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7 settembre 2010
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freccia.gif Un ricco patrimonio arcgeologico
freccia.gif Appendice A



Un ricco patrimonio arcgeologico

9.1. Antichità attorno ad Aquilonia


Costruzione murgica lungo la via S. Leonardo,
tra Croce di Macchia e Radicosa. La foto è
del 1972; lo stato attuale del manufatto
è notevolmente peggiorato

La scoperta della fortificazione di Colle Marena-Falascosa coincise, nello stesso 1972, con il ritrovamento di numerosi altri resti archeologici.
- Nella frazione Muraglie, che chiude la spianata di Campopiano, oltre l’allineamento pseudo quadrato già ricordato[1], vanno segnalati anche: un alto muro in opus incertum, con canali di scolo in terracotta di sicura epoca romana, a protezione della carrozzabile per S. Vittore (ora quel muro è stato abbattuto per ampliare la sede stradale!); un troncone di muro in opus reticulatum ribaltato dalla sua base.
- In località Campopiano sono segnalate delle tombe a cappuccina; alcune di esse sono databili al III sec. D. C. grazie al ritrovamento di una moneta di Gordiano; ma tutta l’area presenta tracce di lunghi allineamenti murari interrati, mentre i contadini riferiscono di ritrovamenti di lucerne e “candelieri” in bronzo; abbondante il materiale fittile.
- Spianata di S. Giusta: condotte idriche interrate in muratura, fornaci per il carbone e per la calce, tegoloni, di fattura molto antica, “che presentano in una faccia i segni del canniccio su cui furono messi ad asciugare quando l’argilla era ancora fresca[2]”.
- Sul lato settentrionale del colle Marena-Falascosa, a valle della strada S. Leonardo della frazione Radicosa, su una spianata frequentata da pastori, sorgono costruzioni di tipo nuragico di epoca e fattura indefinita[3]
L’area delle mura, che prima era frequentata solo da pastori e cacciatori, dopo l’annuncio della scoperta è stata meta di svariate escursioni di curiosi e di appassionati di antichità. Alcuni di questi hanno segnalato ritrovamenti di materiali fittili e qualcuno anche di monete; gli anziani di S. Vittore e di S. Pietro Infine si sono ricordati di cose strane, di grotte, di sotterranei, visti in quei luoghi durante la fuga dai loro paesi nel 1943-44. Purtroppo in tali racconti non si sa mai quanto ci sia di vero e quanto sia da attribuire alla fantasia.
E la suggestione di una scomparsa città sannitica di fantasie ne suscita!

[1] Vd. supra par. 5.1. e Appendice A.1.
[2] A. Giannetti, loc. cit., pag. 110.
[3] E. Pistilli, Un “nuraghe” a S. Vittore del Lazio?, in “Il Gazzettino del Lazio”, 20.12.1972, pag. 2; vd. anche supra, Appendice A.5.

AQUILONIA in S. Vittore del Lazio - di Emilio Pistilli


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