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19 giugno 2013
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Sergio Saragosa

PUBBLICAZIONI

Caira dalle origini ad oggi

Caira dalle origini ad oggi

Autori: Sergio Saragosa e Anna Maria Saragosa
Titolo: Caira dalle origini ad oggi
Pubblicazione: Cassino 1998
Soggetti: Caira (frazione di Cassino) dalle origini ai nostri giorni
  Presentazione

Un tuffo nella mia infanzia con una risposta ai tanti perché sui nomi dei luoghi e delle persone; un piacevole viaggio nel mio passato, questo per me è stata la lettura della certosina ricerca condotta da due amanti della nostra terra, Anna Maria e Sergio Saragosa. Essi hanno voluto, con il loro prezioso lavoro, dare una coscienza storica agli abitanti di Caira e sciogliere i tanti interrogativi che ci hanno accompagnato per anni e che continuano ad accompagnare tutti quelli che partecipano, in piazza, alle tante interminabili discussioni che animano le ore notturne del piccolo centro.
Il quadro che viene fuori dal libro è quello di una piccola società contadina chiusa in sé, tributaria dell’abbazia di Montecassino, che solo dopo l’Unità d’Italia vedrà costruita una strada di accesso che la collegherà a Cassino.
Ci eravamo sempre chiesti quale fosse l’origine del protettore del Paese, S. Basilio, che è un nome estraneo all’Italia, ma di provenienza dell’Asia minore di civiltà greca. Ci viene documentato che a Caira ci fu una colonia greca che edificò la chiesa secondo la loro forma ed elesse come patrono un santo a loro familiare.
E da dove il nome di Monacato? Da un monastero situato ai piedi del monte S. Matteo; e il nome di lago? Da uno sprofondarsi del terreno in quella zona così chiamata e che provocò in seguito alle alluvioni un vero e proprio lago. E perché imperatore? Da una costruzione che, con la sua grandiosità, richiamava  le costruzioni imperiali.
E tanti e tanti altri perché vengono sciolti. Infine va messa in rilievo la ricerca sull’antico dialetto che, per le nuove generazioni, è quasi lingua sconosciuta; il che dimostra lo sforzo eccezionale di evoluzione culturale che ha subìto il nostro paesino in pochi decenni. I termini usati e i canti popolari ci dimostrano che a Caira la società era completamente basata su una economia contadina di sussistenza. Gli autori, certamente per una ricerca più approfondita, hanno appena abbozzato Caira del dopoguerra con i suoi prodigiosi cambiamenti economici, sociali, culturali. Noi aspettiamo con ansia il nuovo lavoro già preannunciato dai nostri amici, che, per il momento, ringraziamo di vero cuore.

Angelo Picano

Nessuno avrebbe mai creduto che una piccola comunità paesana, come è quella di Caira, a soli quattro chilometri da Cassino, con una economia tradizionalmente agricola e pastorale, potesse avere una storia così lunga, complessa e, per molti aspetti, autonoma. Questo risultato, che puó apparire stupefacente, è il frutto dell'amore, dell'impegno e delle capacità di ricerca degli autori.
Ho avuto modo di seguire da vicino lo sviluppo ed il percorso di questo lavoro nelle ultime fasi, specialmente quelle sui polverosi fascicoli dell'Archivio di Stato di Caserta: posso assicurare che la cura,  la passione, e spesso  l'affanno, nel raccogliere anche il minimo accenno al territorio di Caira, il timore che qualcosa potesse sfuggire, erano degni dei più navigati ed esperti ricercatori di cose patrie.
Non è mancata l'indagine, anche questa fondamentale, tra la gente del luogo, soprattutto tra gli anziani: ciò ha consentito, non solo l'inserimento di dati che mai più si sarebbero potuti avere per altre vie, ma anche il coinvolgimento emotivo della popolazione locale, che ormai attende questo libro quasi con impazienza.
Il risultato è che questa storia di Caira, oltre che arricchire e completare il quadro storiografico del capoluogo territoriale che è Cassino, va ad inserirsi con dignità in quella serie di pubblicazioni che, dal dopoguerra e paese per paese, ricostruisce analiticamente la fisionomia storica, culturale e socio economica del Lazio meridionale, per troppo tempo relegato a ruolo di semplice comparsa nella più importante storia di Roma.
Gli autori, in linea con le più elementari – ma spesso trascurate – esigenze storiografiche, non mancano di inserire gli avvenimenti locali in un più ampio contesto territoriale e nazionale, conferendo al lavoro una "leggibilità" ed una veduta d'insieme organica ed agevole.

