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10 settembre 2010
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freccia.gif Il Cassino in promozione
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freccia.gif Il 'Miranda' se ne va
freccia.gif Tra speranza e malinconia
freccia.gif La squadra verso il declino
freccia.gif Dalla crisi alla rinascita
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Tra speranza e malinconia


Una formazione del Cassino 1963
A sinistra Compiani e a destra V.Giacomi

La cessione del terzino destro Fontana al Sora, gli acquisti di Nacci, Riccardi, De Martino, Badii, Aceti, Peppino D’Ambrosio e del giocatore-pittore Giacomi con la riconferma di Dario Compiani alla guida della squadra, la nascita del "Gazzettino" e la riconferma del Presidente A. Pagano sono i fatti principali dell’anno calcistico 1960-61 durante il quale il Cassino conoscerà la retrocessione in prima categoria. Dobbiamo parlare subito del "Gazzettino del Lazio", già noto come settimanale di Michele Giordano, che qui diventa pure nuova società di calcio per volontà del suo vulcanico Direttore, Costituita alla fine del ’59, la società che nasce è praticamente parte integrante di quella che ha come Presidente l’avvocato Antonio Pagana (il Giordano infatti ha la carica di segretario), presenta come allenatore quel Gaetano Conte tante volte incontrato nella storia del Cassino, una il "Miranda" come campo di gioco per il suo campionato di seconda categoria e conserva il colore azzurro, proprio del gonfalone della "città martire" e della sua principale squadra di calcio. Questi i quadri del "Gazzettino", risultanti da una conferenza stampa dell’epoca di Michele Giordano: Portiere: è Giacomi (presto passato al Cassino); Terzini: Maiuri, Capraro, Zabot II; Mediani: Mascioli, Carnevale, Carlucci, Luciano, Mella e Capone; Attaccanti: Avallone, Capitanio, Nardone I, Vecchio, Mastrocicco, Vallerotonda (capitano) e Antonacci. Si tratta, ovviamente, dei primi nomi, di una formazione appena abbozzata e un po’ diversa da quella che, come vedremo, alcuni mesi dopo conquisterà il titolo di campione degli juniores e a mano a mano nel tempo, sostituirà perfino la squadra principale della città negli anni della triste sua decadenza calcistica. Ma il "Gazzettino" non nasce con l’intento di espandere sempre di più il nome (abbastanza conosciuto in Provincia) di Michele Giordano. Scopo fondamentale della nuova èquipe è di ampliare il fatto calcistico cassinate, di creare un vivaio di giovanissimi da catapultare presto nell’alleata società maggiore, di dar vita, in sostanza, a un vecchio proposito di molti dirigenti dell’immediato dopoguerra e contemporanei, rimasto sempre "in pectore". Una ventina di anni dopo, il fenomeno del "Gazzettino" sopporta agevolmente una critica molto positiva. Gli danno luce le tante minori che circonderanno il grosso Cassino di quarta serie, l’ampliamento con l’effettivo entusiasmo di un gioco del calcio diverso, visto si nella soggettiva speranza di raggiungere una meta destinata solo a pochissimi, ma, soprattutto, nella sfera dell’educazione fisica che, pressochè assente nella Scuola, trova in svariati campi di gioco (non solo nel calcio) ampie possibilità di realizzazione. Simile al "Gazzettino" negli scopi, è pure, alla fine degli anni cinquanta, l’azione di un’altra schiera di giovanissimi raggruppati nella Juve-Cassino, vincitrice del 1961 del Torneo indetto dal Commissariato della FIGC. È un obbligo evidenziare questa piccola squadra (in bianco e nero ovviamente) organizzata dal Dr. Stefano Matera con l’esperienza di Antonio Donnesi del Centro Tecnico Federale di Firenze. È un club che in breve raggiunge (tra gli altri, evidenti) lo scopo di imporre un battesimo calcistico a molti ragazzi in un autentico torneo federale, scopo oggi larghissimo ma da ritenere, al tempo, un episodio lodevolmente "ante litteram". Allenata da Antonio Perillo, la combattiva squadra, cara al campionato Mario Nicosia, sarà protagonista nel maggio 1962 di un finale più o meno "giallo" del quale, come vedremo, beneficerà proprio… "Il Gazzettino" di Giordano.

