo e Natalia (tutti
riconfermati); Terzini: Ferrigno e Paoletti (riconfermati) e Fontana
(dalla Cosmet); Mediani: Giorgi (dal Grottaferrata), Marchegiani (dall’Isernia)
e Gradini, Bartolini, Leo, Pragliola e Giangrande, tutti riconfermati;
Attaccanti: Pio (dall’Isernia), Buondonno (ric.), Mancini (dal Formia),
Cerbara (ric.), Ferracci (dall’Atac), con Di Ponio e Quagliozzi
riconfermati. Questa la formazione tipo di un altro anno pieno di
soddisfazioni: Cesareo, Fontana, Ferrigno; Gradini, Bartolini, Giorgi;
Pio, Cerbara, Ferracci, Buondonno e Mancini mentre alla rosa dei giocatori
su elencati si aggiungevano durante l’anno i nomi di Bordone e di
Cocorno. Cominciato male, in un tempestoso derby sul campo di Aquino (neo
promosso), il campionato del Cassino trovava alla fine un bilancio
abbastanza lusinghiero in queste cifre: Terzo posto in classifica generale
condiviso da Sora e Isola Liri; media inglese – 5; 49 reti segnate e 16
subite in ventisei incontri e miglire shieramento difensivo dell’intero
campionato; 15 vittorie di cui 3 fuori casa (1-2 a Ceprano, 1-5 a Velletri
e 1-2 a Gaeta); 5 pareggi, di cui quattro fuori casa (Terracina, Atina,
Vis Velletri e Genzano) e uno solo in casa (Fondana); sei le sconfitte
registrate, tutte fuori casa, compresa quella a tavolino (Aquino) fissata
dalla Lega. In evidenza Franco Cesareo nel campionato 1959-60, visto, in
seguito a una speciale classifica indetta da un settimanale sportivo della
Capitale, il migliore portiere dell’anno (una sessantina la graduatoria
dei partecipanti) e premiato con una artistica coppa e <
Effettivamente in quell’anno, Cesareo s’imponeva per la classe
elevata, la prontezza con risultati eccezionali. Degno della massima
considerazione, tuttavia, il lavoro dell’altro portiere del Cassino,
quell’Antonio Perillo sempre bravo e generoso, il quale doveva
contribuire, tutte le volte ch’era stato chiamato in causa, a mantenere
intatta la forza del Cassino al morire degli anni cinquanta. Intanto, a
far parte del Consiglio, erano state chiamate anche persone
"nuove" e di provate capacità tecniche ed organizzative. Tra
queste è il dottor Benito Nagar, il quale assume la carica di
vicepresidente e inoltre, Pietro Malatesta, Domenico Gargano e Pasquale
Oliva (consiglieri onorari), Nicola Giangrande (medico sociale), Pietro De
Feo (segretario), Amilcare Romolini (addetto stampa), e Franco Agostinelli,
Luigi Canale, Lino Miranda, Alfredo Musolino, Mario De Vito, Eugenio
Prete, Carmine Lillo, Giovanni Torrice, Rosario Pittiglio e Pasquale La
Marra (consiglieri).
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Il popolare attore francese Fernandel sul
"vecchi" Miranda
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Lo
spettacolo sportivo intanto crescente (siamo lontani dal secondo
pionierismo imposto dalla guerra) agita il problema del nuovo stadio la
cui costruzione è prevista nello spazio di quattro anni (1960-1964).
Così si esprimeva Domenico Gargano, assessore allo sport nel 1959, in una
intervista concessa alla stampa alla fine d’agosto dello stesso anno:
"E’ giusto che una città che vanta tante brillanti tradizionali
sportive sia dotata di un moderno impianto rispondente alle molte e nuove
esigenze poste dal suo prolungato sviluppo. Lo stadio dovrà perciò
colmare le molte lacune che l’attuale modesto campo presenta, onde
permettere di poter praticare (e non solo assistere in qualità di
spettatori) gli sport preferiti: dall’atletica, alla palla a volo, dal
calcio al basket e al tennis". Segno certo che il "Miranda"
se ne va. Anche se si cerca di rammodernare alla meglio con nuovi
spogliatoi.
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Testi
e immagini tratte da "Un Pallone Azzurro" ricordo del calcio a
Cassino - di Gino Salveti - Lamberti Edit
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