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7 settembre 2010
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freccia.gif Il Cassino in promozione
freccia.gif I tempi di "Nerone" e Quagliozzi
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freccia.gif Tra speranza e malinconia
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Il 'Miranda' se ne va


Una Iuniores del Cassino anni Cinquanta.
Al centro verso sinistra il popolare Edmondo Fantaccione

Sullo slancio il campionato del Cassino nella stagione 1958-1959. È un terzo posto meritato quello conquistato a metà maggio in un lotto di squadre agguerrite (particolarmente le romane Cosmet e Acicalcio finite davanti agli azzurri, ma anche l’OMI, L’Artiglio, il Quarticciolo, e le comprovinciali Atina, Anzio, Formia, Terracinese e Fondana con Isola Liri e Latina che piombano nella categoria inferiore), e presenta questo bilancio lusinghiero: 16 partite vinte, otto pareggiate e otto perse, 47 reti segnate e 33 subite. Il portiere Natalia, il tutto-fare Barbacci, il mediano Bartolini, l’ala Cerbara, il centravanti Tanzilli e il "moto perpetuo" Buondonno sono gli uomini nuovi entrati nella formazione nella quale sono già di casa Paoletti e Ferrigno, Gradini e Pragliola, Leo, Santillo e Quagliozzi. I meriti di questa squadra sono definitivamente fissati da una cronaca del tempio ("Il Messaggero" del 22 maggio 1959 a firma di Franco Campanile) che mette subito in evidenza "l’onorevolissimo terzo posto, degno delle tradizioni sportive della città". Ma vale la pena lasciare parlare l’articolista a proposito d’un bilancio chiaramente positivo e capace, tra l’altro di procurare utili indicazioni per l’anno successivo che pure, risulterà con le carte in regola in fatto di campionati d’avanguardia. "Le cifre, da sole, sorprendono piacevolmente chi ha seguito le sorti della squadra ed esse stanno a testimoniare la bontà della scuola e la felice impostazione che l’appassionato allenatore Giubilo non si è stancato mai di applicare. Una preparazione tecnica scrupolosa, accoppiata a un sapiente lavoro ginnico-atletico, ha consentito alla maggiore esponente del calcio provinciale di sfornare a getto continuo prestazioni magistrali e risultati ineccepibili. Scendendo poi ad analizzare questa sorprendente corsa per individuarne le forze che l’hanno determinata, non si può fare a meno di rilevare il notevole apporto offerto dalla difesa… con l’onnipresente capitan Ferrigno, il tenace Paoletti e il fine e tecnico Bartolini. Notevole è stato pure l’apporto, come qualità e quantità di gioco, della linea mediana per merito dei vari Gradini, Pragliola, Piscopo e Leo e della strenua difesa del bravo portiere Natalia. L’attacco, il tanto discusso reparto avanzato del Cassino, pur risultato meno omogeneo degli altri reparti (conseguenza diremmo anche dei continui spostamenti), ha saputo quasi sempre trovare la via della rete avversaria, affidandosi però più all’estro e alla vena offensiva dei singoli che a un vero ed ordinato schema di gioco. Due righe a parte per Barbacci, l’atletico terzino e mediano della Nazionale Dilettanti, e per Tanzilli, secondo nella graduatoria dei cannonieri con 23 reti. Il primo è un giocatore instancabile, irruento e deciso in fase di interdizione, è pure preciso suggeritore di temi d’attacco. Tanzilli poi, è dotato d’uno scatto e d’un dribbling eccezionali e possiede inoltre una "castagna" secca e micidiale come rari giocatori, perfino di serie superiore. Altre pedine valide nel quintetto di punta: Cerbara, Santillo, Buondonno, Di Ponio". Quagliozzi resta poi un giocatore di particolare impegno e capacità, un instancabile lottatore dal "fiuto sicuro" della rete avversaria. Un forte Cassino insomma questa della fine degli anni cinquanta, che ha un ottimo presidente effettivo nell’avvocato Antonio Pagano (Presidente onorario è il dottor Benedetto Malatesta) e come allenatore quel Giubilo (ex portiere della Lazio) per il quale, l’anno dopo, nascerà un caso, subito rientrato.