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Ai primi di settembre del ’60 suona poi la diana del Cassino "vero" nella nuova sede di Via G. D’Annunzio appena aperta nel palazzo dei De Vendictis. Si parte per un campionato difficile, che relegherà la squadra azzurra al penultimo posto in classifica, con un deficit che il Presidente "imbarca" in proprio con una certa disinvoltura e mentre il ragioniere Nieddu, operatore nella società torinese RIV, si fa ideatore della formula Cassino-RIV, che, una volta concretizzata, potrebbe offrire allo stesso Nieddu la carica di Presidente al posto di Pagano. Ne nasce una specie di caso, provocato in parte, in una riunione nella Sala dei Convegni del Comune, ai primi d’agosto, da un intervento "dell’appassionato sportivo Germano Cibelli – nota il Messaggero del 12 agosto 1960 a firma Frac – il quale, interpretando la volontà di quasi tutti i presenti testualmente dichiarava: "Gli sportivi sono concordi all’elezione a presidente del rag. Nieddu, ma solo a condizione che l’abbinamento con la RIV diventi una realtà concreta. Qualora questa possibilità non dovesse verificarsi gli sportivi sono dell’avviso di rieleggere il dottor Pagano". Il che tra "vivissimi e prolungati applausi" commentava il cronista. D’accordo perfino il Nieddu sulla "condito sine qua non" della nomina, il caso cadde presto tuttavia (ma l’abbinamento venne fuori ugualmente qualche anno dopo nei momenti di "stanca" del Cassino…) per la momentanea indisponibilità di Agnelli all’accoppiamento e Antonio Pagano restò ancora il presidente di una Società che aveva come onorario Benedetto Malatesta, vice presidente Andrea Nieddu, medico sociale Nicola Giangrande, tesoriere (sic) Pasquale Alonzo, segretario Pietro De Feo e consiglieri Carlo e Roberto Patini, L. Miranda, M. De Vita, A. Troiano, R. Capocci, E. Prete, G. Di Zenzo, C. Marino, M. Di Gerio, M. Lancia, C. Lillo, G. Torrice, R. Pittiglio, M. Di Zenzo, P. Olivia (da ricordare soprattutto come antico e recente ufficiale fotografo del Cassino di varie generazioni), D. Gargano e D. Lepore. Nella società poi, come particolare consigliere, figurava anche l’avvocato Giuseppe Margiotta. È questo del 1960-61 un campionato avaro di soddisfazioni, ricco di polemiche e perfino di iella se si considera che il 22 gennaio (ultima d’andata, Sezze-Cassino, tra l’altro non disputata per assenza dell’arbitro) il Presidente Pagano, due giocatori della squadra (Badii e De Martino) e l’accompagnatore Cosimo Marino finivano fuori strada sulla nota "fettuccia" di Terracina dopo uno scontro con una 1100 proveniente in senso contrario. L’urto violentissimo, proiettava fuori il signor Marino mentre l’auto dell’avvocato Pagano (da lui guidata), proseguendo una corsa folle finiva nella sottostante scarpata. Con qualche leggera ferita se la cavavano Pagano e Badii ma l’accompagnatore e De Martino dovettero sopportare a lungo le conseguenze del sinistro. Una "deplorevole mancanza di disciplina" tra numerosi atleti fu all’origine del pauroso calo della squadra del Cassino nell’anno della retrocessione com’è chiaramente esposto in giornali dell’epoca, e già alla fine del febbraio, dopo la settima sconfitta registrata dalla squadra, fragile e lenta in fase d’attacco, s’invocano come "di ruolo" D’Ambrosio, Monaco e Piscopo, atleti che "una volta in campo, sono cápaci di dare l’anima". Nella larga polemica, nella critica aperta a questo o quel giocatore e allo stesso Compiani, è facile intuire come qualcosa scricchioli nella bella squadra che in un ðaio d’anni era andata a un tiro di schiïppo dalla promozione. Né il 5-0 rifilato nell’anno al Frosinone, o il 5-1 al Teròacina con la vittoria sul fortissimo Sora dell’anno (1-0) trovano adeguato valore nei confronti delle batoste subite: 6-1 con il Formia e 4- nel ritorno Š infocato della squadra sorana.

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E, malinconicamente archiviato il campionato, mettono in crisi il calcio cassinate le dimissioni del suo Presidente effettivo Antonio Pagano. È un fatto che prevede un’ardua successione e non pare che il Sindaco (cui è stato demandato l’incarico di convocare l’assemblea dei soci) possa facilmente rimandare in equilibrio il complicato discorso sul futuro campionato minore. È un’estate caotica quella del 1962 per gli sportivi di Cassino e Diogene ha un gran che da fare con la sua lanterna, per individuare questo o quel presidente, questi o quei soci. Su due fronti intanto la lotta… per il potere calcistico: da un lato danno battaglia i sostenitori di Michele Giordano (con un numero ragguardevole di fans dopo l’affermazione del "Gazzettino" sportivo) e dall’altra i nostalgici di Pagano nella convinzione che l’ormai famoso Presidente possa recedere dalla sua decisione. Una tempestosa riunione in Comune ai primi di settembre risolve la questione dopo la dichiarata e motivata volontà del Pagano a dimettersi. Nasce un reggente nella personá del noto sportivo Edmondo Fantaccione e con il benestare, ovviamente, della maggioranza dell’assåmblea. Suoi collaboratori Lino Miranda, Amilcare Romolini, Marcello Di Zånzo e lo stesso Antonio Pagano mentre si promette come allenatore della squadra Antonio Donnesi, apprezzato trainer dell’Atina e di parecchie squadre marchegiane, un "profeta" autentico nella sua patria… il quale pochi giorni dopo tuttavia smentirà seccamente a mezzo stampa la possibilità di un tále incarico. Intanto il "Gazzettino", battuta l’Unrra per 3 a 0 (nella formazione vittoriosa allenata dá Vallerotonda: Gelormini, Miranda, Cadoro, Avallone, gettava le âasi (a una sola lunghezza dalla Juve, battuta per 4 a 2 dal S. Elia) per il primato "Juniores" che avrebbe trovato su un piatto d’argento nell’ultima di campionato per un "madornale errore" commesso dalla stessa Juve-Cassino. Infatti la Juve di Perillo vinceva sì a Pignataro ma con un portiere… non regolamentare in quanto "cartellinato" con altra società e quindi la vittoria del Pignataro a tavolino appariva di prammatica. Il resto, logicamente, se lo procurava il "Gazzettino" che aveva la meglio su un tenace e volitivo Colosseo. Con Vallerotonda, sugli scudi il classico Avallone – notava la cronaca – il tenace e combattivo Cadoro, i terzini Balsamo e Ranaldi, il veloce e manovriero Santillo. Era l’unica soddisfazione sportiva del 1962 in una città che, almeno in fatto di calcio, sarebbe rimasta a guardare per un pezzo…

Testi e immagini tratte da "Un Pallone Azzurro" ricordo del calcio a Cassino - di Gino Salveti - Lamberti Editore Cassino


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