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Sergio Saragosa
| PUBBLICAZIONI |

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Caira dalle origini
ad oggi
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| Autori:
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Sergio Saragosa
e Anna Maria Saragosa
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| Titolo:
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Caira
dalle origini ad oggi
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| Pubblicazione:
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Cassino 1998
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| Soggetti:
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Caira
(frazione di Cassino) dalle origini ai nostri giorni
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Un
tuffo nella mia infanzia con una risposta ai tanti perché sui nomi dei
luoghi e delle persone; un piacevole viaggio nel mio passato, questo per
me è stata la lettura della certosina ricerca condotta da due amanti
della nostra terra, Anna Maria e Sergio Saragosa. Essi hanno voluto, con
il loro prezioso lavoro, dare una coscienza storica agli abitanti di Caira
e sciogliere i tanti interrogativi che ci hanno accompagnato per anni e
che continuano ad accompagnare tutti quelli che partecipano, in piazza,
alle tante interminabili discussioni che animano le ore notturne del
piccolo centro.
Il
quadro che viene fuori dal libro è quello di una piccola società
contadina chiusa in sé, tributaria dell’abbazia di Montecassino, che
solo dopo l’Unità d’Italia vedrà costruita una strada di accesso che
la collegherà a Cassino.
Ci
eravamo sempre chiesti quale fosse l’origine del protettore del Paese, S.
Basilio, che è un nome estraneo all’Italia, ma di provenienza
dell’Asia minore di civiltà greca. Ci viene documentato che a Caira ci
fu una colonia greca che edificò la chiesa secondo la loro forma ed
elesse come patrono un santo a loro familiare.
E
da dove il nome di Monacato? Da un monastero situato ai piedi del monte S. Matteo; e il
nome di lago? Da uno
sprofondarsi del terreno in quella zona così chiamata e che provocò in
seguito alle alluvioni un vero e proprio lago. E perché imperatore?
Da una costruzione che, con la sua grandiosità, richiamava
le costruzioni imperiali.
E tanti e tanti altri perché
vengono sciolti. Infine va messa in rilievo la ricerca sull’antico
dialetto che, per le nuove generazioni, è quasi lingua sconosciuta; il
che dimostra lo sforzo eccezionale di evoluzione culturale che ha subìto
il nostro paesino in pochi decenni. I termini usati e i canti popolari ci
dimostrano che a Caira la società era completamente basata su una
economia contadina di sussistenza. Gli autori, certamente per una ricerca
più approfondita, hanno appena abbozzato Caira del dopoguerra con i suoi
prodigiosi cambiamenti economici, sociali, culturali. Noi aspettiamo con
ansia il nuovo lavoro già preannunciato dai nostri amici, che, per il
momento, ringraziamo di vero cuore.
Angelo
Picano
Nessuno avrebbe mai
creduto che una piccola comunità paesana, come è quella di Caira, a soli
quattro chilometri da Cassino, con una economia tradizionalmente agricola
e pastorale, potesse avere una storia così lunga, complessa e, per molti
aspetti, autonoma. Questo risultato, che puó apparire stupefacente, è il
frutto dell'amore, dell'impegno e delle capacità di ricerca degli autori.
Ho avuto modo di seguire da vicino lo sviluppo ed il percorso di questo
lavoro nelle ultime fasi, specialmente quelle sui polverosi fascicoli
dell'Archivio di Stato di Caserta: posso assicurare che la cura,
la passione, e spesso l'affanno,
nel raccogliere anche il minimo accenno al territorio di Caira, il timore
che qualcosa potesse sfuggire, erano degni dei più navigati ed esperti
ricercatori di cose patrie.
Non è mancata l'indagine, anche questa fondamentale, tra la gente del
luogo, soprattutto tra gli anziani: ciò ha consentito, non solo
l'inserimento di dati che mai più si sarebbero potuti avere per altre
vie, ma anche il coinvolgimento emotivo della popolazione locale, che
ormai attende questo libro quasi con impazienza.
Il risultato è che questa storia di Caira, oltre che arricchire e
completare il quadro storiografico del capoluogo territoriale che è
Cassino, va ad inserirsi con dignità in quella serie di pubblicazioni
che, dal dopoguerra e paese per paese, ricostruisce analiticamente la
fisionomia storica, culturale e socio economica del Lazio meridionale, per
troppo tempo relegato a ruolo di semplice comparsa nella più importante
storia di Roma.
Gli autori, in linea con le più elementari – ma spesso trascurate –
esigenze storiografiche, non mancano di inserire gli avvenimenti locali in
un più ampio contesto territoriale e nazionale, conferendo al lavoro una
"leggibilità" ed una veduta d'insieme organica ed agevole.
