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3 settembre 2010
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freccia.gif Anfiteatro romano
freccia.gif Strada lastricata
freccia.gif Porta Campana
freccia.gif Ninfeo Ponari
freccia.gif Ummidia Quadratilla
freccia.gif Sepolcreto
freccia.gif Il ponte di Legnaro
freccia.gif Terme Varroniane
freccia.gif Località Agnone

freccia.gif Il Teatro romano di Cassino
freccia.gif Il restauro
freccia.gif Gianfilippo Carettoni 'Giornale di scavo'
freccia.gif Gaetano Fardelli 'Giornale di scavo'
freccia.gif Massimiliano Valenti

freccia.gif Caratteri generali
freccia.gif Percorso dell’Acquedotto
freccia.gif Lunghezza e struttura dell’Acquedotto
freccia.gif Notizie storiche sull’Acquedotto di Cassino
freccia.gif Ruderi sparsi
freccia.gif Acquedotto
freccia.gif Epoca della costruzione dei due Acquedotti
freccia.gif Notizie Topografiche

freccia.gif Rocca Janula
freccia.gif Il restauro

freccia.gif Informazioni Museo
freccia.gif Museo - Sala I
freccia.gif Museo - Sala II
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freccia.gif La statua dell’”EROE”
freccia.gif La 'Domus Romana' di via Montecassino
freccia.gif Scritti inediti di Filippo Ponari



Anfiteatro romano

Schema di un anfiteatro romano
Schema di un anfiteatro Romano

Anfiteatro romano - lato sud -
Lato sud
Anfiteatro romano - interno lato nord-est -
Interno lato nord-est
Anfiteatro romano - interno -
Interno
Anfiteatro romano - interno lato nord-est -
Interno
lato nord-est
Anfiteatro romano - interno lato nord-ovest -
Interno lato nord-ovest
Anfiteatro romano - particolare della perimetrazione dell'arena -
Particolare
della perimetrazione
dell'arena
Anfiteatro romano - particolare della proedria -
particolare della proedria
Anfiteatro romano - resti delle gradinate -
Resti delle gradinate
Anfiteatro romano - particolare interno -
Particolare interno
Anfiteatro romano - vista aerea -
Vista aerea

 L'anfiteatro romano di Cassino

L’anfiteatro Romano di Cassino, del I secolo a.C., e` una delle realizzazioni piu` tipiche dell’architettura romana che nasce per spettacoli anch’essi tipici di Roma antica: i ludi gladiatori. Erano questi dei combattimenti cruenti tra uomini, appositamente addestrati, i gladiatori, che combattevano tra di loro o contro belve feroci, i bestiari. L’origine di tali ludi e` sacrale derivando dal combattimento tra sciavi alla morte del loro padrone; lo schiavo che soccombeva accompagnava il padrone nel regno dei morti. Ma al tempo delle costruzioni dei grandi anfiteatri (celebre tra tutti il famoso anfiteatro Flavio o Colosseo a Roma del 80 d.C.), compreso quello cassinate, i ludi avevano solo connotati belluini mentre l’elemento sacrale era puramente simbolico. A costruire l’anfiteatro fu la matrona Ummidia Quadratilla come ricorda una lapide rinvenuta nel 1757 con l’epigrafe: Ummidia C.F. / Quadratilla / Amphiteatrum et / Temlum Casinatibus / Sua Pecunia Fecit. Dunque la matrona fece costruire a sue spese non solo l’anfiteatro ma anche un tempio del quale tuttavia non sono rimaste tracce. Nel 1923 e` stata rinvenuta un’altra iscrizione col nome di Qudratilla, su un blocco interrato presso uno degli accessi del teatro, a confermare ulteriormente l’attribuzione. L’anfiteatro di Cassino si presenta anomalo a consimili strutture, infatti parte della cavea sfrutta il pendio del monte per cui solo la parte di essa verso valle e` sorretta da strutture murarie. La pianta e` ellittica con un diametro corto di m. 68 ed un lungo di m. 85 e un perimetro di m. 160. La cavea, ad ovest, e` ricavata incidendo direttamente il banco roccioso, mentre la parte ad est poggia su strutture in muratura a volta. E` da questo lato che si aprono le cinque porte di ingresso. Il muro esterno, di cui l’altezza massima giunta fino a noi e` di m. 18, presenta nell’alto delle mensole dove trovano alloggiamento dei pali in legno che servivano a sorreggere un telone, velarium, che copriva l’intera struttura in caso di pioggia o di sole eccessivo. Nell’interno la cavea era divisa in cunei e percorsa da mediani per un piu` rapido accesso ai posti. Lo spazio al fondo era detto arena balla sabbia che ne costituiva la pavimentazione, adatta per lo svolgimento dei giochi. Tuttavia questa zona poteva essere anche allagata al fine di farvi svolgere della naumachie, battaglie navali. La presenza di abbondanti sorgenti a Cassino fa supporre che nulla vietasse che nell’anfiteatro locale si svolgesse anche questo tipo di gioco. Alcuni ambienti rettangolari completano la struttura. Le tecniche di costruzione sono in opus reticulatum, costituito da blocchetti di tufo romboidali con calce pozzolanica. Uno degli ambienti dell’anfiteatro e` realizzato in opus latericium, cioe` a mattoni, questo fa pensare ad una sua erezione successiva. Questa struttura doveva essere il tribunal, il palco delle autorita` locali, lo indicherebbe anche il fatto che era rivestito con lastre di marmo come hanno messo in luce gli scavi dell’ultimo secolo. I ludi a cui Ummidia Quadratilla assisteva erano di vario tipo, oltre alle citate naumachie e ai combattimenti dei bestiari contro le fiere, i combattimenti tra giocatori si diversificavano a seconda dell’armamento, e delle tecniche d’assalto e di difesa. I gladiatori erano generalmente prigionieri di guerra, schiavi o condannati per reati comuni che erano addastrati in opportune palestre. Se riuscivano a sopravvivere al periodo dell’ingaggio, erano liberati ed ottenevano un premio in denaro. I gladiatori si distinguevano, a seconda del tipo di combattimento in: Sanniti, con pesante armatura; Reziari, con rete e tridente; Traci, con pugnale ricurvo e scudo tondo; Galli, con spada e piccolo scudo. Al termine del combattimento il vinto chiedeva grazia alzando il braccio sinistro e la folla era arbitra del suo destino indicando vita o morte rispettivamente col pollice alzato o rovesciato. Ancor oggi l’espressione linguistica "pollice verso" sta ad indicare riprovazione. Questi spettacoli cruenti riscossero grande favore nell’antichita` ed anche Cicerone, pur non approvandoli, attribuiva loro un valore educativo. L’anfiteatro e` giunto a noi gravemente compromesso essendo, tra l’altro, illegibile quasi completamente la cavea. Molto hanno contribuito alla distruzione i terremoti. E` proprio il cronista Riccardo, che che scriveva al tempo dell’abate Landolfo, a ricordare che, nel terremoto del 1231, che sconvolse tanto la terra da intorpidire le acque per piu` ore, dall’anfiteatro cadde una grossissima pietra. La frase di Riccardo e` la seguente: " et tunc de coliseo concussus lapis ingens eversus est". E` iteressante notare che, nel tempo, la parola anfiteatro era stata sostituita da colosseo in omaggio al famoso anfiteatro Flavio che, a sua volta, aveva tratto il suo nome da una colossale statua di Nerone che sorgeva nei suoi pressi. Anfiteatro e` termine che significa doppio teatro ed e` indicativo della struttura architettonica: una doppia cavea teatrale accostata in modo da creare uno spazio adatto ai ludi.


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