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A questo Cassino (che s’ebbe dal suo Presidente, in premio, perfino una gita a Capri) il 25 luglio del 1959 toccò a Roma (Sala delle Riunioni al Foro Italico) con ventidue punti, il "premio disciplina" della Lega, un significativo riconoscimento e perfino la possibilità di trovare per la Società un merito per partecipare al campionato di quarta serie. La domanda, per la storia, non venne accettata ma riandiamo volentieri alla richiesta del Cassino, non foss’altro che per puntualizzare una circostanza tanto ricca di uomini e di cose, spesso scomparsi. La richiesta (ch’era fondata su nove relazioni particolarmente evidenziate e imposte alla lettura della Lega) presentava, tra l’altro, almeno quattro articoli interessati rispettivamente agli impianti, alla relazione sui titoli sportivi, alla organizzazione sociale e ai precedenti disciplinari per i quali un’osservazione puntuale va oltre il semplice avvenimento realizzandosi perfino in un dato della memoria e del sentimento. Vediamo il primo: "Terreno di gioco delle dimensioni 65 per 105 – tale era il "Miranda" - recintato completamente con rete metallica alta m. 2,50. Tre spogliatoi (di cui uno per l’arbitro) ciascuno munito di docce". E il secondo (relazione titoli sportivi): "La Società Sportiva Cassino fondata agli inizi della diffusione del gioco del Calcio in Italia, ha partecipato a tutti i campionati provinciali e del Basso Lazio svoltisi a tutto il 1943. Riprese l’attività agonistica, dopo la parentesi bellica, partecipando ai campionati laziali di I divisione e nell’anno calcistico 1953-54 fu promossa in Promozione. Da detto anno ha partecipato al campionato di promozione". Ricco di nomi poi il terzo articolo interessato alla organizzazione sociale: "Presidenti onorari: sen. Piercarlo Restagno e Dr. Benedetto Malatesta; vice presidenti: Dr. Andrea Nieddu e Dr. Mario Di Gregorio; segretario: geom. Pietro De Feo; cassiere: rag. Pasquale Alonzo; consiglieri: Lancia Mario, Patini Roberto, Patini Carlo, Lepore Domenico, Miranda Lino, De Vito Mario, Pittiglio Rosario, Capocci Raniero e Romolini Amilcare. Il Presidente effettivo della Società è il Dr. Antonio Pagano". Notevole infine la relazione sui precedenti disciplinari della Società: "Nell’ultimo quinquennio non vi è stata mai alcuna squalifica di campo né inibizione temporanea o definitiva a carico di dirigenti impegnati nella società sportiva". Alla chiusura del campionato 1958-59 intanto arrivava pure la Roma in amichevole. Vinse la squadra romana 2 a 0 in un incontro arbitrato da quel Severo Bartolomei il quale avrebbe portato una decina d’anni dopo il Cassino di nuovo in promozione dopo gli anni alquanto bui del disinteresse e del disimpegno (almeno quattro come vedremo).

