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Teatro comunale

Nuovo Teatro Comunale
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| Il
nuovo Teatro di Cassino
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Nellarea di S.Antonio, con la demolizione degli edifici accorpati alla Chiesa
(Istituto Professionale ed altro), troverà collocazione lorganismo architettonico
progettato, adibito a sala polivalente di circa 700 posti. Lattacco prospettico di
detto complesso alla facciata della Chiesa è concepito come una grande sola vetrata
(ingresso alla sala), con una pensilina, sempre in vetro, sospesa da cavi di acciaio.
Detta vetrata costituisce un distacco dalla chiusa e compatta massa delledificio
sacro e serve a ridare più significato a questultimo e maggior distinguo al plesso
progettato. La sala apparirà sulla piazza Diamare con una facciata a portali di pietra,
di grande respiro, che daranno unità e importanza alla stessa e ricostituiranno
lallineamento prospettico. Esternamente la curva vetrata di chiusura, posizionata in
arretramento ai portali, permetterà, in questo spazio, il percorso dei pedoni nella
piazza come in un portico e, nellinterno la vista degli spettatori a quota
sopraelevata nei percorsi esterni alla sala, determinerà una continuità visiva tra i
fruitori della sala e quelli della piazza. Acciaio, vetro, alluminio, si evidenzieranno a
contrasto e in trasparenza a detti portali rivestiti in coreno bocciardato a riprendere
una connessione con la dominante Abbazia e gli edifici di maggior rilievo tipo il
Rettorato, la Curia e il Palazzo Vescovile nelle immediate vicinanze. Nella parte attigua
alla Chiesa, nellatrio, troveranno posto le zone di attesa, la biglietteria, il
guardaroba, il foyer con il bar ed i servizi, mentre una doppia scenografica scala
tirantata in acciaio con pedate di marmo porterà allaccesso alto della sala.
Opposto allatrio, dopo la spazialità della sala la scena, sotto questa sono
localizzati i servizi ed i magazzini e superiormente sul lato sinistro, tutti gli annessi
di camerini, magazzini, impianti tecnologici, i w.c. uomini -donne, un volume unitario nel
punto dove termina la vista della piazza. Linnovativa presenza dellacciaio,
del vetro, dellalluminio, a contrasto con la forte presenza della pietra, dateranno
e indicheranno lattualità dellorganismo architettonico. La pietra, il legno
nel pavimento delle sale e nella boiserie del foyer, unitamente ai vetri e a quanto di
più ricercato dal punto di vista materico, saranno impiegati per dare lopera carica
di significato e rispondente alle aspettative della cittadinanza. Nella redazione del
progetto esecutivo si è terrà conto della circolare del Ministero dellInterno
n.16
(Direzione generale protezione civile e servizi antincendi 15.02.1951) e successivi
aggiornamenti ed integrazioni in riferimento a quanto disposto per : il livello della
platea, i locali sotto il livello stradale, la posizione dello schermo, la distribuzione
dei posti a sedere, la larghezza delle uscite, i gradini nei passaggi, la pendenza nei
corridoi, le superfici levigate, le sedute, i posti in piedi, la biglietteria, il
guardaroba, le scale, lilluminazione e lareazione, la distribuzione, i
gradini, le rampe ed i pianerottoli, le scale esterne per i servizi dei Vigili del Fuoco,
le uscite, i tipi di porte ammessi, lingombro dei serramenti, la costruzione dei
serramenti, gli ostacoli allapertura delle porte e la loro visibilità,
lacustica e lisolamento acustico, la scena, laltezza della scena, le
disposizioni per la scena, i posti di deposito dei materiali sulla scena, i corridoi di
disimpegno della scena, il sipario di sicurezza, i lucernai e le aperture per regolare il
tiraggio in caso dincendio, i camerini, la loro ubicazione, lareazione,
lampiezza e d i servizi, i magazzini, le cabine di regie e proiezione della sala, le
strutture e gli accessi, gli impianti elettrici, losservanza dei regolamenti
digiene e la cubatura dei locali, i servizi igienici, il riscaldamento, gli impianti
di areazione e di condizionamento , lilluminazione degli impianti normali e di
sicurezza, gli impianti per lestinzione incendi, percorsi per i portatori di
handicap. La copertura a forma di onda, concava e convessa, sarà di legno lamellare
ricoperto da un pacchetto coibentante e isolante, protetto da guaina ardesiata.
