Territorio
Il lembo di territorio del Lazio meridionale, che va dal golfo di Gaeta al Parco Nazionale d'Abruzzo, costituisce un unicum etnico e geografico raramente riscontrabile nella penisola italiana.
Sede, fin dalla preistoria, delle genti ausoniche, mantenne la sua fisionomia linguistica e sociale anche quando fu schiacciata da nord con la discesa dei Volsci e da sud con l'avanzata degli Osci; neppure l'occupazione dei Sanniti lasciò stratificazioni culturali di un certo rilievo.
La secolare occupazione di Roma portò alla latinizzazione delle genti sottomesse ma non ne cancellò il substrato etnico.
La millenaria gestione benedettina con la creazione della "Terra Sancti Benedicti" diede una nuova impronta unitaria al territorio, impronta che perdurò inalterata sotto il regno borbonico di Napoli con l'istituzione delle sottoprefetture di Gaeta e Sora in provincia di Terra di Lavoro.
L’unità sociale, culturale, economica e politica del basso Lazio venne meno quando, con un'operazione di smembramento artificiosa ed antistorica, furono create le nuove province di Frosinone prima e di Littoria poi, separando e riducendo in confini mai esistiti prima, popolazioni che tuttavia hanno conservato le antiche relazioni culturali ed economiche.
Lo sviluppo delle aree del Golfo di Gaeta, del Cassinate e della Valle di Comino da allora ha subito una marcata battuta d'arresto a vantaggio delle zone di Latina e Frosinone, che, al contrario, hanno goduto di un intenso incremento demografico e infrastrutturale.
Un tale fenomeno poteva essere facilmente prevedibile dal momento che i territori del basso Lazio si sono trovati a costituire le estreme appendici meridionali di due province verticali, a loro volta appendici della forte e compatta area romana.
L’omogeneità dell'area è documentata dalle innumerevoli attività economiche e sociali di respiro interprovinciale (nell'attuale situazione) ed interregionale: basti far cenno all’Università degli Studi di Cassino, che accoglie molte migliaia di studenti provenienti da ogni parte del comprensorio, dalla Campania e dal Molise, in gran parte pendolari per le distanze da percorrere ragionevolmente brevi; allo stabilimento industriale FIAT di Piedimonte Sangermano, con i suoi 7.000 dipendenti che quotidianamente muovono dalla bassa provincia di Latina, da buona parte della provincia di Frosinone, dalla Campania e dal Molise; al tribunale di Cassino, con giurisdizione su una vasta zona circostante; ai numerosi servizi di competenza regionale e provinciale già da tempo funzionanti nella città di Cassino, come la sede decentrata dell’Amministrazione provinciale, il Settore decentrato dell'Assessorato regionale ai LL.PP., ex Genio Civile, l’Ufficio delle Imposte Dirette, l’Ufficio del Registro, la sede zonale dell’INPS, il Distretto Notarile, la Camera di Commercio.
Non va inoltre dimenticata la poderosa rete stradale e ferroviaria che consente rapidi collegamenti verticali, con l'Autostrada A1, la statale Casilina, la ferrovia elettrificata con doppio binario, la linea ferroviaria superveloce Roma-Napoli, e trasversali, con la superstrada Cassino-Formia e Cassino-Sora e la statale per il Molise e l'Adriatico; su tale complesso viario avvengono intensi scambi commerciali che attendono solo una adeguata pianificazione.
Un ulteriore cenno va fatto ad una attività di primaria importanza per l’intero comprensorio: il turismo. Con il litorale del sud pontino, di irripetibile interesse paesaggistico e storico, con la celebre abbazia di Montecassino, ricca di storia e di cultura, con gli antichi centri della Valle di Comino, richiamo irresistibile per gli appassionati di folclore e di colore paesano e sede di tante attività artigianali (basti ricordare le numerose fabbriche di mobili del Sorano), con i monti delle Mainarde, su cui sconfina il Parco Nazionale d'Abruzzo e dove si pratica una notevole attività sportiva invernale ed estiva, tutto il territorio, già ora intensamente frequentato, con una attenta programmazione unitaria puó candidarsi come polo turistico di interesse nazionale ed internazionale, dando respiro ad un’economia che ne ha assolutamente bisogno.
(Da Relazione allegata alla proposta per l’istituzione della provincia di Cassino, di Emilio Pistilli, 1992)
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