Emilio Pistilli - Presidente CDSC 

 

Caira 1943-1944

Autore: Sergio Saragosa
Titolo: Caira 1943-1944
Pubblicazione: Cassino 2001
Edizione: Edizioni Cassino

 

  Presentazione

Lo aveva quasi preannunciato Sergio Saragosa, nel suo primo libro (Caira, dalle origini ad oggi, coautore la figliola Anna Maria - 1998), ed ora mantiene la promessa: ecco la storia vera e dolorosa delle vicende del paese durante le operazioni belliche sulla Linea Gustav. Quella storia che nessuno avrebbe mai voluto si scrivesse, perché è fatta di lacrime, di violenze inaudite sulla popolazione inerme, di strazianti separazioni da persone e luoghi familiari, di affetti violati.
Non è, si badi bene, la narrazione di un protagonista superstite, la cui penna scorre mossa dall’emotività e dai ricordi personali. È, invece, un quadro – ahimé realistico – di ciò che accadde nei tremendi mesi tra l’autunno 1943 e la primavera successiva, tracciato con la curiosità di chi vuol conoscere, perché ne è stato toccato personalmente anche se indirettamente, con la competenza dello storico che ama ricostruire, attraverso documenti e testimonianze dirette ed attendibili, pagine ignorate della storia paesana.
Le sue fonti sono quelle della vastissima editoria di guerra, quelle degli archivi parrocchiali, le epigrafi del cimitero di Caira, i ricordi e le testimonianze dei sopravvissuti.
Il merito maggiore del lavoro di Saragosa è quello di aver inquadrato gli avvenimenti e i resoconti in un contesto umano e sociale di Caira, che va dall’anteguerra al ritorno dallo sfollamento e alla prima ricostruzione del paese. Rivivono, così, gli ambienti e le abitudini contadine, i rapporti familiari e di vicinato della popolazione locale, i valori di solidarietà e di reciproco sostegno in tempi di necessità e di sofferenza. La comunità paesana, dunque, finisce per essere la vera protagonista di questa storia, in cui la guerra e le sue tragiche conseguenze sono solo un fatto accidentale che segna profondamente gli animi dei singoli, ma non scalfisce minimamente l’anima del paese con le sue tradizioni, la sua cultura contadina, la sua ragnatela di parentele e di complessi rapporti affettivi.
A testimoniare quanto duramente sia stata colpita la comunità di Caira, al di là dei terribili effetti dei bombardamenti sulle abitazioni, basti riassumere i dati riportati nell’ultima parte del libro:
72 deceduti per conseguenze dirette della guerra: malaria, dissenteria, malattie polmonari ed altre; 29 morti sotto i bombardamenti tra dicembre 1943 e marzo 1944; 3 morti per rappresaglia o fucilati dai tedeschi; 24 per scoppi di mine; 27 morti durante lo sfollamento; 39 per cause diverse: tra questi anche 18 bambini. Complessivamente 194 vittime civili, cui vanno aggiunti anche 16 militari caduti sui vari fronti. Il tributo di sangue che Caira ha pagato alla causa della guerra è di 210 vittime, su una popolazione che prima della guerra raggiungeva appena mille abitanti: dunque oltre il 20 per cento! Si puó affermare che non vi fu famiglia che non dovesse lamentare un caduto. Uno scenario terribile che doveva essere raccontato.
Ma a caricare di valenza umana tutto l’insieme concorre la capacità narrativa dell’Autore e la sapiente interpolazione di scene talvolta commoventi, talvolta comiche, con personaggi sempre vivi nei loro sentimenti, nelle loro capacità di contrastare il dramma interno che li anima, di riscoprire l’astuzia e la vena comica nei momenti in cui tutto sembra perduto. È l’anima del paese che viene fuori dal libro, quell’anima che molte città hanno ormai perso da tempo, ma che Caira conserva ancora intatta: a dimostrarlo c’è la piena collaborazione che gli abitanti hanno prestato a Sergio Saragosa, che, con tale lavoro, ha legato indissolubilmente il suo nome alla storia di Cassino e della sua frazione Caira.

Emilio Pistilli - Presidente CDSC

Sergio Saragosa
Sergio Saragosa
 "Biografia"

Sergio Saragosa è nato il 16 settembre 1939 a Cassino ed è sempre vissuto nella frazione Caira, dove ha insegnato nella scuola elementare negli ultimi 22 anni della sua quasi quarantennale carriera.
Nel 1998 pubblicò il suo primo lavoro "Caira dalle origini ad oggi" e di recente, nel mese di settembre, è stato dato alla stampa il suo secondo libro, che ha per titolo "Caira 1943-1944", con il sottotitolo "Vicende di Caira e dei suoi abitanti durante l'ultimo conflitto mondiale".
Fortemente legato alla sua terra e ai suoi abitanti, in questi due lavori ha raccolto le vicende del suo paese dalla data della sua nascita, che risale a circa mille anni fa, fino all'immediato dopoguerra, attingendo notizie dall'Archivio e dalla Biblioteca di Montecassino, dall'Archivio di Stato di Napoli e da quello di Caserta, oltre che dai ricordi e dalle testimonianze della gente. E' membro del Direttivo CDSC, Centro Documentazione e Studi Cassinati.

 

 


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