Dimensionalmente lintervento interesserà una superficie di circa mq. 2350.00 ed una
cubatura di circa 21000.00 mc. La sala polifunzionale a servizio del Comune e
dellUniversità, ma pressocchè utilizzata da questultima, porterà turismo in
senso lato e sarà centro dincontri, convegni, manifestazioni culturali di vario
tipo per tutta la cittadinanza. Lorganismo progettato, opportunamente dotato dei
necessari impianti e confort, con poltrone imbottite nella sala, delle infrastrutture
tecnologiche, con un vasto atrio dove sono ubicati bar, guardaroba, biglietteria e
servizi, zone di attesa, ha come traguardo finale lidentificazione
nellimmagine del "teatro", occasione colta per la città, unesigenza
tanto sentita, desiderata ed auspicata proprio perché mancante. La sua stessa ubicazione
è sapientemente localizzata in una zona centralissima che si trasforma nei giorni festivi
in isola pedonale, offrendosi egregiamente alla fruizione dei cittadini. Esiste quindi,
nella cittadinanza, "una cultura", una consolidata tradizione del vivere questa
centralissima area . La collocazione in questo sito della sala
polivalente-teatro, a
servizio della città per le sue manifestazioni teatrali, per lutilizzo frequente da
parte delle facoltà univeristarie presenti, del turismo in genere, è quanto di più
auspicabile ed opportuno anche per ridisegnare una quinta deprimente sulla piazza,
riqualificarla, farla rivivere di nuova luce ed interesse, ottimizzare un invaso urbano
dandogli significato di "piazza" nellaccezione profonda che questa
rappresenta come cuore pulsante del consesso civico. Limpegno di spesa necessario
alla realizzazione dellintera opera è riassunto nel seguente quadro economico di
massima.
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Piazza Diamare 
Via S.Antonio
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Quadro econimico di massima
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A) Lavori a base dasta........................ .......L. 5.100.000.000
B) Somme a disposizione dellAmm.ne :
1 - Iva al 10% sui
lavori.................................L. 510.000.000
2 - Spese generali, progettazioni
varie, direzioni lavori,
collaudi, L.494/96,
ecc................................ L.
1.100.000.000
3 - Iva al 20% su n.2...................................
L. 220.000.000
4 - Allacci alle reti ed imprevisti................... L. 170.000.000
Sommano L. 2.000.000.000
Per un totale dimpegno di spesa L. 7.100.000.000
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Il progetto |
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Sezione loncidudinale

Planimetria dell'area interessata, nel tratteggio
la struttura della sala teatro
( Dal mensile " Presenza" - n'
11 novembre 1999 ) di Emilio PISTILLI
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Il vecchio
Teatro Manzoni 1862
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Prospetto del Teatro Manzoni 1875
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L'idea di
costruire un teatro a Cassino dovette nascere attorno al 1862. La prima notizia,
tuttavia, la si ha nel 1863: il Consiglio comunale di Cassino (che aveva appena
cambiato la denominazione da S. Germano), nella seduta del 20 novembre,
deliberò di costruire un teatro nel "giardino di Montecassino" a
Porta di Napoli, che era situata sull'attuale incrocio di via Marconi con via De
Nicola, dove iniziano i fabbricati abbaziali: in altre parole l'abate cedeva
terreno del palazzo Corte (non si sa bene se a quel tempo era ancora abate
Simplicio Pappalettere o Carlo De Vera; ma probabilmente gli accordi furono
presi con Pappalettere, che si era fatto promotore, fra l'altro,
dell'istituzione del Distretto di Cassino e del tribunale). Va ricordato che
