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Massimiliano Fuksas
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Massimiliano Fuksas e’
nato a Roma nel 1944. Il suo motto, "Un architetto deve costruire e
l’architettura e’ un’arte", lo porta a sostenere che vi sia
bisogno di contaminazione fra questa meravigliosa arte e la societa’.
Non si tira indietro di fronte a tale realta` "impura e
democratica", attratto com’e` dalla schietta messa in atto di
idee finalizzate alla ricerca e all’indagine dei rapporti fra
espressione e contenuto in architettura. La sua feconda narrazione
architettonica appartiene alle poetiche combinatorie delle acquisizioni
linguistiche contemporanee, cultura che egli contribuisce ad ampliare
con un proprio portato semiologico personale. Superando costantemente le
posizioni raggiunte in precedenza, Fuksas si pone sempre nuove mete,
alla ricerca di coraggiose avventure spaziali descritte con un lessico a
volte ermetico, sempre incisivo e antinostalgico. Ha costruito molto ed
e` oggi uno degli architetti italiani piu` noti al mondo. Insegna
progettazione architettonica presso l’Akademie der Bildenden Kunste di
Vienna.
www.Fuksas.it
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1985-’90, Nuova sede
comunale di Cassino
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Con la nuova sede comunale di Cassino,
Fuksas e Sacconi affrontano il progetto di un edificio localizzato nel
tessuto compatto di un centro abitato. Pur non essendo Cassino citta`
cosmopolita e aperta al rapido cambiamento come Parigi e Londra, e` grazie
all’audacia dei progettisti che un piccolo Pompidou o Lloyd’s Center
potra` trovare qui realizzazione. Al fine di condurre in porto l’ardua
impresa progettuale, la forza di questi riferimenti high tech ricollocati
vicino alla famosa abbazia dev’essere cautamente stemperata. L’idea e`
quella di progettare un edificio che in apparenza non stupisca, ma che si
riservi di sorprendere. A livello strada il fronte costruito presenta un’immagine
compiuta e tranquillizzante, affidata a un colonnato alto cinque livelli
frontistante una parete strutturata in modo rigorosamente cartesiano. Sulla
copertura, invece, luogo poco visibile dalla strada, esplode la sorpresa
innescando un discreto turbamento nella pace cittadina. Questa parte del
progetto rappresenta la citta` vera, la citta` brulicante, costruita sui
tetti, la citta` dell’immaginario, la citta` in trasformazione nella
quale, sotto i raggi del sole, le facciate intarsiate come la zucca di
Halloween si separano dai volumi ai quali appartenevano. Sulla testata e sul
retro dell’edificio si articola un sistema di scale sorrette da lunghi
pilastri tubolari in ferro, penetrando e fuoriuscendo liberamente dal volume
come un essere vivente.
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Testi e disegni da
"GLI
ARCHITETTI" di Ruggiero LENCI
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Disegni lato Est e lato Nord

Disegni lato Ovest e lato Sud
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