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Cultura
La città trae origine da un insediamento dell’età del ferro, lungo le pendici meridionali di Montecassino, fiorente per le attività commerciali. Per lungo tempo fu baluardo osco-sannita contro l’espansione romana. Con la Pax Romana, collegata alla nuova via Latina e col nome di Casinum, fu importante centro artigianale e luogo d’incontro dei traffici commerciali tra il nord e il sud dell’Impero. La sua importanza è testimoniata dalla sopravvivenza di prestigiose strutture archeologiche, come un anfiteatro, un teatro romano, una tomba gentilizia monumentale e numerosi tratti di splendide strade basolate.
La sua posizione, a guardia dell’unico varco naturale tra il sud e Roma, ne ha fatto la fortuna e, purtroppo, molto spesso, la sventura. Con la caduta dell’Impero Romano fu più volte devastata dalle orde dei barbari di passaggio, poi dai Longobardi, quindi dai Saraceni e, in tempi più recenti, dalle soldataglie francesi nel 1799; per lo stesso motivo, fu tragico teatro del più aspro scontro delle potenze belligeranti in Italia fra il 1943 e “44 come punto nodale della Linea Gustav. Ad ogni sconvolgimento, però, seguì la miracolosa rinascita, secondo il motto cassinese succisa virescit. Dopo la distruzione totale dell’abbazia di Montecassino prima, di Cassino poi, nel 1944, la ricostruzione di entrambe fu assunta, dallo Stato italiano, a simbolo della rinascita nazionale.
L’arrivo di Benedetto da Norcia in questi luoghi non fu certamente casuale. Il Santo dovette ben capire che la posizione del sacro monte era altamente strategica, non solo per motivi di difesa, ma soprattutto per la possibilità di penetrare, di lì, in una molteplicità di aree geografiche come il Molise, la Campania, l’agro pontino, le valli di Comino e dell’Abruzzo, per non parlare dell’ampia Valle del Liri che conduce a Roma.
In effetti la Regula Sancta, che dettò i principi della spiritualità e della civiltà occidentale, da questo monte che ci domina, si diffuse per tutta l’Europa: non a caso il suo Autore, S. Benedetto, è stato proclamato Patrono d’Europa.
La città di Cassino, che per tutto il medioevo, ed oltre, con il nome di S. Germano, fu la capitale della Terra di S. Benedetto, si trovò spesso, accomunata alla superiore abbazia, al centro di vicende nazionali ed europee: per tutte basti ricordare la Pace di S. Germano firmata tra l’imperatore Federico II e papa Gregorio IX nella chiesa principale di questa città.
Ancora S. Germano fu la capitale dell’omonimo Stato nel Regno di Napoli ed assunse l’appellativo di fidelissima.
Con l’unità d’Italia si riappropriò dell’antico nome chiamandosi Cassino, ma perse parte della sua importanza in concomitanza con l’espropriazione dei beni ecclesiastici, voluta dalle leggi di Casa Savoia, ed il conseguente ridimensionamento politico della millenaria abbazia.
Però Cassino non perse la consapevolezza della propria centralità territoriale e socio-economica che le aveva conferito madre natura. Infatti fin dai primi decenni del secolo XIX reclamò presso le autorità statali di turno il riconoscimento del ruolo di centro pilota, dapprima tra i comuni di Terra di Lavoro, poi tra quelli del basso Lazio. Centralità che fu sancita dall’istituzione del tribunale, che ebbe un’estensione tra le maggiori in Italia, interessando ben 135 località tra il sud del Lazio ed il nord della Campania.
Le richieste di istituzione di una nuova provincia furono molteplici nel corso degli ultimi due secoli, ma vuoi per mancanza di locali idonei, vuoi per motivi politici – come la rivolta dei 100 avvocati cassinati contro il regime fascista –, la città si è sempre vista sopravanzare da altre città, come Sora, Frosinone, Latina (che allora si chiamava Littoria).
La centralità di Cassino si esplica soprattutto sul piano culturale, nel quale si pone come guida di un vasto hinterland grazie alla presenza dell’abbazia di Montecassino sul suo territorio, all’Università degli Studi e ad un vasto parco archeologico. La produzione libraria del Cassinate è, percentualmente rispetto al numero di abitanti, al primo posto in Italia: di essa, naturalmente, gran parte proviene dalle edizioni cassinesi dei monaci benedettini e dalla vastissima opera di ricerca storico-scientifica che da sempre ha interessato il monastero e la sua storia. Notevole, però, è anche la bibliografia che riguarda i vari Comuni del comprensorio, che si affianca a quella prodotta, solo di recente, dall’Università di Cassino. Anche nel campo dei periodici Cassino primeggia in assoluto avendo dato vita, fin dalla metà dell’Ottocento, a molte decine di testate, giornalistiche, mensili, settimanali ma anche quotidiane: si pensi, tanto per esemplificare, al quotidiano “L’Avanti!”, che nacque a Cassino come settimanale socialista, oppure alla rivista letteraria “Le Fonti”, che vantava le firme più prestigiose della critica e delle letteratura di inizio Novecento.
Ma il territorio del Cassinate si distingue nel panorama culturale nazionale anche nel campo della pittura grazie agli innumerevoli affreschi che ornano tutte le chiese antiche sopravvissute ai bombardamenti del 1943/44, tanto che si puó parlare di un genere pittorico specifico che va sotto il nome di “scuola cassinese”, che, tra il tredicesimo e quattordicesimo secolo, ha avuto molti aspetti in comune con la scuola giottesca.
Al ricco patrimonio culturale si affianca il turismo, in notevole e costante espansione grazie alla cospicua varietà dell’offerta, con il litorale del sud pontino, di irripetibile interesse paesaggistico e storico, con la celebre abbazia di Montecassino, ricca di storia e di cultura, con gli antichi centri della Valle di Comino, richiamo irresistibile per gli appassionati di folclore e di colore paesano e sede di tante attività artigianali, con i monti delle Mainarde, su cui sconfina il Parco Nazionale d'Abruzzo e dove si pratica una intensa attività sportiva, invernale ed estiva. Tutto il territorio, già ora intensamente frequentato, si propone come polo turistico di interesse nazionale ed internazionale.
(a cura di Emilio Pistilli)
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