solo due anni prima si era proclamato il Regno d'Italia, che da qualche anno la
città si candidava a sede del Distretto in sostituzione di Sora, che dal
1858/59 era sorta la stazione ferroviaria presso la piazza del mercato, presso a
poco l'attuale piazza Diaz, che nel 1861 S. Germano contava poco meno di 8.000
abitanti; l'anno successivo vi fu la riaggregazione del comune di S. Angelo in
Theodice con un apporto di poco più di 3.000 nuovi abitanti. Nel 1863 il
sindaco Nicola Fusco pose il teatro tra i suoi progetti amministrativi e
mantenne la parola, come abbiamo visto. Ma una volta deliberata la scelta del
sito ci fu un ripensamento perché si decise di aggregare, alla struttura del
teatro, il palazzo comunale ed altri uffici pubblici. Ciò comportò la
necessità di trovare una collocazione meno decentrata, almeno così si disse
allora. Il 29 maggio 1864 il consiglio comunale annullò la precedente delibera
e, su proposta del presidente, Luigi Matronola, optò per lo spazio verde che
comprendeva il giardino di Danese e Giorgetti, presso la via S. Sebastiano, a
confine con il canale della Candelera, il fiume Fetido e la consolare per Roma;
in una parola lì dove ora sorge il fabbricato dell'ex hotel Excelsior, compresa
la parte prospiciente dell'attuale Corso Della Repubblica, che allora non
esisteva. Il 3 febbraio 1865 la Deputazione provinciale di Caserta approvò il
progetto eseguito dagli architetti Bellini e Toscani. Per realizzare quel suo
progetto il sindaco Fusco aveva aperto trattative con alcuni privati (Lamantia e
Coletta) per un prestito a scalare di 30 mila ducati all'interesse annuo del sei
per cento. Il 15 marzo 1865 il comune acquisì la perizia di Giuseppe Bellino
per la valutazione del terreno: 35 are con una rendita annuale di £. 315 (£. 9
per ogni ara), per un capitale di £. 9605.20. Da considerare che in quel
periodo nei migliori siti della città il terreno costava £. 350 ogni ara
(questo ci teneva a precisarlo il perito). Appena un mese dopo (il 18 aprile) la
Deputazione provinciale fece sapere al comune di trovare alto il prezzo del
terreno e chiese se non fosse il caso di espropriarlo per motivi di pubblica
utilità. Delle richieste del Prefetto di Caserta non si tenne alcun conto,
infatti il 25 giugno 1865 fu perfezionato l'atto notarile di acquisto dell'area
davanti al notaio Giovanni Cangiano per l'importo di £. 9960.12. Esattamente un
mese dopo l'ing. Antonio Bellino fa sapere che, nell'esecuzione delle
fondamenta, sono comparse delle sorgenti nell'area destinata al teatro per cui
si rende necessario incanalarle; ad eseguire i lavori è l'appaltatore Gaetano
Martire. Il 18 agosto 1865 l'architetto Antonio Francesconi, arbitro
inappellabile nelle controversie relative alle opere da eseguire, suggerisce al
comune, sull'esempio del costruendo teatro di S. Maria Capua Vetere, di
"restringere" il progetto del teatro. Intanto le condizioni poste dal
venditore del terreno, Giorgetti, nell'atto di vendita erano tali da creare
problemi alla prosecuzione dei lavori. Uno fu la fuoriuscita delle sorgenti,
altri riguardavano l'uso delle acque confinanti o la collocazione del
fabbricato, che doveva avere l'entrata dalla parte del palazzo Danese, e così
via. Della questione venne investito il Prefetto, che, il 7 giugno 1866, invitò
l'ingegnere capo del Genio Civile di Caserta, Eugenio Giani, a fare un
sopraluogo a Cassino per valutare la possibilità di cercare un altro sito per
il teatro e palazzo comunale. L'ing. Giani, dopo il sopraluogo, chiese che si
facessero dei sondaggi sull'area destinata al fabbricato. A questo punto si
innescò uno storico contenzioso tra il tecnico del Genio Civile, ing. Giani, ed
il comune di Cassino per il pagamento della parcella relativa al sopraluogo: il