Emilio
Pistilli - Presidente CDSC
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Caira 1943-1944
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| Autore:
|
Sergio Saragosa
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| Titolo:
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Caira
1943-1944
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| Pubblicazione:
|
Cassino 2001
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| Edizione:
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Edizioni Cassino
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| Presentazione |
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Lo aveva quasi preannunciato Sergio
Saragosa, nel suo primo libro (Caira,
dalle origini ad oggi, coautore la figliola Anna Maria - 1998), ed
ora mantiene la promessa: ecco la storia vera e dolorosa delle vicende
del paese durante le operazioni belliche sulla Linea
Gustav. Quella storia che nessuno avrebbe mai voluto si scrivesse,
perché è fatta di lacrime, di violenze inaudite sulla popolazione
inerme, di strazianti separazioni da persone e luoghi familiari, di
affetti violati.
Non è, si badi bene, la narrazione di un protagonista superstite, la
cui penna scorre mossa dall’emotività e dai ricordi personali. È,
invece, un quadro – ahimé realistico – di ciò che accadde nei
tremendi mesi tra l’autunno 1943 e la primavera successiva, tracciato
con la curiosità di chi vuol conoscere, perché ne è stato toccato
personalmente anche se indirettamente, con la competenza dello storico
che ama ricostruire, attraverso documenti e testimonianze dirette ed
attendibili, pagine ignorate della storia paesana.
Le sue fonti sono quelle della vastissima editoria di guerra, quelle
degli archivi parrocchiali, le epigrafi del cimitero di Caira, i ricordi
e le testimonianze dei sopravvissuti.
Il merito maggiore del lavoro di Saragosa è quello di aver inquadrato
gli avvenimenti e i resoconti in un contesto umano e sociale di Caira,
che va dall’anteguerra al ritorno dallo sfollamento e alla prima
ricostruzione del paese. Rivivono, così, gli ambienti e le abitudini
contadine, i rapporti familiari e di vicinato della popolazione locale,
i valori di solidarietà e di reciproco sostegno in tempi di necessità
e di sofferenza. La comunità paesana, dunque, finisce per essere la
vera protagonista di questa storia, in cui la guerra e le sue tragiche
conseguenze sono solo un fatto accidentale che segna profondamente gli
animi dei singoli, ma non scalfisce minimamente l’anima del paese con
le sue tradizioni, la sua cultura contadina, la sua ragnatela di
parentele e di complessi rapporti affettivi.
A testimoniare quanto duramente sia stata colpita la comunità di Caira,
al di là dei terribili effetti dei bombardamenti sulle abitazioni,
basti riassumere i dati riportati nell’ultima parte del libro:
72 deceduti per conseguenze dirette della guerra: malaria, dissenteria,
malattie polmonari ed altre; 29 morti sotto i bombardamenti tra dicembre
1943 e marzo 1944; 3 morti per rappresaglia o fucilati dai tedeschi; 24
per scoppi di mine; 27 morti durante lo sfollamento; 39 per cause
diverse: tra questi anche 18 bambini. Complessivamente 194 vittime
civili, cui vanno aggiunti anche 16 militari caduti sui vari fronti. Il
tributo di sangue che Caira ha pagato alla causa della guerra è di 210
vittime, su una popolazione che prima della guerra raggiungeva appena
mille abitanti: dunque oltre il 20 per cento! Si puó affermare che non
vi fu famiglia che non dovesse lamentare un caduto. Uno scenario
terribile che doveva essere raccontato.
Ma a caricare di valenza umana tutto l’insieme concorre la capacità
narrativa dell’Autore e la sapiente interpolazione di scene talvolta
commoventi, talvolta comiche, con personaggi sempre vivi nei loro
sentimenti, nelle loro capacità di contrastare il dramma interno che li
anima, di riscoprire l’astuzia e la vena comica nei momenti in cui
tutto sembra perduto. È l’anima del paese che viene fuori dal libro,
quell’anima che molte città hanno ormai perso da tempo, ma che Caira
conserva ancora intatta: a dimostrarlo c’è la piena collaborazione
che gli abitanti hanno prestato a Sergio Saragosa, che, con tale lavoro,
ha legato indissolubilmente il suo nome alla storia di Cassino e della
sua frazione Caira.
Emilio Pistilli - Presidente CDSC
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Sergio Saragosa
"Biografia"
Sergio Saragosa è nato il 16 settembre 1939 a Cassino
ed è sempre vissuto nella frazione Caira, dove ha insegnato nella scuola
elementare negli ultimi 22 anni della sua quasi quarantennale carriera.
Nel 1998 pubblicò il suo primo lavoro "Caira
dalle origini ad oggi" e di recente, nel mese di settembre, è
stato dato alla stampa il suo secondo libro, che ha per titolo "Caira
1943-1944", con il sottotitolo "Vicende di Caira e dei suoi
abitanti durante l'ultimo conflitto mondiale".
Fortemente legato alla sua terra e ai suoi abitanti, in questi due lavori
ha raccolto le vicende del suo paese dalla data della sua nascita, che
risale a circa mille anni fa, fino all'immediato dopoguerra, attingendo
notizie dall'Archivio e dalla Biblioteca di Montecassino, dall'Archivio di
Stato di Napoli e da quello di Caserta, oltre che dai ricordi e dalle
testimonianze della gente. E' membro del Direttivo CDSC, Centro
Documentazione e Studi Cassinati. |
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