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Ma per ora c’è da scialare, anche se qualche "spina" affiora in seno al Cassino che s’appresta a disputare il suo sesto campionato di promozione. C’è da sfogliare la rosa dei papabili alla panchina e Donnesi, Compianti e Giubilo sono gli uomini che creano il "casus belli". In, un primo tempo ha la meglio Compiani ma, in meno di una settimana (dal 2 al 6 agosto), torna Corrado Giubilo a dirigere una squadra che presenta questi quadri: Portieri: Cesareo (dal Formia), Sacco, Perillo e Natalia (tutti riconfermati); Terzini: Ferrigno e Paoletti (riconfermati) e Fontana (dalla Cosmet); Mediani: Giorgi (dal Grottaferrata), Marchegiani (dall’Isernia) e Gradini, Bartolini, Leo, Pragliola e Giangrande, tutti riconfermati; Attaccanti: Pio (dall’Isernia), Buondonno (ric.), Mancini (dal Formia), Cerbara (ric.), Ferracci (dall’Atac), con Di Ponio e Quagliozzi riconfermati. Questa la formazione tipo di un altro anno pieno di soddisfazioni: Cesareo, Fontana, Ferrigno; Gradini, Bartolini, Giorgi; Pio, Cerbara, Ferracci, Buondonno e Mancini mentre alla rosa dei giocatori su elencati si aggiungevano durante l’anno i nomi di Bordone e di Cocorno. Cominciato male, in un tempestoso derby sul campo di Aquino (neo promosso), il campionato del Cassino trovava alla fine un bilancio abbastanza lusinghiero in queste cifre: Terzo posto in classifica generale condiviso da Sora e Isola Liri; media inglese – 5; 49 reti segnate e 16 subite in ventisei incontri e miglire shieramento difensivo dell’intero campionato; 15 vittorie di cui 3 fuori casa (1-2 a Ceprano, 1-5 a Velletri e 1-2 a Gaeta); 5 pareggi, di cui quattro fuori casa (Terracina, Atina, Vis Velletri e Genzano) e uno solo in casa (Fondana); sei le sconfitte registrate, tutte fuori casa, compresa quella a tavolino (Aquino) fissata dalla Lega. In evidenza Franco Cesareo nel campionato 1959-60, visto, in seguito a una speciale classifica indetta da un settimanale sportivo della Capitale, il migliore portiere dell’anno (una sessantina la graduatoria dei partecipanti) e premiato con una artistica coppa e < Effettivamente in quell’anno, Cesareo s’imponeva per la classe elevata, la prontezza con risultati eccezionali. Degno della massima considerazione, tuttavia, il lavoro dell’altro portiere del Cassino, quell’Antonio Perillo sempre bravo e generoso, il quale doveva contribuire, tutte le volte ch’era stato chiamato in causa, a mantenere intatta la forza del Cassino al morire degli anni cinquanta. Intanto, a far parte del Consiglio, erano state chiamate anche persone "nuove" e di provate capacità tecniche ed organizzative. Tra queste è il dottor Benito Nagar, il quale assume la carica di vicepresidente e inoltre, Pietro Malatesta, Domenico Gargano e Pasquale Oliva (consiglieri onorari), Nicola Giangrande (medico sociale), Pietro De Feo (segretario), Amilcare Romolini (addetto stampa), e Franco Agostinelli, Luigi Canale, Lino Miranda, Alfredo Musolino, Mario De Vito, Eugenio Prete, Carmine Lillo, Giovanni Torrice, Rosario Pittiglio e Pasquale La Marra (consiglieri).


Il popolare attore francese Fernandel sul "vecchi" Miranda

Lo spettacolo sportivo intanto crescente (siamo lontani dal secondo pionierismo imposto dalla guerra) agita il problema del nuovo stadio la cui costruzione è prevista nello spazio di quattro anni (1960-1964). Così si esprimeva Domenico Gargano, assessore allo sport nel 1959, in una intervista concessa alla stampa alla fine d’agosto dello stesso anno: "E’ giusto che una città che vanta tante brillanti tradizionali sportive sia dotata di un moderno impianto rispondente alle molte e nuove esigenze poste dal suo prolungato sviluppo. Lo stadio dovrà perciò colmare le molte lacune che l’attuale modesto campo presenta, onde permettere di poter praticare (e non solo assistere in qualità di spettatori) gli sport preferiti: dall’atletica, alla palla a volo, dal calcio al basket e al tennis". Segno certo che il "Miranda" se ne va. Anche se si cerca di rammodernare alla meglio con nuovi spogliatoi.  
Testi e immagini tratte da "Un Pallone Azzurro" ricordo del calcio a Cassino - di Gino Salveti - Lamberti Edit


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