lungo carteggio tra Comune, Prefettura, e Ministero dei Lavori Pubblici, si
protrasse fino al 1873. Nella vicenda il comune di Cassino si trovò isolato,
tanto che il Prefetto, non sapendo più come richiamare l'amministrazione
comunale al mantenimento degli impegni verso il professionista del Genio civile,
concluse l'ennesima lettera al sindaco di Cassino invitandolo a provvedere alla
pulizia delle strade e alla numerazione civica delle case. Nel frattempo si
decise di cambiare il sito del teatro e degli uffici comunali; ma di questi
passaggi non posseggo documentazione (la ricerca è ancora in corso). Ho trovato
solo una lettera, con data 28 luglio 1866, del Sindaco Giuseppe Mascioli, che
sostituiva Fusco, al Prefetto per dirgli che sarebbe stato felicissimo se quello
avesse potuto annullare la delibera consiliare del 16 luglio 1866, che aveva
causato molte polemiche: pare che il sottoprefetto di Sora avesse criticato il
Mascioli per l'approvazione di quella delibera, che confermava l'acquisto del
fondo Danese per il costruendo teatro. Quello che sappiamo è che, con la
dismissione del fabbricato della stazione ferroviaria e lo spostamento di questa
dalla ex piazza del mercato all'attuale ubicazione in fondo a viale Dante, si
decise di utilizzare proprio quell'edificio riadattandolo a teatro e ad uffici
comunali. Questo ripensamento fece allungare notevolmente i tempi di
costruzione: l'inaugurazione, infatti, avvenne solo nel 1875, con uno spettacolo
di Ermete Zacconi. Ma una volta ultimato il teatro fu definito "la
meraviglia del paese". Per concludere la questione del fondo Danese (il
precedente sito) si puó dire che esso, essendo stato acquistato dal Comune, fu
utilizzato per il passaggio della nuova strada che oggi è corso della
Repubblica. Si è detto che come struttura il teatro Manzoni fosse il gemello di
quello di S. Maria, ma non possiamo esserne certi perché non si è mai trovato
traccia del progetto, eppure sappiamo che esiste; è da qualche parte negli
archivi di Caserta o Capua o Napoli; se non è stato trafugato da qualcuno
finirò per trovarlo. Dal 1875 al 1943 il teatro fu centro propulsore della
cultura cassinate, non solo per gli spettacoli che erano sempre di qualità, ma
anche per il suo utilizzo da parte delle scuole e delle associazioni, oltre che
per le conferenze ed i convegni che vi si svolgevano di frequente. La guerra lo
distrusse non lasciando più alcuna traccia, neppure i muri perimetrali.
Nonostante ciò, l'ingegnere capo del Genio Civile, Vito Castrignanò, in una
lettera ufficiale indirizzata al Comune di Cassino nel 1953, dichiarava di
riservarsi "gli accertamenti sull'effettivo danno bellico". Nel
dopoguerra, nell'ansia della ricostruzione, si parlò più volte della
possibilità di rifare il teatro Manzoni, ma l'assillo di problemi più urgenti,
le spinte di privati a dedicarsi ad altro, ne lasciarono il compito solo alle
cosiddette "pie intenzioni". Solo nel 1953, con la legge 230 del 21
marzo, qualcosa si mosse in maniera più concreta: la legge imponeva ai comuni
sei mesi di tempo per la presentazione di domande per "conseguire la
ricostruzione a carico dello Stato dei beni di proprietà degli enti
locali". Il 21 ottobre dello stesso anno il sindaco Restagno denunzia
all'ingegnere capo del Genio Civile di Cassino, Vito Castrignanò, "che è
stato distrutto completamente, in conseguenza degli eventi bellici del 1943-1944
il Teatro Comunale Manzoni" e, in maniera lapidaria "ne richiede la
ricostruzione". Il 29 ottobre successivo l'ingegnere capo del Genio Civile,
si riserva "gli accertamenti sull'effettivo danno bellico, sulla previsione
di spesa e sull'ammissibilità dell'intervento dello Stato". Subito dopo, a
firma del sindaco, pervenne allo stesso Genio Civile una relazione sommaria,
