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7 settembre 2010
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freccia.gif Pietro Annigoni
freccia.gif Carettoni
freccia.gif Giovanni Conte
freccia.gif Gaetano Di Biasio
freccia.gif Massimiliano Fuksas
freccia.gif Erasmo Gattola
freccia.gif Antonio Labriola
freccia.gif Luca Lancia
freccia.gif Mastroianni
freccia.gif Marco Mazzaroppi
freccia.gif Don Angelo Pantoni
freccia.gif Carlo Baccari
freccia.gif Pinchera
freccia.gif Caio Fuzio Pinchera
freccia.gif Ernesto Capocci
freccia.gif Antonio Patino
freccia.gif Giovanni Bizzoni



Massimiliano Fuksas

Massimiliano Fuksas e’ nato a Roma nel 1944. Il suo motto, "Un architetto deve costruire e l’architettura e’ un’arte", lo porta a sostenere che vi sia bisogno di contaminazione fra questa meravigliosa arte e la societa’. Non si tira indietro di fronte a tale realta` "impura e democratica", attratto com’e` dalla schietta messa in atto di idee finalizzate alla ricerca e all’indagine dei rapporti fra espressione e contenuto in architettura. La sua feconda narrazione architettonica appartiene alle poetiche combinatorie delle acquisizioni linguistiche contemporanee, cultura che egli contribuisce ad ampliare con un proprio portato semiologico personale. Superando costantemente le posizioni raggiunte in precedenza, Fuksas si pone sempre nuove mete, alla ricerca di coraggiose avventure spaziali descritte con un lessico a volte ermetico, sempre incisivo e antinostalgico. Ha costruito molto ed e` oggi uno degli architetti italiani piu` noti al mondo. Insegna progettazione architettonica presso l’Akademie der Bildenden Kunste di Vienna. www.Fuksas.it

1985-’90, Nuova sede comunale di Cassino

Con la nuova sede comunale di Cassino, Fuksas e Sacconi affrontano il progetto di un edificio localizzato nel tessuto compatto di un centro abitato. Pur non essendo Cassino citta` cosmopolita e aperta al rapido cambiamento come Parigi e Londra, e` grazie all’audacia dei progettisti che un piccolo Pompidou o Lloyd’s Center potra` trovare qui realizzazione. Al fine di condurre in porto l’ardua impresa progettuale, la forza di questi riferimenti high tech ricollocati vicino alla famosa abbazia dev’essere cautamente stemperata. L’idea e` quella di progettare un edificio che in apparenza non stupisca, ma che si riservi di sorprendere. A livello strada il fronte costruito presenta un’immagine compiuta e tranquillizzante, affidata a un colonnato alto cinque livelli frontistante una parete strutturata in modo rigorosamente cartesiano. Sulla copertura, invece, luogo poco visibile dalla strada, esplode la sorpresa innescando un discreto turbamento nella pace cittadina. Questa parte del progetto rappresenta la citta` vera, la citta` brulicante, costruita sui tetti, la citta` dell’immaginario, la citta` in trasformazione nella quale, sotto i raggi del sole, le facciate intarsiate come la zucca di Halloween si separano dai volumi ai quali appartenevano. Sulla testata e sul retro dell’edificio si articola un sistema di scale sorrette da lunghi pilastri tubolari in ferro, penetrando e fuoriuscendo liberamente dal volume come un essere vivente.

Testi e disegni da "GLI ARCHITETTI"  di Ruggiero LENCI


Disegni lato Est e lato Nord

Disegni lato Ovest e lato Sud

 


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