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7 settembre 2010
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Don Angelo Pantoni

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Da sinistra: Don Martino Matronola
S. Ecc. Idelfonso Rea Abate di
Montecassino,Don angelo Pantoni 

Don Angelo Pantoni: Angelo Pantoni nato a Firenze il 5 giugno 1905, e` vissuto per oltre un cinquantennio a Montecassino, ove venne nel 1929 durante le celebrazioni del XIV centenario della fondazione dell’abbazia. Si form6 alla vita monastica sotto la guida di don Tommaso Leccisotti, insigne cultore delle memorie avite. Questi lo avvio anche agli studi storici cassinesi, scoprendo e valorizzando nel giovane monaco un’indole molto dotata e incline alle ricerche erudite con particolare interesse per 1’archeologia e per 1’arte in genere. Prima di recarsi a Montecassino, il Pantoni si era laureato in ingegneria presso 1’universita di Padova. Il Leccisotti, cui il Pantoni sara` sempre grato e legato da filiale stima ed amicizia assicurandogli anche una costante, continua e qualificata collaborazione alla rivista Benedictina, mise ben presto nelle sue mani i tre volumi manoscritti del Quandel sulla storia delle fabbriche cassinesi, che il Pantoni studio a lungo.E i frutti non tardarono a venire. Gia` nel 1936 cominciava la sua lunga attivita` di studioso, tuttora in pieno svolgimento, con un articolo molto importante "su di un’antica chiesa del monastero Cassinese", uscito nella Rivista di  archeologia cristiana. Nel 1940 esegui pero` nuovo Catasto un rilevamento generale degli edifici della Badia, che sono stati di particolare aiuto nelle fasi della ricostruzione del cenobio cassinese. Sempre da quegli anni, e precisamente dal 1934, comincio a tenere la " Cronaca " del monastero, che ha condotto fino ai giorni nostri. Cosa che ha fatto con mirabile costanza, assicurandoci una messe veramente rilevante di notizie soprattutto per quanto riguarda la ricostruzione dell’abbazia e per cio` che egli ha fatto in prima persona. Si tratta di diversi grossi volumi che il Pantoni ha anche arricchito di disegni, fotografie e documenti vari. E questo suo impegno e tanto piu` da sottolineare in quanto 1’illustre confratello ha sofferto di una crescente sordita` fino a perdere completamente 1’udito, ma che ha sopportato con ammirevole pazienza. Per questo lavoro di "cronografo" il suo nome sara` certamente congiunto a quello dei benemeriti archivisti cassinesi che nel ’600 e nel ’700 redigevano i "Giornali" del monastero: quali ad es., il Gattola, il Campitelli, il Franchini, il Fraia, ecc. Nell’imminenza della guerra, e precisamente nell’ottobre del 1943, lascio 1’abbazia e con gli altri monaci cassinesi si incammino sulle vie dell’esilio.Fu prima a Sant’Anselmo di Roma e poi per parecchi mesi a Perugia, accolto fraternamente dai monaci di S. Pietro, e cola` si occupo` dei ricordi benedettini della citta` e suo territorio. Ad Assisi ebbe occasione di fare una studio completo anche di disegni su S. Benedetto al Subasio, pubblicato in Benedictina, 1948. Appena possibile fu uno dei primi a ritornare sulle macerie e ad avviare rilievi, disegni per la ricostruzione, recupero di frammenti di marmo con iscrizioni, ecc. E la sua opera fu indefessa. La sua competenza e la sua presenza continua gli permisero di raccogliere una grande quantita` di dati archeologici e storici che altrimenti sarebbero andati perduti per sempe. Il Pantoni dava puntualmente notizia delle sue scoperte e ricerche in varie riviste specializzate, come appare dalla lista degli scritti. In questo quarantennio di attivita` scientifica il Pantoni anche se ha privilegiato il settore dell’arte e dell’archeologia, non e` stato tuttavia estraneo all’indagine storico-archivistica, come lo prova la sua assidua collaborazione a Benedictina con personali contributi e con molte recensioni. Nell’archeologia non si e` limitato, come non di rado accade, a disquisizioni, servendosi di materiale elaborato da altri o di sole testimonianze storico-letterarie, ma ha condotto importanti ricerche, specialmente nell’area della basilica di Montecassino, in cio` con la collaborazione di illustri e valenti studiosi (Ferrua, Kirschbaum, Venanzi, ecc.), soprattutto per quanto riguarda il settore del sepolcro di San Benedetto. Le indagini estese a gran parte dell’area della basilica cassinese hanno rimesso in luce le mura del primitivo oratorio di San Giovanni Battista, edificato da San Benedetto sulla cima del monte, nonche` quelle della prima basilica a tre navate, del nono secolo, che succedette al detto oratorio, e importanti avanzi della celebre basilica di Desiderio, del secolo XI. Cosi per la prima volta la chiesa di Montecassino ha mostrato, nel terreno stesso su cui poggia, i titoli della sua storia ultramillenaria. Di tutto cio` riferi` prima nel volume Il sepolcro di San Benedetto, vol. 1951, e poi in maniera piu` ampia nel bellissimo volume, purtroppo esaurito, Le vicende della basilica di Montecassino attraverso la documentazione archeologica, "Miscellanea Cassinese 36", Montecassino 1973. Ma anche di un’altra chiesa cassinese, S. Martino, stabilita da San Benedetto nel tempio pagano dell’acropoli, il Pantoni ha ritrovato, con appositi scavi, sicure tracce nel chiostro d’ingresso . della Badia, e il risultato e tanto piu` importante in quanto la chiesa suddetta, distrutta dal terremoto del 1349 e non piu` riedificata, era divenuta un ricordo piuttosto evanescente, tanto che si discuteva sulla sua esatta posizione, ora alfine nota.
Don Angelo Pantoni e` morto il 4 maggio 1988 a Montecassino.


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