stilata "a memoria" dall'ingegnere del comune Ferdinando Bologna
(scomparso appena un mese fa all'età di 102 anni), sullo stato del teatro
Manzoni prima della distruzione. Quella relazione si è rivelata, poi, l'unica
descrizione esistente degli interni dell'edificio, per questo è
importantissima, e vale la pena rileggerla. "Il teatro Comunale di Cassino
era ubicato a Piazza Margherita (o Piazza del Teatro) ed aveva l'accesso
principale sulla detta piazza mediante tre grandi aperture; un accesso
secondario laterale sulla Via De Bosis, il quale immetteva pure alla scala per
il loggione; ed infine un accesso di sicurezza al lato posteriore che dava sul
palcoscenico. Il teatro costituiva un complesso di notevole importanza sia dal
lato costruttivo che dal lato architettonico ed artistico. La sua costruzione
risaliva al 1870 circa ed alla sua fabbrica, decorazione ed attrezzatura scenica
collaborarono artisti di riconosciuto valore. Aveva un ingresso atrio di otto
grandi vani con guardaroba e Buffet, una grande sala ellittica con tre ordini di
palchetti disimpegnati dai corridoi ed un loggione, un grande palcoscenico con
attrezzatura completa di gabinetti per artisti, scenari, teloni ecc. Il locale
era completo di scala interna e gabinetti di decenza. Inoltre un palco centrale
era stato adibito a cabina cinematografica ed era completa di tutto il
macchinario ed accessori di sicurezza per proiezioni. Le rifiniture dell'intero
complesso erano di lusso, a partire dai pavimenti quasi tutti di marmo, alle
decorazioni intonate tutte a disegni stile pompeiano, con velluti a damaschi nei
palchi ecc. La illuminazione dei locali tutti era realizzata con lumi e
lampadari antichi adattati alla corrente elettrica. Allestimento scenico di
quinte, sfondi e teloni completo e di valore, e fra questi un telone di pregio
raffigurante il Trionfo di Ummidia Quadratilla. Tutto il complesso misurava una
cubatura vuota per piena di circa mc. 11.000. La stima sommaria del valore si
ritiene non inferiore a £. 200.000.000". Si puó ancora annotare che nel
gennaio 1988 il sindaco Di Zenzo ebbe ad annunciare: "Sono in corso le
procedure per un appalto concorso per la progettazione del Teatro
Comunale". Da allora nulla più, se si eccettua l'ultimo tentativo fatto
dall'architetto Orlando D'Ermo, quando era assessore all'urbanistica, il quale
volle che uno dei piani particolareggiati, connessi con la variante generale del
Piano Regolatore di Cassino, oggi in fase di elaborazione, prevedesse la
ricostruzione del Teatro Manzoni nell'area dell'ex campo sportivo e piazza N.
Green. Ma qui arriviamo ai giorni nostri e lascio la parola a chi dovrà parlare
dei nuovi progetti.
Dati
dall'Archivio di Stato di Caserta - Prefettura - Inventario 5, fasc. 4980 e T.
Vizzaccaro, Cassino dall'Ottocento al Novecento.
COMPOSIZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE DI CASSINO
AL 29 MAGGIO 1864
Luigi Matronola
(Presidente) - Nicola Fusco (Sindaco) - Loreto Lena (consigliere anziano) -
Silvestro Petrarcone - Francesco Marselli - Pasquale Grosso - Giovanni Ranaldi -
Gregorio Pausa - Giovanni Cangiano - Pietro Fiorentini - Guglielmo Capocci -
Benedetto Nicoletti - Crescenzo Cafari Panico - Carlo Marone - Giuseppe Mascioli
- Paolo Gallozzi - Carlo Tomasso - Gaetano Ponari - Federico Iucci - Luigi
Notarmarco - Ignazio Pinchera - Raffaele Danese - Michelangelo De Crescentis -
Crescenzo Del Greco - Tommaso Coppola - Giuseppe De Vivo - Vincenzo Ombres -
Giosuè Danese - Erasmo Cinquanta.
Segretario Raffaele Tumulini.
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Teatro Manzoni
1920

Teatro Manzoni
pianta
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di Emilio PISTILLI
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